BASTARDI
PER LA GLORIA

  • La Pixar, fin dalla sua uscita, è stata molto più di una compagnia d’animazione. Dopotutto, c’è chi ancora snobba questi film, e non si rende conto che nello scorso decennio la Pixar ha sfornato degli autentici capolavori. Snobbateli quanto volete, ma nessuno è stato in grado di scrivere sceneggiatura purissime come loro.

    Poi è arrivata l’esplosione dei sequel, prequel e compagnia, e pure la Pixar è stata stritolata dal lato commerciale: in cinque anni la Pixar ha tirato fuori un solo film originale, ovvero Brave, tra l’altro secondo me pessimo, e culmine di questa apparente contrizione creativa nel 2014 non ha rilasciato nuovi film.

    La Pixar è finita? No, fortunatamente.

    Nel 2015 rilascerà nei cinema ben DUE film per la prima volta nella loro storia: The Good Dinosaur, di cui ancora sappiamo pochissimo, e Inside Out, di cui invece abbiamo visto trailer su trailer, e ora online arriva il nuovo filmato in italiano. Certo, dobbiamo aspettare il 16 settembre mentre in America esce a giugno, ma ormai siamo tristemente abituati a tali ritardi. Questo film è attesissimo, e perlomeno dalla trama e dalle immagini sembra tornare a quel picco di creatività e originalità della compagnia, dopotutto il regista è Pete Docter, colui che firmato Monsters & Co e Up. Incrociamo le dita. (altro…)

  • Non so voi, ma francamente Tomorrowland è uno dei film che più attendo quest’anno. Molti detestano l’amore per i misteri di Damon Lindelof, altri ancora non credono che Brad Bird possa mantenere intatto il suo talento dall’animazione al live action, ma andiamo, io sulla fiducia un film scritto dal primo e diretto dal secondo lo voglio vedere subito. Si sa quel poco della storia da renderla intrigante, e poi sembra davvero il classico di fantasia/fantascienza che ormai non si fa più, insomma il film alla Spielberg degli anni ’80 per intenderci. Ripeto, quantomeno sulla carta.

    Da noi arriva a maggio (avere una data precisa e sicura come sempre è chiedere troppo) e si rumoreggia addirittura di uno slot fuori concorso per il film a Cannes. Mica male per creare ancora più hype. (altro…)

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  • Ci risiamo, i Bastardi sono tornati. Nuova veste, nuovo luogo, nuova gestione.

    Finisce l’esperienza iniziata su bastardiperlagloria.it con l’idea nata dal sottoscritto Emanuele D’Aniello, ma al contempo inizia una nuova avventura. Ringrazio tutti coloro che ci hanno letto dal maggio 2011 a oggi, davvero tantissimi, più di quanti pensassi, e spero ci possano ancora seguire in questa nuova veste. Ho osato cambiare proprio col sito in costante crescita, cercate di aiutarmi a ripagare questo azzardo (tranquilli, tutti i vecchi articoli li ritrovate qui, basta cercare bene nella varie sezioni).

    Come detto, un po’ di cose cambieranno. Per questo restart ho scelta la forma del blog semplice per un approccio più informale con voi lettori: niente più uscite settimanali, niente più box office settimanale, niente più recensioni o news fisse ogni giorno, niente più obbligo di scrivere articoli. In pratica, scriverò solo dei film che ritengo più interessanti, delle news che ritengo più interessanti, delle uscite che ritengo più interessanti, dei dati del botteghino che più riterrò degni di nota. Alcune cose, fortunatamente, non cambiano: l’attenzione alla stagione dei premi, l’amore per le classifiche, e l’ovvia passione per la settima arte.

    Grazie a tutti i lettori per il passato, per il presente e soprattutto per il futuro del cinema insieme!

    i Bastardi. (altro…)

  • INHERENT VICE

    Vizio di Forma di Paul Thomas Anderson, con Joaquin Phoenix, Josh Brolin, Owen Nilson. USA, 2014

    di Valerio Carta 

    Nella storia del cinema, il film che maggiormente si presta ad una seconda visione è Casablanca. La prima volta che ci immergiamo nel capolavoro di Michael Curtiz è impossibile apprezzare le sfumature nostalgiche del primo sguardo che Humphrey Bogart rivolge ad Ingrid Bergman nel suo locale in Marocco, memore della relazione vissuta a Parigi con la donna di cui è ancora perdutamente innamorato. Vizio di Forma esporta questo concetto valevole per una singola scena all’intero corso dell’opera. La prima volta che vediamo scorrere i titoli di coda dell’ultimo film di Paul Thomas Anderson, tratto da un romanzo del 2009 di Thomas Pynchon – scrittore di culto le cui opere sono state a lungo giudicate intraducibili sul grande schermo – trasposto praticamente riga per riga dal maniacale regista californiano, ignoriamo buona parte dei sentimenti dei personaggi, visibili dopo una seconda visione. (altro…)

  • 87th-academy-awards-opening-970x0

    di Emanuele D’Aniello

    Lo scorso anno abbiamo iniziato questo medesimo articolo di commento evidenziando l’incertezza della notte degli Oscar 2014. Ad un anno di distanza, siamo felici di poterci ripetere. Lo abbiamo detto in più occasioni, se possibile la cavalcata degli Oscar 2015 è stata ancora più incerta, e sicuramente più bella di quella dello scorso anno. Non c’era il solo derby tra Boyhood e Birdman, ma la concreta possibilità che alla fine qualche sorpresa potesse materializzarsi, con le chance di American Sniper, The Grand Budapest Hotel, The Imitation Game solide fino alla fine.

