BASTARDI
PER LA GLORIA

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    Altro che Oscar. Altro che Golden Globes. Altro che Telegatto. Questa signori e signore è la quinta edizione dei temutissimi e ambitissimi Bastardi Awards! Attraverso tante pagine e tante categorie siamo pronti a premiare il meglio del miglio del cinema visto nel 2014 senza esitazioni, compensazioni o giochi politici. Qui possiamo essere un po’ meno imparziali, votiamo semplicemente con i nostri gusti personali.

    Dal film agli attori, dai poster alle commedie, dalle migliori scene alle delusioni, dai personaggi ai trailer…aiutateci nelle prossime pagine a consegnare i premi della V° edizione dei Bastardi Awards!

    Bastardi Awards 2010
    Bastardi Awards 2011

    Bastardi Awards 2012
    Bastardi Awards 2013

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    Selma di Ava DuVernay, con David Oyelowo, Carmen Ejiogo, Tom Wilkinson, Tim Roth, Andre Holland, Wendell Pierce.   USA 2014

    di Emanuele D’Aniello

    E’ incredibile pensare, controllare e poi rendersi conto di quanto poco al cinema si sia vista una figura gigantesca come quella di Martin Luther King, addirittura mai come protagonista di un film. E’ appunto incredibile, e questo stupore non rende ancora bene l’idea. La rappresentazione di King è stata resa quasi impossibile dalle dispute legali su suoi discorsi e dalla volontà dei suoi eredi, ma il cinema in passato, per altri personaggi, non si è mai arenato davanti a tali difficoltà. Selma rappresenta quindi una novità, una boccata d’aria fresca. Il film di Ava DuVernay non è indimenticabile e nemmeno lontanamente perfetto, ma è un film dovuto, quasi un film necessario, e portare a termine questa realizzazione è già un risultato da non sottovalutare. (altro…)

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    Whiplash di Damien Chazelle, con Miles Teller, JK Simmons    USA 2014

    di Emanuele D’Aniello

    Whiplash non è un film musicale, non è un film sulla musica, e sicuramente non un film sul rapporto tra insegnati e allievi. Whiplash è un purissimo horror. Dopotutto al cinema non sono necessari sangue, mostri, omicidi e armi per generare il vero terrore. Sfido chiunque, dopo la visione di questo film, a non avere ancora nei timpani le grida di JK Simmons e i brividi per la tensione accumulata. Whiplash è un film che non ti permette di respirare, un incubo fatto di percussioni, un cartello di benvenuto all’Inferno. (altro…)

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    Birdman di Alejandro Gonzales Inarritu, con Michael Keaton, Naomi Watts, Emma Stone, Zach Galifianakis, Edward Norton, Andrea Risenborough, Amy Ryan   USA 2014

    di Emanuele D’Aniello

    Perdonatemi in anticipo se in alcuni passaggi sarò poco chiaro, ma analizzare un’opera così complessa e stratificata con le parole è davvero un’impresa difficile. Perchè il capolavoro di Alejandro Inarritu, e non ho la minima paura a denominarlo fin da subito così, racconta una storia talmente profonda e attuale, universale pur parlando di attori nel mondo dello spettacolo, che non può lasciare indifferenti. Ed è raccontata con tale energia e urgenza, come se uscisse fuori da un vulcano di creatività sempre attivo, in grado di intrattenere anche il più apatico degli spettatori. Tanti sono stati nel corso dei decenni i film che hanno parlato di attori e trasformato i loro travagliati interiori in metafore sull’esistenza umana, e Birdman, pur non essendo per forza il migliori di questi, riesce a creare un magico filo conduttore che collega 8½ di Fellini fino a Holy Motors di Leos Carax passando perAll That Jazz di Bob Fosse. Non chiedetemi come sia possibile. (altro…)

  • di Emanuele D’Aniello

    Mancava la Top Ten del 2014, un anno fantastico per il mondo del cinema. Come sempre sono arrivati film importanti da tutto il mondo, di vario genere e realizzati da registi esperti e volti nuovi, con un livello medio altissimo.

