
Martin Scorsese. Robert De Niro. Al Pacino. Un film sul gangster Frank Sheeran e sul misteriosa sparizione di Jimmy Hoffa.
Devo aggiungere altro?
BASTARDI
PER LA GLORIA
dove l’opinione è dogma

Martin Scorsese. Robert De Niro. Al Pacino. Un film sul gangster Frank Sheeran e sul misteriosa sparizione di Jimmy Hoffa.
Devo aggiungere altro?

E’ un po’ un paradosso che Warren Beatty, almeno in Italia, non sia un nome tra i più celebri. Eppure il buon Warren è una MEGASTAR di Hollywood, forse uno degli ultimi eredi di una Hollywood sparita da decenni. Attore, sceneggiatore, produttore, regista, vincitore di svariati premi, sex symbol e donnaiolo (fino a che Annette Benning non gli fece mettere la testa a posto), l’iconico Warrner Beatty è pronto a tornare finalmente al cinema.

E’ iniziato il Festival di Cannes, senza ombra di dubbio il festival più prestigioso, importante e bello al mondo (ci dispiace Venezia). Questa decina di giorni sulla croisette sono un po’ il paradiso dei cinefili, perché anche non essendo lì si respira sempre un aria particolare, con nuovo attesi film finalmente svelati: è il momento in cui si creano o si distruggono possibili capolavori.
E proprio della distruzione vogliamo occuparci ora. Perché paradossalmente, durante un festival internazionale in cui il comportamento in sala dovrebbe essere al primo posto, spessissimo i film sono fischiati e derisi durante le proiezioni stampa, il momento in cui parecchi giornalisti si lasciano andare a curiosi istinti. Ma il paradosso è che nella storia di Cannes tanti grandissimi film sono stati fischiati, tanti fantastici film non sono stati capiti subito e anzi sono stati letteralmente macellati, prima di ottenere il giusto riconoscimento della storia.
Andiamo quindi a rivedere, in ordine cronologico, quelli che per noi sono i 15 più significati buoni film (in taluni casi anche anche capolavori) fischiati a Cannes. (altro…)

Ho sempre avuto il sospetto che, nella chiacchieratissima guerra tra Batman v Superman e Civil War, alla fine potesse vincere il terzo incomodo.
Non è l’ultimo cinefumetto che vedremo in questo 2016, ma sarà infatti difficile superare il livello di X-Men: Apocalypse, nuovo capitolo di una saga che, proprio come fosse un mutante, riesce a rigenerarsi e crescere film dopo film. Noi parliamo tanto di DC Comics e Marvel’s Avengers come fossero i capisaldi del genere, ma gli X-Men sono qui dal 2000 e tra ricasting, reboot, spin-off, sequel e prequel, hanno sbagliato pochissimo.

Direttamente da Cannes, ecco arrivare il trailer di Personal Shopper, il nuovo film del regista francese Olivier Assayas che, dopo il successo di Sils Maria, lavora ancora Kristen Stewart, sempre più a suo agio nei progetti indipendenti di grandi autori.
Nel film l’attrice interpreta una assistente al “vestiario” delle celebrità che lavora a Parigi, ma dopo una tragedia personale, la sua vita cambierà entrando in contatto col mondo ultraterreno. Sì, avete capito bene, in fondo il film è una “ghost story” fortemente intimista.

Va bene, lo ammetto subito.
All’inizio della puntata mi sono commosso. Oh, che volete, che ci posso fare?

Giudicare ora, o meglio anche solo parlare, di un film come Ghostbusters, è davvero riduttivo. Ghostbusters nel 1984 era un film, ora è un pezzo enorme della nostra formazione e cultura, non solo cinematografica, e non solo per chi è nato e cresciuto in quel periodo.

Adam Driver. Adam Driver ovunque.
Dalla serie tv Girls, quando lo conoscevano io e pochi altri, fino al ruolo di villain nella nuova trilogia di Star Wars, il momento in cui il mondo intero ha imparato a memorizzare quella faccia un po’ così, ne ha fatta di strada Adam Driver. E nel mezzo, se escludiamo l’escursione nella galassia lontana, la filmografia di Driver è immacolatamente composta da film indipendenti girati da grandi autori, a testimoniare una sensibilità e una voglia artistica non da poco.
E’ ormai uno degli attori più richiesti, i ruoli si sommano, e ne ha appena aggiunti due uno più gustoso e atteso dell’altro.

La mia opinione sul filone Marvel è di dominio pubblico e vicino al punto di rottura, ma fortunatamente il prossimo paio di anni mi terrà lontano dalla solita minestra riscaldata e proporrà nuovi personaggi. Dopotutto, una delle cose migliori della noia letale di Civil War è stata l’apparizione di Black Panther, e il film autonomo sul popolare supereroe, oltre al protagonista Chadwick Boseman e al regista Ryan Coogler, ha aggiunto nei giorni scorsi anche Lupita Nyong’o e Michael B. Jordan.
In una parola sola: talento, talento, talento.

E’ ormai una moda, una buona moda: dopo Paolo Sorrentino, Matteo Garrone, Luca Guadagnino e Gabriele Muccino (trovate l’intruso, è molto facile) anche Paolo Virzì è pronto a girare un film in lingua inglese, il suo primo, con un cast internazionale.
E le star chiamate sono davvero di primo piano, ovvero Helen Mirren e Donald Sutherland. E no, non aspettatevi che parlino in accento toscano.