
Non c’è nulla di male a fare film didattici, educativi. Roberto Rossellini ci ha costruito tutta la parte finale di carriera. E poi sono tempi preoccupanti, compito del cinema è anche quello di parlare alle coscienze. Ma essere didattici non vuol dire essere didascalici.
Questo è il peccato maggiore di Boy Erased. Tratto da una storia vera, è l’ennesimo ritratto di un’America chiusa e bigotta nella quale la scoperta dell’omosessualità viene tratta come una malattia da estirpare. Non è, in tal senso, il primo film a mostrare i famigerati centri di “terapia per conversione”, ma forse uno di quelli che più si piegano alla necessità del messaggio, e non della storia.









