Lucy di Luc Besson, con Scarlett Johansson, Morgan Freeman, Choi Min-sik USA/Francia 2014
di Emanuele D’Aniello
Luc Besson ama i forti personaggi femminili, e questo è sicuro. Scarlett Johansson con la sua partecipazione nell’universo cinematografico Marvel è diventata un corpo assodato per i film d’azione, e questa è un’altra cosa certa. L’incontro tra i due era quindi solo questione di tempo. Certamente Lucy non è il film migliore di entrambi, e questo incontro artistico rimane alquanto fine a se stesso.
Retto da una premessa bizzarra quanto scientificamente sbagliata, Lucy è un action che si mischia prepotentemente con la fantascienza e i film di supereroi, andando a pescare a piene mani nei lati peggiori dei generi appena menzionati. Besson però ci ha abituato a film, per quanto raramente davvero intelligenti, perlomeno molto divertimenti, ricchi di intrattenimento e quel gusto per l’assurdo che giustamente dosato diventa cult. Lucynon riesce mai a decollare, rappresentando l’azione più stupida e mischiata a intervalli tra il documentario e il videogioco. Fondamentalmente, il problema è tutto qui: Besson ha realizzato uno dei suoi film più irrealistici donandogli, paradossalmente, sfrenate ambizioni tematiche. Cercare il senso della vita, spiegare la funzione del tempo, insegnare a dare importanza alle capacità cognitive umane, è tutto fuori posto e perso da una premessa assurda e molti effetti scenici piuttosto discutibili. E sembra quasi che il film non si sforzi nemmeno troppo: durando appena 1 ora e 20 minuti finisce proprio quando poteva ingranare.
Salviamo sicuramente gli attori, soprattutto Cho Min-sik, perfetto nel creare un villain cartoonesco azzeccato al tono superficiale del film, e Scarlett Johansson, che ormai ha raggiunto l’esperienza giusta e un carisma con cui riesce a reggere qualsiasi scena sulle sue spalle, bravissima a passare da ragazzina fragile dell’inizio a macchina potentissima alla fine (in pratica, il suo ruolo è l’opposto di quello appena avuto con Under the Skin). Non ci aspettavamo troppo da Lucy, non ci aspettavamo tanto dal recente Besson, ma nemmeno un film che per essere visto, pur parlando del raggiungimento del 100% delle facoltà celebrali, richieda di spegnere totalmente il cervello dello spettatore.


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