Il Lato Positivo (Silver Linings Playbook) di David O. Russell, con Bradley Cooper, Jennifer Lawrence, Robert DeNiro, Jackie Weaver. USA 2012
di Emanuele D’Aniello
Lui è un ex insegnate affetto da disturbo bipolare che ritorna a casa dopo otto mesi passati in un istituto psichiatrico, col solo scopo di conquistare l’ex moglie (che lo ha tradito) ormai lontana dalla città. Lei è una giovane vedova eccentrica e sopra le righe, che ha deciso di combattere il lutto andando a letto con i colleghi del marito…tutti. Questi sono i protagonisti particolarissimi della miglior commedia romantica degli ultimi anni, ennesima conferma del talento di David O. Russell, un autore abilissimo nel mischiare dramma e comicità che ci ricorda con questo film come è possibile fare qualcosa di originale e poco convenzionale, soprattutto profondo, con un genere inflazionato e ormai prevedibilmente limitato come la commedia romantica.
Pur non rinnegando i clichè del genere e la propensione all’happy ending, Il Lato Positivo riesce ad utilizzare elementi diversi dal solito per costruire la commedia romantica: vale a dire la malattia e la famiglia. Nel primo caso, si tratta di un percorso molto personale per David O. Russell, il cui figlio piccolo è affetto da disturbo bipolare. Forse proprio per questa consapevolezza, il film tratta con grande rispetto la malattia, non la riduce mai ad intermezzo comico e anzi con realismo mostra le conseguenze che provoca della vita reale, nella persona che soffre e nelle persone che ha intorno. Per quanto riguarda la famiglia, questo è il vero tratto distintivo del cinema di Russell, la chiave della poetica dell’autore che lega tutti i suoi film. Anche il suo ultimo lavoro pluripremiato The Fighter, sotto la superficie da film sportivo, era in realtà un grande film sulla famiglia disfunzionale americana. In tutti i suoi film, è l’unione familiare che porta ad un necessario e voluto lieto fine. Ma sopra ogni cosa, il film è ricco di emozioni vere, pieno di personaggi veri, con situazioni credibili, un film che riconosce l’esistenza di un mondo fatto di problemi e lati negativi senza gettarsi necessariamente nella disperazione, nella tristezza, nell’esplorazione del dolore. Un film realistico e al tempo stesso ottimista, senza risultare forzato o artificiale, che ti manda a casa sia col sorriso sulle labbra sia con la voglia di riflettere un minuto.
Il dramedy è il genere per antonomasia degli ultimi anni, ed il film di David O. Russell è uno dei migliori a bilanciare le emozioni in modo che il cinema si avvicini sempre di più alla vita vera.
Come può il film coinvolgere e convincere il pubblico, oltre che con la storia ed una sceneggiatura a prova di bomba? La risposta è semplice, con grandi attori che danno vita a personaggi perfettamente inquadrati e sviluppati. Il Lato Positivo è un film soprattutto attoriale, ed ogni volto che passa davanti alla telecamera dimostra una bravura davvero notevole. I due protagonisti Bradley Cooper e Jennifer Lawrence non sono solo eccezionali presi singolarmente, ma una forza della natura in coppia, magicamente affiatati con una chimica palpabile. Jennifer Lawrence ha appena 22 anni, eppure recita come fosse una veterana, e sembra che su di lei si sia già detto tutto: carismatica, bravissima, sul talento non c’erano dubbi e ora lo conferma anche con un ruolo per lei insolito e in un genere come la commedia che ancora non aveva affrontato. Bradley Cooper invece era una certezza per la parte comica grazie a film come 2 Single a Nozze e soprattutto Una Notte da Leoni, e quindi è la vera rivelazione del film: bilancia benissimo i due registri, azzecca ogni tempo di battuta e le emozioni che trasmette travalicano lo schermo. Poi, sarebbe ingiusto definire Robert DeNiro una sorpresa, ma finalmente rivederlo lontano da film inutili o da ruoli macchietta, senza fare smorfie e parodie di se stesso, è una autentica liberazione. Semplicemente, dopo tanti anni, DeNiro sa fa quello che gli riesce meglio: l’attore, e tutti improvvisamente si ricordano la leggenda che è. Ogni singolo attore e ogni singola battuta crea un percorso credibile, che riesce a convincere anche nel terzo atto quando la commedia romantica inizia a prevalere sulla storia della malattia mentale. Ma non è un cedimento narrativo, semplicemente il raggiungimenti di un traguardo emotivo che completa il racconto. Magari ci fossero continuamente film simili, onesti, intelligenti, e con un grande cuore.


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