    Ovviamente questa, a differenza delle altre nel sito, è principalmente una classifica personale, ma cerca di essere il più obbiettiva possibile. Ecco a voi i migliori film dell’anno appena passato.

    TOP TEN 2010
    TOP TEN 2011
    TOP TEN 2012
    TOP TEN 2013

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  • Chiamatela, se volete, l’ultima ancora di salvataggio. Sono stati infatti consegnati i BAFTA Awards 2015, i massimi premi del cinema britannico, ed a vincere è stato Boyhood, una zampata inattesa a nemmeno 24 ore dalla tripletta del rivale Birdman con PGA + SAG + DGA. Insomma, abbiamo speso fiumi di parole nel dire che Birdman aveva già l’Oscar in pugno, che la corsa era finita….ed ecco che ora Boyhood segna una vittoria grandiosa, essendo più di 500 i membri inglesi dei BAFTA che fanno parte anche dell’Academy.

    Lo abbiamo detto tante volte nei mesi scorsi, per la natura del film, Boyhood pur essendo il favorito non doveva apparire come tale, aveva tutto perdere con troppo esposizione. E infatti appena ha iniziato a vincere e uscire alla scoperto, molti gli hanno voltato le spalle, Tornato ad essere percepito come l’underdog, lasciando lo spazio a Birdman, ora è in risalita al momento giusto: due giorni fa sono iniziate le votazioni finali per l’Oscar.

    E ora che succede? Ora si rimane nell’incertezza. Non ci sono più premi grossi e significativi da qui all’Oscar, quindi tutto si deciderà la notte stessa del 22 febbraio. Birdman rimane il nuovo favorito, perchè ricordiamo che c’è un solo precedente nella storia di film che ha fatto PGA + DGA + SAG e poi non ha vinto l’Oscar, ma Boyhood ha dimostrato di non essere per nulla morto. E noi siamo felici per questa corsa eccitante.

    Intanto, dopo il break, tutti i vincitori dei BAFTA Awards: (altro…)

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    Ormai il percorso è chiaro, e finalmente abbiamo un solo grande favorito: Birdman. La scorsa notte infatti sono stati consegnati i prestigiosi ed importanti Directors Guild Awards 2015, ed a vincere è stato Alejandro Gonzales Inarritu, per la prima volta in carriera (curiosamente, succede proprio ad un altro messicano, Alfonso Cuaron che vinse lo scorso anno).

    In 66 anni di storia, soltanto in 7 occasioni chi ha vinto il DGA non si è poi ripetuto all’Oscar, quindi le chance di Inarritu di vincere il premio per la regia il prossimo 22 febbraio sono ora più che buone. Ma soprattutto, ora Birdman ha vinto la fondamentale tripletta PGA + SAG + DGA, e come vi abbiamo detto la scorsa volta, soltanto un film nella storia che ha fatto questa tripletta, ovvero Apollo 13, non ha poi vinto l’Oscar più importante. Boyhood ha vinto tutti i premi critici, ma arrivati i premi dell’industria il vento è cambiato verso Birdman. (altro…)

  • birdmansag

    di Emanuele D’Aniello

    Nella notte sono stati consegnati gli Screen Actors Guild Awards 2015, i prestigiosi e soprattutto importantissimi premi del sindacato degli attori per gli attori stessi. Qui il pronostico era piuttosto scontato ed infatti è stato rispettato con la vittoria di Birdman, ma dopo il successo del film nemmeno 24 ore prima ai PGA Awards, questo risultato assume tutta un’altra importanza. Il vento sta cambiano e abbiamo il nuovo grande favorito per l’Oscar?

