Noi Siamo Infinito (The Perks of Being a Wallflower) di Stephen Chbosky, con Logan Lerman, Emma Watson, Ezra Miller. USA 2012
di Emanuele D’Aniello
Quanti film ambientati al liceo sono stati realizzati nella storia del cinema, sia in chiave comica che drammatica? Quanti film hanno raccontato gli anni difficile del liceo, di adolescenze problematiche, di ragazzi messi da parte? Quanti film hanno raccontato la difficoltà nello stringere amicizie o le paure del primo amore? Quanti film hanno provato a cavalcare l’onda della nostalgia cercando di catturare gli anni ’80 e ’90 replicandone l’estetica, i gusti, la musica? So già che tutti avete dato le riposte giuste a queste domande: tantissimi, forse troppi film. Davvero troppi. Eppure come è un possibile che un film, raccontando tutti i temi finora citati, riesca ad essere efficace, fresco, bello, toccante, pienamente riuscito? La risposta a questa nuova difficile domanda porta un nome ed un cognome: Stephen Chbosky.
Per chi non lo sapesse, Stephen Chbosky è un autore che nel 1999, in piena esplosione della MTV Generation, ha scritto un libro sui problemi dell’adolescenza negli anni del liceo dal titolo, liberamente tradotto in Italia in modo azzeccatissimo, “Ragazzo da Parete”. Tredici anni dopo Chbosky ha deciso di realizzare la trasposizione di quel suo fortunato romanzo, ha adattato la sceneggiatura e soprattutto ha diretto il film come regista. E vedendo il risultato, viene da chiedersi perchè altri scrittori non dirigano gli adattamenti dei propri libri. La forza della storia di Chbosky è quella di prendere a piene mani dagli stereotipi tipici dell’età del liceo (i problemi, la famiglia che non ti capisce, le prime cotte, il ragazzo silenzioso, l’omosessuale esuberante, la ragazza che sembra la più forte e poi è fragile come tutti gli altri) e trasformare il tutto in storie e personaggi veri, reali, sinceri, onesti. Questi aggettivi sono fondamentali ed estesi a tutto il film, perchè Chbosky ha creato una storia perfettamente credibile, mai melensa, mai ridicola, mai esagerata, mai fuori luogo, presentandoci una galleria di personaggi sensibili e divertenti in cui tutti si possono riconoscere. Perchè anche il più figo della scuola, pur non ammettendolo mai, almeno una volta si è sentito il ragazzo da parete, quel ragazzo fuori posto alle feste che fa da tappezzeria perchè non lo nota nessuno o lo notano per i motivi per cui non vuole essere notato. E’ il tocco delicatissimo che differenzia il film dal resto del suo foltissimo genere, Chbosky come se vivesse ancora i suoi 16 anni riesce a catturare la solitudine e quel senso di inadeguatezza tipico e unico dell’adolescenza, narrativamente senza una virgola fuori posto. Non sappiamo come abbia fatto, di sicuro lo avrà aiutato immergersi nuovamente nelle splendide vecchie canzoni che compongono la colonna sonora del film.
Sicuramente, lo avrà aiutato anche indovinare gli attori giusti al posto giusto. Emma Watson da anni per tutti era l’unica attrice seriamente talentuosa uscita dal giovane cast diHarry Potter, e qui lo dimostra pienamente con un misto dolcezza e forza davvero difficile da immaginare. Ezra Miller aveva dimostrato grandissime doti lo scorso anno in E Ora Parliamo di Kevin, doti qui confermate in un ruolo completamente diverso, esuberante e fragile senza mai strafare. Logan Lerman era l’incognita, forse troppo legato come immagine ai suoi fallimentari blockbuster, invece il giovane protagonista ha stupito tutti con una prova enormemente emotiva, bravissimo ad intercettare le insicurezze di una grandissima fetta di ragazzi che in lui possono facilmente riconoscersi. Raramente si può trovare un trio di giovani attori così affiatato, e raramente si può trovare un film così riuscito, che almeno per una volta zittisce i fans del libro che non possono discutere o criticare l’adattamento. Noi Siamo Infinito non è certo il primo e sicuramente non sarà l’ultimo film a parlare di questi temi, dell’adolescenza e della scuola, ma raramente troveremo in futuro un film al tempo stesso fresco e nostalgico, triste e divertente, le stesse sensazioni che per molti descrivono esattamente il periodo del liceo.



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