killyourdarlings

Giovani Ribelli (Kill Your Darlings) di John Krokidas, con Daniel Radcliffe, Dane DeHaan, Ben Foster, Michael C. Hall, Jack Huston, Elizabeth Olsen, David Cross, Jennifer Jason Leigh.  USA 2013

di Emanuele D’Aniello

Quando all’uscita dal cinema uno spettatore chiede all’amico con cui ha appena visto un film “Come ti è sembrato?” e l’altro risponde “ben recitato“, vuol dire che si, film è davvero ben recitato, ma soprattutto intende che il film non resterà certo negli annali della storia del cinema. Perchè sia chiaro, Giovani Ribelliè davvero ben recitato, molto bene da tutto il cast, ma non è un buon film.

Giovani Ribelli ha interessanti personaggi, una storia interessante, una ambientazione interessante, e non sa cosa farsene di tutto queste interesse. O meglio, potenzialmente e inizialmente sa che vuole fare tante, tantissime, troppo cose, con troppo idee che si affollano una contro l’altra, e inevitabilmente finisce per non seguirne alcuna. Alla fine davvero non si capisce cosa volesse raccontarci il film o di cosa volesse parlarci, e non perchè sia costruito volutamente senza coerenza narrativa o con strappi di storia e regia, ma perchè non si coglie il tema o anche solo la chiarezza della trama. Cosa è Giovani Ribelli? E’ un dramma? E’ un film biografico su famosi scrittori? E’ un thriller su un fatto di cronaca? E’ un film storico sulla nascita della Beat Generation? E’ un noir come ci vuole far lungamente credere? Oppure è tutte queste cose messe insieme? Alla fine del film, provando a seguire la traiettoria narrata dalla trama, se i protagonisti non fossero stati i famosi Ginsberg, Carr, Kerouac e Borroughs il film non sarebbe cambiato minimamente. La cosa più grave, è che tutto questo avviene da un debuttante, il regista e sceneggiatore John Krokidas. Solitamente, i difetti maggiori e canonici degli esordienti sono legati alla regia, alla tecnica di messa in scena, al senso del ritmo e alla coesione narrativa, errori naturali dovuti all’esperienza che migliorano col tempo, film dopo film, mentre l’idea di fondo è la loro forza, perchè chi debutta ha pensato così tanto a quel soggetto e sognato così tanto di farci un film che la purezza tematica si nota sempre. Invece qui Krokidas è come uno studente che si presenta al primo esame davanti al professore senza aver studiato nemmeno una virgola. Non sa quello che vuole trasmetterci dai personaggi, non sa  quello che vuole comunicarci dalla storia, e finisce per  rifugiarsi in scelte anacronistiche, come quelle musicali, o in manierismi di poco effetto, come i flashbacks al contrario che risultano pure fastidiosi.

Ma come detto in apertura, fortunatamente la recitazione emerge come elemento positivo, ed è un bene considerando un cast così giovane, a dimostrare quanti sono gli attori bravi e ricchi di talento che ancora devono esplodere, ricordandoci che il futuro del cinema è garantito. Dane DeHaan, Michael C. Hall, Ben Foster (e quest’ultimo molto più compassato del solito, a riprova del suo talento) sono tre attori dal grande carisma e dalla bravura sconfinata, capace di toccare le espressioni ma soprattutto le sensazioni giuste. Anche Jack Huston e Elizabeth Olsen, pur avendo meno minutaggio, sono assolutamente perfetti. Purtroppo lo stesso non si può dire proprio per il protagonista e attore più noto: Daniel Radcliffe, che rispetto agli altri di talento puro ne ha meno ma ci mette tanto impegno, cerca e prova millemila espressioni senza azzeccarne una giusta. E’ indubbiamente lodevole e comprensibilissimo il suo continuo tentativo di uscire dall’ombra prigioniera di Harry Potter che rischia di marchiarlo per l’intera carriera, e appunto un personaggio come Allen Ginsberg è lontano anni luce dal pubblico di riferimento dei romanzi di J.K. Rowling, ma dovrebbe cercare i registi e i copioni giusti, dedicarsi alle storie interessanti come fa l’ex maghetta Emma Watson (che c’è da dire come talento parte avvantaggiata) piuttosto che gettarsi direttamente sui ruoli più controversi e difficili, che se non si “portano a casa” rischiano di diventare addirittura un boomerang.

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