
L’introduzione a questa recensione è piuttosto breve, poiché non posso dire praticamente nulla – anzi, non sono bravo a farlo, semplicemente – senza incappare in spoiler.
E allora seguitemi dopo il break, io vi ho avvertito……SPOILER!
BASTARDI
PER LA GLORIA
dove l’opinione è dogma

L’introduzione a questa recensione è piuttosto breve, poiché non posso dire praticamente nulla – anzi, non sono bravo a farlo, semplicemente – senza incappare in spoiler.
E allora seguitemi dopo il break, io vi ho avvertito……SPOILER!

Ancora oggi, a distanza di 52 anni, pensare che il creatore di Arancia Meccanica, Shining, Odissea nello Spazio, possa aver girato una delle migliori commedie di tutti i tempi suona strano. Non a caso quando Stanely Kubrick prese per la prima volta in mano il libro “Allarme Rosso” di Peter George la sua intenzione non era quella di fare una commedia, ma realizzare un serio film politico sulla Guerra Fredda e sul rischio della Distruzione Mutua Assicurata. Ma solo lavorando alla stesura della sceneggiatura si rese conto di quanto fosse surreale e assurda la situazione, di quanto il rischio della fine del mondo causata da precisi comportamenti umani fosse troppo folle per essere raccontato in maniera seria e drammatica, e di come l’unica soluzione fosse quindi il ricorso alla commedia nera.
Ma dare una categoria a Il Dottor Stranamore è difficile, anzi, forse fin troppo facile: parliamo di una vera e propria meraviglia.
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Solitamente, quale è la prima cosa che un attore fa dopo aver vinto un premio Oscar? Passare alla cassa e ritirare l’assegno per la nuova immensa fama ottenuta.
E’ quello che, giustamente, sta facendo anche Alicia Vikander, che dopo il freschissimo vinto come attrice non protagonista ora ha firmato il primo contratto come star di un franchise commerciale interamente focalizzato su di lei: l’attrice danese sarà infatti la nuova Lara Croft nel reboot di Tomb Raider.
SORPRESA! Come velatamente promesso, “fuori stagione” arriva una puntata speciale del nostro Oscar Talk, perché i prossimi premi sono davvero molto distanti, ma tra trailer, David di Donatello, Festival di Cannes, c’è sempre da parlare e anche in ottica Oscar.
Il sottoscritto Emanuele D’Aniello e Simone Fabriziani di AwardsToday, che come sempre ringrazio sentitamente, vi danno quindi il benvenuto a questa puntata speciale che prova a fare il punto su ciò che sta accadendo adesso. (altro…)

Mentre tutti si preparano all’imminente Festival di Cannes, è la Mostra del Cinema di Venezia prova a spostare la luce dei riflettori annunciando il presidente di giuria della nuova edizione: un nome grosso ovviamente, parliamo di Sam Mendes, il regista inglese di American Beauty, Era Mio Padre, Revolutionary Road, Skyfall e Spectre.
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Ecco il trailer di Snowden, con un titolo non devo nemmeno spiegarvi di cosa parla, e forse nemmeno sottolineare troppo la regia di Oliver Stone, uno che appena c’è una controversia riguardante la politica/storia americana ci si butta sempre a capofitto. Certo, non azzecca un film da molto, ma ora non a caso è tornato nel suo territorio. Personalmente, mi attendo molto anche da Joseph Gordon-Levitt, un bravissimo attore a cui ancora manca la “prova definitiva”.

Tra quelli finora visti in questa mia personalissima classifica, Arancia Meccanica è senza dubbio il primo film “eterno” ad apparire. Simboli, magliette, poster, costumi, canzoni, quel particolarissimo linguaggio (provateci ora a presentare ad uno studio cinematografico un film con un tale linguaggio, e vediamo se lo accettano), tutto inerente il film ha segnato e continua a segnare le epoche.
Il capolavoro di Stanley Kubrick è uno dei dei film più famosi della storia, pur essendo paradossalmente uno dei meno visti (prima dell’avvento della facile reperibilità del web, ovviamente) causa quel simpatico strumento chiamato censura.

L’attesa per i fans è svanita, Game of Thrones è tornato (e per noi italiani la serie è su Sky in contemporanea con la messa in onda americana su HBO).
Ed è quasi superfluo sottolineare come questa 6° stagione sia indubbiamente la più attesa, sia perché viene dal trionfo agli Emmy Awards, sia perché è la prima stagione in cui gli eventi hanno superato i romanzi originale di George R.R. Martin, quindi per tutti i fans quello che si vede in tv è “nuovo”. E quindi, per una tappa così importante nella nostra cultura pop, non potevo sottrarmi dal commento.

E’ il film che il prossimo mese aprirà l’edizione 2016 del Festival di Cannes, ma soprattutto è il nuovo film di Woody Allen, e già questo basta.
Il trailer di Cafè Society, questo il titolo del film, mostra ambienti e trame a cui ormai l’autore ci ha ampiamente abituato, soprattutto recentemente, ma il look è assolutamente fantastico (e quando hai Vittorio Storaro alla fotografia non ti aspetti nulla di meno) ed i protagonisti Jesse Eisenberg, Kristen Stewart e Steve Carell sono in parte e perfetti per recitare i dialoghi alleniani.

Oggi il 400° anniversario della morte di William Shakespeare, un nome che on necessita di introduzioni o di spiegazioni per quanto lasciato nella cultura mondiale. Noi però ci occupiamo di cinema, e sono infatti tantissimi i film nati dalle opere del’autore inglese, talmente tanti da poter essere quasi un genere a parte: tragedia, commedie, rivisitazioni linguistiche, cambi di ambientazione storica, davvero in tutti i modi Shakespeare è stato tradotto al cinema.
Pur con enorme difficoltà, perché come detto i film sono incredibilmente e ho dovute fare dolorose esclusioni, ecco quelli che personalmente ritengo i migliori adattamenti cinematografici, una classifica che può essere un ottimo spunto per recuperare grandi film e anche un buon inizio per avvicinarsi a Shakespeare, tramite i film, e recuperare le sue indimenticabili pagine.