Che questa stagione cinematografica fosse travagliata per tanti ovvi motivi, lo sapevamo già. Che fosse lunga, lunghissima, e quindi spossante e noiosa, lo sapevamo già. Che in mezzo a questo marasma trionfasse almeno un film degno di vincere, ovvero Nomadland, lo sapevamo da tempo, senza sorprese e senza suspense.
Tutto questo però ha contribuito a farci arrivare alla notte degli Oscar non con la solita curiosità e frenesia, con entusiasmo e tensione, ma solo con noia e pesantezza, come fossero una cosa fastidiosa che non vedevamo l’ora di toglierci di torno, finalmente. E la cerimonia, invece di spazzare questa sensazione amara, l’ha persino accentuata.










