
Ieri sono state rese note le nominations per i prossimi Emmy Awards, ovvero i premi massimi per la tv, e amando noi moltissimo le serie tv, vivendo un nuovo periodo d’oro della serialità americana ma non solo, non possiamo non occuparcene. Premettiamo però che gli Emmy sono ancora più problematici e poco affidabili degli altri premi: a causa della natura stessa della serialità, ogni anno troviamo spesso le stesse serie e gli stessi attori, oltretutto i giurati degli Emmy sono più conservatori, nei giudizi sia chiaro, dei colleghi degli Oscar, e si fissano su qualcosa che ripropongono in maniera perpetua (vedi la serie di 5 vittorie di fila di Modern Family tra le commedie, qualcosa di folle e molto opinabile).
Quest’anno però, oltre i soliti esclusi eccellenti – molto critici americani notano l’esclusione di The Americans che però a me non ha mai impazzire, e piuttosto sottolineo l’esclusione di The Leftovers e la poca considerazione per The Knick – c’è spazio per novità bellissime, tra cui Better Call Saul e Transparent, i ritorni rampanti e dovuti di Mad Men e Parks & Recreation per un’ultima corsa, e la forza di Orange is the New Black che tiene nonostante lo spostamento da comedy a drama, la potenza di Game of Thrones che ha ottenuto più nominations di tutti. E tra gli interpreti, voglio solo citare la prima omissione per Jim Parsons di The Big Bang Theory (i giurati si sono stancati di lui, incredibilmente o sfortunatamente dipende dai punti di vista) e la candidatura di Tatiana Maslany dopo che ormai da anni i suoi fans spingono sul web per vederla nominata: sono stati ripagati.
Comunque abbiamo tempo per giudizi, per analizzare i candidati e fare pronostici, intanto impariamo queste nominations in attesa della cerimonia il prossimo 20 settembre: (altro…)