BASTARDI
PER LA GLORIA

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    “Ragazzi! Quando imparerete a non dire le parolacce alle suore?”

     

    Cosa posso aggiungere io adesso, cosa posso dire che non si si già detto dal 1980 ad oggi? Perché chiariamo subito un punto, The Blues Brothers non è un film, ma un mito, un cult immortale, una fusione di cinema, musica e pura gioia che ha pochi eguali prima e dopo.

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  • Vedendo gli incassi praticamente incommentabili, e la recente uscita del dvd, direi che non è più mistero o spoiler rivelare la sorte di Han Solo in Star Wars: Episodio VII.

    Detto ciò, nonostante quanto accaduto, Han Solo lo vedremo ancora. Sapete tutti infatti che il prossimo spin-off della saga sarà il prequel sulle origini del celeberrimo personaggio, e nelle scorse ore è stato annunciato chi prenderà la pesantissima eredità: Alden Ehrenreich.

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    E’ frustrante, dovete capire, per me mettermi ora a scrivere di Captain America: Civil War. Davvero molto frustrante. Non lo faccio apposta, ma raramente mi piacciono e parlo bene dei film Marvel (praticamente due casi nello stesso anno, record) e ora mi ritrovo nella classica “lose-lose situation”, una situazione in cui posso solo perdere.

    Ricapitolando: se parlo bene del film, devo in un certo senso ricontestualizzare le critiche precedenti, se invece ne parlo male, sembro pazzo per il mio status di solitudine rispetto alla maggioranza delle opinioni. O forse, banalmente, la prendo troppo sul personale….

    E allora sapete che c’è? Lo ammetto subito, senza giri di parole: mi sono sbagliato.

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  • Vi capita mai di andare al cinema senza sapere nulla del film che state per vedere, se non titolo e cast, senza aver mai letto uno straccio di trama e aver mai visto anche un solo fotogramma del trailer? Nel mondo del cinema odierno è quasi IMPOSSIBILE, soprattutto per chi come noi vive il cinema sul web.

    Eppure non solo è la cosa migliore da fare prima di apprestarsi a vedere 10 Cloverfield Lane (io ci sono riuscito, non chiedetemi come ho fatto) ma è quasi necessaria. Il film vive sui propri misteri e sulle proprie sorprese, ed è meglio non scoprirle prima…..per questo devo fare una cosa per me controproducente, ovvero dirvi di NON leggere questo articolo senza aver prima visto il film. Insomma, lo avete capito e io vi ho avvertito, ora si parte con gli SPOILER.

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    “Who the hell signs a suicide note with a happy face?”
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    Le foto sul web. I selfie. Instagram. Twitter. Facebook. I reality show. Le star della tv che non sanno fare NIENTE  ma sono famose, e ogni volta ci domandiamo il perché. I media sui casi di cronaca. Le trasmissioni tv che fanno le indagini ed i processi al posto di polizia e giudici.

    Ma quando è iniziata la spettacolarizzazione dei processi? La riposta è semplicissima: il 13 giugno 1994, quando Ronald Goldman e e Nicole Brown furono trovati ucciso a Brentwood, tranquilla quartiere di Los Angeles. Il processo a O.J. Simpson, ex stella del football e attore, accusato del doppio omicidio, è stato davvero il processo del secolo, mai nessuno prima si era interessato così tanto ad un caso di cronaca nera. Un’attenzione così morbosa e sproporzionata da non essere più il processo a OJ Simpson, ma un evento mediatico prima e un conflitto razziale poi.

    America Crime Story: The People vs O.J. Simpson è la miniserie tv che ha raccontato quanto successo, e lo ha fatto meglio di quanto si potesse immaginare, creando un piccolo superbo cult televisivo.

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  • L’introduzione a questa recensione è piuttosto breve, poiché non posso dire praticamente nulla – anzi, non sono bravo a farlo, semplicemente – senza incappare in spoiler.

    E allora seguitemi dopo il break, io vi ho avvertito……SPOILER!

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  • “Signor Presidente, io non dico che non ci costerà proprio niente. Però io dico non più di 10-20 milioni di morti. Massimo, ah… questione di fortuna.”

     

    Ancora oggi, a distanza di 52 anni, pensare che il creatore di Arancia Meccanica, ShiningOdissea nello Spazio, possa aver girato una delle migliori commedie di tutti i tempi suona strano. Non a caso quando Stanely Kubrick prese per la prima volta in mano il libro “Allarme Rosso” di Peter George la sua intenzione non era quella di fare una commedia, ma realizzare un serio film politico sulla Guerra Fredda e sul rischio della Distruzione Mutua Assicurata. Ma solo lavorando alla stesura della sceneggiatura si rese conto di quanto fosse surreale e assurda la situazione, di quanto il rischio della fine del mondo causata da precisi comportamenti umani fosse troppo folle per essere raccontato in maniera seria e drammatica, e di come l’unica soluzione fosse quindi il ricorso alla commedia nera.

    Ma dare una categoria a Il Dottor Stranamore è difficile, anzi, forse fin troppo facile: parliamo di una vera e propria meraviglia.

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  • Burnt

    Solitamente, quale è la prima cosa che un attore fa dopo aver vinto un premio Oscar? Passare alla cassa e ritirare l’assegno per la nuova immensa fama ottenuta.

    E’ quello che, giustamente, sta facendo anche Alicia Vikander, che dopo il freschissimo vinto come attrice non protagonista ora ha firmato il primo contratto come star di un franchise commerciale interamente focalizzato su di lei: l’attrice danese sarà infatti la nuova Lara Croft nel reboot di Tomb Raider.

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    SORPRESA! Come velatamente promesso, “fuori stagione” arriva una puntata speciale del nostro Oscar Talk, perché i prossimi premi sono davvero molto distanti, ma tra trailer, David di Donatello, Festival di Cannes, c’è sempre da parlare e anche in ottica Oscar.

    Il sottoscritto Emanuele D’Aniello e Simone Fabriziani di AwardsToday, che come sempre ringrazio sentitamente, vi danno quindi il benvenuto a questa puntata speciale che prova a fare il punto su ciò che sta accadendo adesso.    (altro…)

  • Mentre tutti si preparano all’imminente Festival di Cannes, è la Mostra del Cinema di Venezia prova a spostare la luce dei riflettori annunciando il presidente di giuria della nuova edizione: un nome grosso ovviamente, parliamo di Sam Mendes, il regista inglese di American Beauty, Era Mio Padre, Revolutionary Road, Skyfall e Spectre.

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