    Forse i numeri ci possono aiutare, ma più che altro ci dicono una cosa che già sapevamo: ora fondamentale è vedere il risultato del Director’s Guild Awards il 7 febbraio, il premio dei registi. Nella storia,solamente due film che hanno fatto la doppietta PGA + SAG non hanno poi vinto l’Oscar: sono Apollo 13nel 1995 e Little Miss Sunshine nel 2006. Il secondo infatti non vinse poi il DGA. Capite quindi che finora la tradizione è per Birdman. Ma attenzione, perchè Apollo 13 vinse poi anche il DGA: il film di Ron Howard è infatti l’unico film nella storia ad aver fatto la tripletta PGA + SAG + DGA e non aver poi vinto l’Oscar. Capite quindi che se Inarritu per Birdman dovesse vincere il DGA non sarebbe certo, ma a meno di un nuovo clamorosissimo caso Apollo 13 avrebbe quasi l’Oscar in tasca.

    E per quanto riguarda gli attori, con 17 nominati su 20 candidati anche per l’Oscar, il percorso si fa sempre più chiaro. I quattro vincitori dei SAG – Redmayne, Moore, Simmons e Arquette – sono gli stessi che hanno vinto ai Globes e 3/4 hanno pure vinto ai Critics Choice Awards. Vuol dire qualcosa che già sapevamo: Moore, Simmons e Arquette al 99% hanno l’Oscar molto vicino, mentre la corsa per il miglior attore è ancora aperta ma Redmayne è il grande favorito.

    Nel dettaglio, tutti i vincitori che ormai già sapete: (altro…)

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    di Emanuele D’Aniello

    La volevamo, ed è arrivata: la sorpresa. Nella notte è stato assegnato il Producers Guild Award 2015, il premio maggiormente indicatore degli Oscar: ha predetto il vincitore dell’Oscar 18 volte in 25 anni di esistenza, e in tutti gli ultimi 7 anni consecutivi, ma soprattutto è l’unico premio che vota con lo stesso sistema di votazione degli Oscar.

    Capite quindi che la vittoria di Birdman, oltre ad essere una sorpresa, è fondamentale. Tutti – incluso il sottoscritto – pensavano alla vittoria di Boyhood, e se avesse vinto tutti avrebbero proclamato già chiusa anche questa corsa. Invece la sorpresa ha rivitalizzato l’intera situazione. Il team Boyhood da un certo punto di vista potrebbe anche non essere disperato, perchè ha più bisogno di apparire come l’underdog e non come il favorito indiscusso, ma è comunque una sconfitta storicamente pesante: è come il caso di The Social Network, che vinse ogni premio della critica fino ai Globes, ma poi arrivarono i premi i vari guild awards dell’industria, ovvero i premi di coloro che realizzano i film, e perse prima il PGA da Il Discorso del Re, e da lì non vinse più nulla.

    E la situazione appena detta del 2011 è molto indicativa. Infatti stanotte ci sono gli Screen Actors Guild Awards, e se Birdman dovesse ancora vincere – e qui è anche il favorito – la corsa girerebbe improvvisamente verso il film di Inarritu nei medesimi tempi e modalità di Il Discorso del Re. Se invece i SAG Awards dovessero andare ad un altro film che non sia Birdman o Boyhood….beh ci troveremmo come lo scorso anno, ovvero una corsa apertissima e vincente.

    Nel dettaglio i vincitori (da notare che nelle categorie animazione e documentario hanno vinto due film NON candidati agli Oscar)

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    di Emanuele D’Aniello

    Spesso, anzi praticamente ogni anno, subito dopo l’annuncio delle candidature agli Oscar tutti si svegliano dal torpore ed iniziano il solito balletto: c’è chi si indigna per delle omissioni clamorose, chi grida alle scandalo per non aver letto il nome di film che non hanno mai avuto una chance di essere nominati, chi rimane piacevolmente stupito da qualche insperata candidatura. E poi ci sono quelli che dicono “tutto scritto, tutto scontato, tutto noioso” e che evidentemente non seguono la stagione o non sanno nulla degli Oscar. Intanto, per la prima volta da quando il numero è stato espanso, sono 8 i film nominati per il Miglior Film, e questa già è una notizia molto significativa. (altro…)