BASTARDI
PER LA GLORIA

  • Avevo molte attese verso Città di Carta, pur essendo un film del genere adolescenziale – qualunque cosa voglia dire tale risibile classificazione – dal target preciso e dai chiari intenti commerciali. Il grosso motivo del’attesa era dovuto alla sceneggiatura di  Scott Neustadter e Michael H. Weber, una coppia che nel curriculum ha messo film simili narrati sempre con originalità e grande sincerità, non sbagliando mai un colpo. Ma nessuno è infallibile, purtroppo. Città di Carta è un film che non funziona in nessun momento, ma voglio subito scagionare Neustadter e Weber: con un simile materiale di partenza era difficile fare meglio. (altro…)

  • Oltre la propria qualità (ve lo anticipo subito: molto poca), il più grosso difetto di Operazione U.N.C.L.E. è l’arrivare troppo in ritardo, nettamente fuori tempo massimo. A mischiare azione e ironia con una storia di spionaggio ci ha appena pensato, più che egregiamente, il quinto Mission Impossibile, e pensare alla parodia del genere spy ha già provveduto pochi mesi fa Kingsman Secret Service. L’unico guizzo del film è quindi quello di lasciare l’ambientazione all’epoca vera dello spionaggio, ovvero gli anni ’60 con personaggi da Guerra Fredda autentica, ma questo si è rivelato solo l’ennesimo assist per far trionfare lo stile sulla già poca sostanza.

    Insomma, non ne va bene una.  (altro…)

  • In un ipotetico futuro,  tutte le persone single, in base alle regole della città, sono arrestate e trasferite in hotel. Qui sono costrette a trovare un compagno entro e non oltre 45 giorni. Se falliscono, vengono trasformate in un animale a loro scelta e abbandonate nel bosco.

    Avete letto bene, questa è la trama folle e affascinante di The Lobster, e ora il trailer non fa che rendere ancora più alta l’attesa. (altro…)

  • Effettivamente, pensandoci bene, è quasi incredibile che Hollywood finora non abbia mai prodotto un biopic all’altezza su Lucille Ball, ed ora, con l’attenzione giusta e doverosa che il mondo femminile sta tornando a ritagliarsi  in tutti i campi, è il momento perfetto.

    E non chiedete chi sia Lucille Ball, dovreste saperlo. Beh, per i meno avvezzi, Lucille Ball è una delle più grandi icone della cultura pop americana, produttrice di successo ma soprattutto star della sit-com I Love Lucy negli anni ’50, il programma più noto del periodo e tuttora tra i più amati e divertenti di sempre. Insomma, una pioniera del ruolo delle donne nel mondo dello spettacolo, oltretutto simbolo delle donne “divertenti”, proprio ora che stanno finalmente prendendo il sopravvento nelle commedie. (altro…)

  • Alla vigilia del debutto al Festival di Venezia, con precisione meccanica arriva online il trailer di The Danish Girl, uno dei film più attesi dell’anno e uno di quelli che faranno più discutere per svariati motivi.

    E’ l’anno della narrativa LGBT senza dubbio: tra Orange is the New Black e Transaparent in tv, la storia di Catlyn Jenner nella cultura pop americana, Tangerine e questo film al cinema, i temi della comunità per sensibilizzare il grande pubblico sono sotto gli occhi. A differenza degli altri nomi citati, però, The Danish Girl sembra quello che va meno per il sottile: insomma, non nascondiamoci, a giudicare dal trailer, dove tutto formalmente sembra troppo perfetto, questo è ufficialmente l’Oscar Bait del 2015 (ovvero il filmone costruito apposta intorno ai premi). (altro…)

  • the-oscar

    La scorsa settimana ci siamo occupati delle tante categorie tecniche, oggi è la volta delle categorie che fanno più parlare: regia, sceneggiature, attori e film.

