The Counselor di Ridley Scott, con Michael Fassbender, Javier Bardem, Cameron Diaz, Brad Pitt, Penelope Cruz   USA 2013

di Emanuele D’Aniello

The Counselor è l’ennesima prova, se qualcuno ancora non lo avesse capito, che al cinema la somma degli addendi non basta a realizzare un buon film, e che praticamente sempre è invece fondamentale una buona sceneggiatura. Qui abbiamo un regista di talento come Ridley Scott, un cast stellare, e la prima sceneggiatura per il cinema di Cormac McCarthy, forse il più grande scrittore americano contemporaneo. Eppure il risultato non è solo un film deludente, non è solo un film sbagliato e non riuscito, ma soprattutto e semplicemente un brutto film.

Chi conosce i romanzi di McCarthy sa benissimo che il suo stile asciutto e rigoroso già è difficile da leggere, figuriamoci da portare al cinema. Non è un caso che l’unico vero successo cinematografico tratto da uno dei suoi romanzi è stato Non E’ un Paese per Vecchi, poichè in quel caso si trattava di un adattamento: i fratelli Coen, già geni per conto loro, hanno preso un grandissimo romanzo e, ben consci delle regole narrative, hanno saputo adattarlo per il cinema. Qui McCarthy ha scritto di proprio pugno la sceneggiatura, fregandosene di ogni regola, e l’ha lasciata nelle mani di Scott senza filtri, senza intermediari, senza riletture o riscritture. E diciamoci la verità, Ridley Scott è un grandissimo regista visivo, ma non ha mai scritto forse nemmeno una lettera a Babbo Natale e quindi non è il miglior regista per trasformare direttamente in immagini le scene di McCarthy. Il risultato finale? The Counselor è un film senza un fulcro narrativo, senza atti, diciamo pure senso, in cui la storia si dipana tranquilla senza sorprese, e la narrazione è formata da blocchi di scene che si susseguono senza motivi e costruzione. E’ un film che procede a scatti, con qualche momento talmente assurdo da strappare una reazione, ma per il resto va avanti in maniera assolutamente piatta. I personaggi si muovono senza motivazioni o senso, diventando praticamente personaggi nulli. E di cinematografico c’è molto poco: quasi tutte le scene sono formate da due persone che parlano, e i dialoghi, non essendo mai veramente interessanti, finiscono per essere piuttosto pretenziosi, per non dire inutili.

Di conseguenza anche un cast stellare finisce per essere solo un insieme di pesci fuor d’acqua. Javier Bardem e Brad Pitt fanno quello che possono, dopotutto devono essenzialmente parlare, mentre abbastanza deludenti sono le prove di Michael Fassbender e Penelope Cruz, che oltretutto come coppia hanno ZERO alchimia sullo schermo. La Cruz ha anche molto poco da fare, ma non riesce mai a dare una marcia in più, mentre Fassbender è forse al primo significato stop dopo anni e film in cui è sempre fantastico. Chi si salva, complice anche l’unico ruolo succoso della vicenda, è Cameron Diaz, forse quella alla vigilia meno quotata del cast, che infonde al personaggio una notevole dose di mistero, freddezza e imprevidibilità.

Alla fine di The Counselor rimangono un paio di scene che faranno parlare, non tanto per la qualità quanto per la stranezza dei momenti. Ma un vero e proprio film non c’è. Forse è il segno che il campo di McCarthy rimane la letteratura, e quando vuol dedicarsi al cinema deve affidare le proprie opere a chi il cinema sa raccontarlo oltre che farlo.

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