Monsters University di Dan Scanlon. USA 2013
di Emanuele D’Aniello
Monsters University è indubbiamente uno dei film più importanti nella storia della Pixar, perchè, in un certo senso, deve “tamponare la ferita”. Ancora una volta si rivisita una storia del passato (è il terzo prequel/sequel negli ultimi quattro anni), e soprattutto la Pixar viene dai suoi prodotti più deludenti, per non dire brutti: Cars 2 e Ribelle – The Brave. Optare per un prequel non è certo la mossa migliorare per provare ad invertire la rotta, ma alla fine, senza gridare al nuovo capolavoro, il film diverte, intrattiene e coinvolge.
Come detto ci troviamo di fronte ad un prequel, la storia di come Mike e Sully si sono conosciuti e la loro esperienza comune nella bizzarra università dei mostri. Grazie proprio a due protagonisti già collaudati e amatissimi, il film prende subito fin dall’inizio, evita assolutamente momenti morti e regala situazioni e scene una più divertente dell’altra. Il contesto dell’università trasforma il film in un vero e proprio college movie, e la storia segue tutti i topoi del genere. Si familiarizza fin da subito anche con i nuovi personaggi, uno più simpatico dell’altro, e la storia scorre fluida. Inoltre, quando la storia sembra finita e la maggior parte dei film avrebbero messo la parola fine, il film si concede un ulteriore twist che aumenta ancora di più l’approfondimento emotivo della vicenda di Mike e Sully.
Ma tutto ciò basta? Il punto è questo. Ormai la Pixar è la prima vittima del proprio successo, dopo aver sfornato in un decennio un capolavoro dietro l’altro ora è obbligata a mantenere un altissimo standard qualitativo, altrimenti anche film buoni come questo Monsters Universitysembrano un mezzo passo falso. Dopotutto, rapportandolo agli illustri precedessori degli scorsi anni, questo film sembra un preciso romanzo di formazione, certamente senza sbavature, ma troppo perfetto e costruito, a cui manca totalmente il colpo di genio, la trovata creativa, la fantastica magia che in un attimo ti fa sognare e strabuzzare gli occhi in film come Up oRatatouille. C’è una grosso componente emozionale, ma non così forte da farti commuovere. I personaggi di contorno come detto sono tutti buoni e ben delineati, ma alla fine nessune rimane impresso, mentre anche ora a oltre dieci anni di distanza ricordiamo col sorriso la piccola Boo di Monsters & Co.
In poche parole, se fosse un film della Dreamworks ora le lodi sarebbero altre. Ma nel filone Pixar,Monsters University finisce per essere il miglior film dei meno riusciti, ma finisce in basso se lo guardiamo dalla prospettiva dei grandi capolavori. Lo standard creato dalla Pixar è stato impresso nella storia del cinema, creare film d’animazione che attraggono e parlino agli adulti riuscendo al tempo stesso ad intrattenere e divertire i più piccoli; speriamo che questo mantra possa tornare a reggere il loro prossimo film.


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