    Come annunciato e come fatto nell’articolo precedente, partendo molto prima del solito, ho deciso di tenermi aperte molte chance di pronostici: in ogni categoria c’è prima la cinquina ufficiale, poi le alternative, e poi una terza fascia di titoli da non sottovalutare (ovviamente più andremo avanti nei pronostici nelle prossime settimane, più diminuirò le alternative). Intanto, impariamo a conoscere fin da ora i film che ci porteremo dietro da qui fino al prossimo 28 febbraio.
    (altro…)

  • Negli ultimi giorni sono arrivate svariate e interessanti notizie di casting su progetti molto importanti che vedremo minimo il prossimo anno al cinema, e con l’arrivo dei festival autunnali, che solitamente fanno anche da mercato parallelo per vendere copioni e film ai vari produttori, se sentiremo ancora molte.

    Oggi mi soffermo su tre ingaggi che, per un motivo o per un altro, hanno colto la mia attenzione.  (altro…)

  • A 76 anni si è spento nella sua casa di Los Angeles, dopo una battaglia con la malattia, il grandissimo regista Wes Craven, icona incontrastata dell’horror, di cui è senza dubbio uno dei 10 registi più influenti e importanti di sempre.

    Il nome di Craven lo conoscono praticamente tutti, basta vedere la sua lista di film: esordisce col botto nel 1972, a soli 32 anni, con L’Ultima Casa a Sinistra, poi arriva Le Colline hanno gli Occhi e poco anche Il Mostro della Palude, tutti film famosissimi e che naturalmente, oltre a settare standard per l’horror anni ’70, anni avuto recenti remake molto meno riusciti. Si impone definitivamente nel 1984 con l’iconico Nightmare, che ci regala la figura di Freddy Kruger, e fa suo ancora una volta il genere. E come se non bastasse, nel 1996 arriva Scream – di cui poi dirigerà tutti gli altri capitoli della saga – film metacinematografico che rivoluziona e al tempo stesso gioca con le regole del genere da lui stesse create. Insomma, signore dell’horror assoluto per tre decenni, in grado sempre di innovare se stesso ed il proprio cinema pur rimanendo fedele alle radici. (altro…)

  • Che la Marvel ormai, totalmente inebriata del proprio successo, faccia film con lo stampino, non lo scopriamo certo oggi. Che però Ant-Man, con quell’idea bizzarra ed il personaggio più assurdo, e di conseguenza più aperto a scenari affascinanti, potesse rivelarsi il film più innocuo e convenzionale del filone, non potevo aspettarselo nemmeno il più pessimista. Certo, i sospetti dovevano allarmare chiunque quando il film fu tolto dalle mani di Edgar Wright praticamente alla vigilia delle riprese dopo 8 anni di lavorazione, ma non è il caso ora di parlare del contributo ipotetico di Wright, non sapremo mai come sarebbe stata la sua versione.

    Tutto le buone vibrazioni suscitate da Guardians of the Galaxy, i rischi presi da quel film poi giustamente ripagati, sono qui dissipati dal film più corporativo dei Marvel Studios, un film fatto e realizzato dai produttori (l’ingaggio alla regia di un Peyton Reed qualsiasi dovrebbe far riflettere) e destinato ad essere il più sicuro possibile.  (altro…)

  • Nella giornata di ieri sono stati annunciati i vincitori dell’Oscar alla carriera per il 2015, onore che ricordiamo da diversi anni non è più consegnato durante la cerimonia principale, ma durante uno speciale evento che si tiene a novembre.

    E dobbiamo dirlo, l’Academy ce la sta mettendo tutta per dimostrare, anche un po’ forzatamente, di aver un ricambio demografico che venga incontro ai cambiamenti sociali. Quest’anno infatti i premiati sono due donne e un uomo di colore. Poi fortunatamente se lo meritano moltissimo: sono Spike Lee, Gena Rowlands e Debbie Reynolds (la quale riceverà non l’Oscar alla carriera come i primi due, ma il premio speciale per motivi umanitari). (altro…)