BASTARDI
PER LA GLORIA

  • Tra pochissimi giorni sarà proiettato in anteprima al festival di Toronto, e non a caso con grande puntualità arriva online il trailer ufficiale: parliamo di Our Brand is Crisis, il nuovo film di David Gordon Green con protagonista Sandra Bullock.

    Questo dramedy politico, tratto dall’omonimo documentario del 2005, racconta le vicende di un consulente politico americano ingaggiato dal presidente di un paese sudamericano per vincere le elezioni. (altro…)

  • Si può essere eccitati solo per l’annuncio di una data? La risposta è si, se la data in questione riguarda il nuovo film di Christopher Nolan. Dopotutto non ho mai nascosto il mio amore per l’autore inglese, uno dei migliori registi in attività sia dal punto di vista personale sia dal punto oggettivo secondo me, il migliore che riesca a coniugare esigenze autoriali a necessità di grande spettacolo.

    Insomma, segnatevi il punto sul calendario: il suo prossimo film, almeno in America, arriva il 21 luglio 2017. (altro…)

  • Ecco, lo sapevo, ora penserete che sono pazzo. Oppure incoerente, nella migliore delle ipotesi. Io che critico spesso i film Marvel per la totale assenza di serietà, ora sto per dire che uno dei principali difetti di Fantastic 4 è l’eccessività serietà. Ma fidatevi, non voglio prendervi in giro passando da un lato all’altro dello spettro dei giudizi, perchè in questo caso noi spettatori siamo le vittime: Fantastic 4 è un film brutto, irritante, totalmente sbagliato, serioso da sfiorare il pretenzioso, con un livello di spettacolo pari a zero, fatto da gente sicuramente capace che non ha minimamente idea di ciò che stava facendo.

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  • Come ogni anno, nei primi giorni di settembre, realizzo questa classifica, l’unica soggettiva del blog/sito, ovvero la classifica dei MIEI film più attesi dei restanti mesi dell’anno. Dopo l’infornata di blockbuster estivi è infatti il momento autunnale, quello che per il cinema è sempre più ricco di film interessanti e sostanziosi (e molti film in questione usciranno anche nei primi mesi dei 2016, purtroppo in Italia ritardano spesso le uscite).
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  • A parte rarissime eccezioni, i film sul pugilato, più di tutti gli altri film sportivi, fanno parte di un filone ben preciso, ovvero quello del riscatto personale. Al cinema, fin dagli albori del genere, raccontare storie di pugili è lo strumento metaforico preferito per mostrare storie di redenzione e rinascita. C’è uno schema ben preciso da seguire, e non si scappa.

    Può ora Southpaw uscire da tale percorso? Non pretendevamo certo che un film di Antoine Fuqua rivoluzionasse il genere, sia chiaro, ma nemmeno che aderisse così profondamente ai dettami classici dei film sulla boxe. Senza paura di smentite, possiamo chiamare tranquillamente il film “Southpaw: la macchina dei clichè“.  (altro…)

  • Avevo molte attese verso Città di Carta, pur essendo un film del genere adolescenziale – qualunque cosa voglia dire tale risibile classificazione – dal target preciso e dai chiari intenti commerciali. Il grosso motivo del’attesa era dovuto alla sceneggiatura di  Scott Neustadter e Michael H. Weber, una coppia che nel curriculum ha messo film simili narrati sempre con originalità e grande sincerità, non sbagliando mai un colpo. Ma nessuno è infallibile, purtroppo. Città di Carta è un film che non funziona in nessun momento, ma voglio subito scagionare Neustadter e Weber: con un simile materiale di partenza era difficile fare meglio. (altro…)

  • Oltre la propria qualità (ve lo anticipo subito: molto poca), il più grosso difetto di Operazione U.N.C.L.E. è l’arrivare troppo in ritardo, nettamente fuori tempo massimo. A mischiare azione e ironia con una storia di spionaggio ci ha appena pensato, più che egregiamente, il quinto Mission Impossibile, e pensare alla parodia del genere spy ha già provveduto pochi mesi fa Kingsman Secret Service. L’unico guizzo del film è quindi quello di lasciare l’ambientazione all’epoca vera dello spionaggio, ovvero gli anni ’60 con personaggi da Guerra Fredda autentica, ma questo si è rivelato solo l’ennesimo assist per far trionfare lo stile sulla già poca sostanza.

    Insomma, non ne va bene una.  (altro…)

  • In un ipotetico futuro,  tutte le persone single, in base alle regole della città, sono arrestate e trasferite in hotel. Qui sono costrette a trovare un compagno entro e non oltre 45 giorni. Se falliscono, vengono trasformate in un animale a loro scelta e abbandonate nel bosco.

    Avete letto bene, questa è la trama folle e affascinante di The Lobster, e ora il trailer non fa che rendere ancora più alta l’attesa. (altro…)

  • Effettivamente, pensandoci bene, è quasi incredibile che Hollywood finora non abbia mai prodotto un biopic all’altezza su Lucille Ball, ed ora, con l’attenzione giusta e doverosa che il mondo femminile sta tornando a ritagliarsi  in tutti i campi, è il momento perfetto.

    E non chiedete chi sia Lucille Ball, dovreste saperlo. Beh, per i meno avvezzi, Lucille Ball è una delle più grandi icone della cultura pop americana, produttrice di successo ma soprattutto star della sit-com I Love Lucy negli anni ’50, il programma più noto del periodo e tuttora tra i più amati e divertenti di sempre. Insomma, una pioniera del ruolo delle donne nel mondo dello spettacolo, oltretutto simbolo delle donne “divertenti”, proprio ora che stanno finalmente prendendo il sopravvento nelle commedie. (altro…)

  • Alla vigilia del debutto al Festival di Venezia, con precisione meccanica arriva online il trailer di The Danish Girl, uno dei film più attesi dell’anno e uno di quelli che faranno più discutere per svariati motivi.

    E’ l’anno della narrativa LGBT senza dubbio: tra Orange is the New Black e Transaparent in tv, la storia di Catlyn Jenner nella cultura pop americana, Tangerine e questo film al cinema, i temi della comunità per sensibilizzare il grande pubblico sono sotto gli occhi. A differenza degli altri nomi citati, però, The Danish Girl sembra quello che va meno per il sottile: insomma, non nascondiamoci, a giudicare dal trailer, dove tutto formalmente sembra troppo perfetto, questo è ufficialmente l’Oscar Bait del 2015 (ovvero il filmone costruito apposta intorno ai premi). (altro…)