    Basta rileggere – e potete farlo tramite le pagine della nostra sezione Road to Oscar – i premi delle settimane precedenti e notare come i critici, l’industria e le cerimonie un po’ di mezzo abbiano optato strade spesso diverse ma sempre innovative. (altro…)

  • academy_award_oscar_statue_011

    Ci siamo, da pochissimi minuti abbiamo tutti i vincitori dei premi Oscar, precisamente i vincitori dell’87esima edizione degli Academy Awards. Birdman è il vincitore, 4 premi tra cui film, regia, sceneggiatura e fotografia. Con lui anche The Grand Budapest Hotel con 4 premi, e l’exploit di Whiplash con 3 statuette. Ma soprattutto tutti gli 8 film candidati hanno vinto almeno un premio, mai successo prima.

    Domani un commento approfondito su tutti i premi. Ora invece dopo il break, tutti i vincitori categoria per categoria: (altro…)

  • academy_award_oscar_statue_011

    Ci siamo, è il momento decisivo. E sapete una cosa? Non abbiamo minimamente idea di cosa possa succedere domenica notte. Per il secondo anno consecutivo l’Oscar è incertissimo e si deciderà soltanto durante la cerimonia, ma soprattutto sono tante le categorie ancora aperte: le due sceneggiature, la regia, gli effetti speciali, la colonna sonora. Insomma, sono Oscar tutti da gustare. Noi cerchiamo di capire cosa potrebbe succedere, cercando soprattutto di non fare brutta figura (ma dopotutto i pronostici li sbaglia solo chi ha il coraggio di farli).

    A gettare i sassi nello stagno trovate come sempre il sottoscritto, accompagnato dal fidato Valerio Carta e per l’occasione anche da un gradito ospite, Simone Fabriziani del blog AwardsToday.blogspost.it con cui coroniamo la collaborazione di questa stagione dei premi. Vedremo e vedrete lunedì chi tra di noi avrà fatto meglio! (altro…)

  • Top 100 winner

    di Zeno Cavalla

    Vorrei abbozzare alcuni criteri che spieghino come ho stilato questa classifica. O meglio, giustificare perché alcuni casi noti e clamorosi non vi sono inclusi. Innanzitutto ci sono alcuni film i cui titoli davvero non c’entrano nulla con gli originali, tanto da farti porre qualche domanda sulla sanità mentale del traduttore, ma che almeno si rivelano interessanti e azzeccati. A volte sono addirittura meglio degli originali. Cito ad esempio, in ordine sparso e solo con riferimento a film di un certo livello: Era mio padre (“Road to perdition”), Radio America (A Prairie Home Companion), Il profumo del mosto selvatico (“A walk in clouds”), Cristo fra i muratori (“Give us this day”), Le ali della libertà (“The Shawshank Redemption”), Gioco di donna (“Head in the clouds”), I segreti della mente (“Chatroom”), Fratelli (“The Funeral”), Paradiso amaro (“The descendants”), I senza nome (“Le cercle rouge”) e Sogni e Delitti (“Cassandra’s Dream”: per la serie scegliamo un titolo che faccia più Woody Allen di quello scelto da Woody Allen). Fatevi voi stessi un’opinione, visto che molti, dissentendo da me, non riescono a rassegnarsi per come sono noti in Italia. Ho anche tendenzialmente espunto dalla classifica la maggior parte dei filmetti e commediole di poca o nessuna dignità, indipendentemente da come sono stati tradotti. Spesso il confronto con l’originale è divertente, ma non suscita molta indignazione visto che meno gente li vede e meglio è. Se un titolo osceno può aiutare a raggiungere questo scopo, inventate pure titoli osceni. Resta poi esclusa la categoria più numerosa, che non ha le carte in regola per entrare nella Top 100, ma che lascia allibiti: si tratta della quantità indescrivibile, incontenibile, allucinante, spropositata di film di media qualità, con titoli originali di media qualità e titoli tradotti di media qualità, ma che non hanno nulla a che vedere con gli originali, senza che questi fossero intraducibili o altro. Di questa vastissima categoria vorrei citare un solo esempio. “Incendiary” di Sharon Maguire. Il titolo in italiano? “Senza apparente motivo“. (altro…)

  • 50shades_bondage

    50 Sfumature di Grigio di Sam Taylor-Johnson, con Dakota JOhnson, Jamie Dorman   USA 2015

    di Emanuele D’Aniello

    Secretary. Ultimo Tango a Parigi. Ecco l’Impero dei Sensi. Legami!. La Pianista. Non sono parole a caso, ma un breve elenco di film migliori, più controversi e più erotici di 50 Sfumature di Grigio, un film che prometteva tuoni e fulmini e alla fine fa apparire rivoluzionari i romanzi rosa Harmony. (altro…)