Saving Mr. Banks di John Le Hancock, con Emma Thompson, Tom Hanks, Colin Farrell, Paul Giamatti, Bradley Whitford, Ruth Wilson, Rachel Griffiths, BJ Novak, Jason Schwartzman USA/Gran Bretagna 2013
di Emanuele D’Aniello
Pur non essendo il protagonista del film e della storia raccontata, la maggior curiosità dietro Saving Mr Banks è legata al vedere interpretato, per la prima volta al cinema, una figura leggendaria e così amata come quella di Walt Disney. Ma già durante il film, e soprattutto alla fine, a colpire e rimanere nel cuore è la protagonista Pamela Travers. Le sue gioie, i suoi dolori, le sue forzatura di carattere, la sua tenacia, la sua commozione, i suoi ricordi, sono tutti sentimenti che creano in difetti e pregi un grande essere umano.
La storia del film, specialmente in Italia, non è notissima. Ma sappiate che per vedere al cinema Mary Poppins, tuttora uno dei più grandi film per famiglie di tutti i tempi, ci sono voluti 20 anni e un mare di trattative e litigi. Da una parte la Disney e dall’altra la scrittrice dei romanzi originali Pamela Travers. Negli ultimi anni si sta diffondendo questo sottogenere di “biopic sui film”, ovvero storie che raccontano il dietro le quinte delle creazioni, spesso travagliate, delle più grandi pellicole mai realizzate, eSaving Mr Banks possiamo inserirlo a pieno titolo in questo genere. Non a caso tanti momenti, e molte battute, divertiranno soprattutto gli appassionati di cinema, mentre saranno difficilmente intuibili ad altri. Ma il film di John Lee Hancock è soprattutto un grande racconto umano, in cui i personaggi e i sentimenti hanno il centro dell’attenzione: si ride, si piange e ci si affeziona praticamente a tutti. Semmai i problemi sono altri, rintracciabili nella struttura. Nella prima parte l’uso reiterato dei flashbacks, per quanto sia importanti, è eccessivo, quasi fastidioso, spezza il ritmo e propone episodi che non hanno la forza emotiva della narrazione principale. Solo nel terzo atto i flashbacks diventano veramente d’aiuto, quando entrano in prospettiva e riescono ad agganciarsi, tematicamente e pure col montaggio, al fulcro del film. C’è poi una inevitabile spolverata di zucchero su ogni momento del film, una voglia comprensibile (siamo pur sempre in presenza di un film Disney per famiglie) ma forse eccessiva di piacere: sia chiaro, spesso e volentieri il film raggiunge il suo scopo facendo davvero commuovere lo spettatore, ma alcuni momenti risultato buonisti tanto per esserlo (per quanto bravissimo e simpatico, il personaggio di Paul Giamatti e la sua storia è una evidente forzata in quel senso).
Di grande rilievo sono le interpretazioni dell’intero cast, su tutti quella di Emma Thompson. La sua Travers riesce a risultare simpatica e fragile sebbene anche altezzosa, scontrosa, algida, e quando si lascia andare a lacrime o risate è letteralmente travolgente. Viene davvero da chiedersi perchè un talento così completo come la Thompson si sia persa per troppi anni in ruoli inutili in film dimenticabili. Forse l’unico un po’ sottotono, ed è una delusione considerando di che film stiamo parlando, è proprio Tom Hanks, chiamato a fare il compitino e interpretare un Walt Disney meramente di servizio alla trama, e in un bel monologo nel finale ha l’unico grande momento per risplendere. Anche se nel corso delle due ore di durata non sparisce mai l’idea della confezione da mega-spot per la stessa compagnia Disney Pictures, il film il proprio lavoro lo fa e lo porta a casa, intrattenendo e commuovendo nei momenti giusti, e raccontando un dietro le quinte molto interessante e significativo, intrecciato con i rapporti umani piuttosto che con le solite manovre produttive. Una lacrima dopotutto non uccide nessuno, quindi si prega di tenere lontano questo film dalla portata dei cinici.



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