Il Grande e Potente Oz (Oz: the Great and Powerful) di Sam Raimi, con James Franco, Michelle Williams, Rachel Weisz, Mila Kunis, Zach Braff, Joey King. USA 2013
di Emanuele D’Aniello
Certo, fare adesso nel 2013 il prequel di un film di 74 anni fa è abbastanza strano. Altri lo potrebbero considerare addirittura non necessario, data la fama, la popolarità, il vero status di immortale cult di Il Mago di Oz ottenuto fin dal lontano 1939. Eppure, la Disney e Sam Raimi non si sono troppo preoccupati di questi punti di vista. Uno ha pensato agli incassi, l’altro alla creatività, e alla fine vissero tutti felici e contenti.
Davvero alla fine si può tirare un sospiro di sollievo, perchè il timore, anzi chiamiamolo vero terrore, intorno a questo film era tanto. Dalle immagini, ai trailer, ai personaggi, all’uso di determinati esperti del settore (su tutti il compositore Danny Elfman e lo scenografo Robert Stromberg) tutto faceva venire in mente una cosa sola: Alice in Wonderland di Tim Burton. Il vero terrore di ritrovarsi di fronte quello scempio era forte, ma fortunatamente Raimi lo ha evitato. Questo è un film a tutti gli effetti, leggero, scanzonato, godibile, un classico film per ragazzi della Disney, ma è in tutto e per tutto un film, mentre quello di Burton rimane una pagliacciata da dimenticare. La differenza sostanziale tra le due opere, e forse la chiave decisiva che segna il distacco tra Raimi e Burton, è nello spirito, nella fedeltà alle opere letterarie originali: se Burton abbandonava completamente il mondo di Lewis Carroll, per creare una folle storia nuova, Raimi invece è fedelissimo allo spirito dei romanzi di Frank Baum, si possono contare tante volte le citazioni ed i riferimenti visivi e di sceneggiatura, quasi che alla fine si aspetta da un momento all’altro l’arrivo di Dorothy. In sostanza, Burton ha voluto il suo mondo di freaks nel mondo di Alice, mentre Raimi è stato umile abbastanza dal capire che il mondo creato da Baum è superiore a qualsiasi altra invenzione moderna.
Il Grande e Potente Oz è indubbiamente una meraviglia visiva, l’uso di colori fortissimi, quasi acidi, le scenografie imponenti, gli ampi spazi fantastici, il film riesce davvero a far percepire la magia agli spettatori. L’uso degli effetti speciali è assolutamente sorprendente, la resa scenica della scimmia volante ma soprattutto della tenerissima bambina di porcellana è da applausi a scena aperta. Saranno felici sia i fans del film del 1939, che impazziranno a rivedere la la Città di Smeraldo o l’origin story della Strega dell’Ovest, sia chi non conosce il vecchio film, gettati in un mondo pieno di sorprese e rivelazioni. C’è qualche lungaggine di troppo, ma alla fine i protagonisti coinvolgono (Franco riesce ad essere in parte, anche se le tre streghe lo surclassano e gli rubano continuamente la scena) ed il pubblico si diverte con loro. Ad un film del genere non si poteva chiedere di più.


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