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Iron Man 3 di Shane Black, con Robert Downey Jr, Gwyneth Paltrow, Don Cheadle, Ben Kingsley, Rebecca Hall, Guy Pearce, Jon Favreu.   USA 2013

di Emanuele D’Aniello

Iron Man 3, uno dei film più attesi dell’anno in assoluto, atteso per vedere come si aprirà la Fase 2 dell’universo cinematografico Marvel, indubbiamente nel genere il più atteso dopo il successo planetario di The Avengers. Aggiungiamo poi la curiosità per il passaggio di regia da Jon Favreu a Shane Black, l’hype sempre più cresciuto dopo la notizia della scelta come villain del Mandarino, la nemesi per antonomasia di Iron Man, interpretato addirittura da un mostro sacro come Ben Kingsley, ed una serie di immagini promozionali e trailer dai toni molto seri, quasi dark, affascinanti. Poi vai al cinema, le luci si abbassano, lo schermo si illumina…..e ti ritrovi di fronte forse il peggior film finora della Marvel.

Qualcuno potrebbe obiettare che è sempre una questione di aspettative troppo alte, qualcun altro potrebbe ridire che invece questo è un film di intrattenimento e quindi cosa ci dobbiamo aspettare di diverso. Eppure, questo Iron Man 3 è un film sbagliato da qualunque latitudine, prima e soprattutto come semplice e puro film di supereroi. Da dove partiamo? Beh, essenzialmente questo film è una commedia, e questo già dovrebbe far capire molte cose. Shane Black, che ha al suo attivo come sceneggiatore pietre miliari del genere action-comedy, a cominciare da Arma Letale, passando per l’Ultimo Boy Scout e finendo con Kiss Kiss Bang Bang (che non a caso ha contribuito a rilanciare la carriera di Robert Downey Jr) ha voluto imprimere forzatamente il suo classico tocco umoristico, forse memore della scelta simile di Joss Whedon in The Avengers, dimenticando il resto. La ricerca forzata della gag è sbagliata, ma soprattutto deleteria quando inserita in contesti seri che uccidono letteralmente il momento drammatico, non rendono credibili le scene e le situazioni di pericolo che vediamo nel film, e sbilanciano completamente la storia. Ecco, fondamentalmente Iron Man 3 è un film sbilanciato, si affida troppo all’ironia, spesso al ridicolo, senza un reale bisogno: come posso io appassionarmi e provare una reale emozione se in un momento di tensione succede un qualcosa che punta alla risata? Non è la prima volta che si fa un simile discorso con i film della Marvel, ormai la piega è preoccupante. Abbiamo capito che questi film vogliono essere “light”, leggeri (ed è normale sotto l’egida della Disney, che non a caso “impone” un bambino come spalla del protagonista, paradossalmente una delle cose migliori del film), più d’intrattenimento rispetto ai film della DC Comics, invece più dark, seriosi, con protagonisti tormentati, ma non bisogna mai esagerare. E credetemi, non voglio nemmeno tirare fuori il paragone con la saga nolaniana di Batman, non voglio citare il tono e l’approccio di quei film, non voglio ripetere la storia dello standard di qualità e credibilità che Nolan ha dato ad un genere e che la Marvel puntualmente riabbassa, non lo faccio perchè non bisogna andare lontano o fuori dai parametri per trovare un film Marvel ottimo e bilanciato: il primo Iron Man. Era il 2008, e quel film mischiava in maniera fantastica una storia interessante, un personaggio particolarissimo, azione, serietà, pericolo e tanta ironia senza sfiorare la comicità. Se la Marvel vuole realizzare film leggeri ha tutto il diritto di farlo (e dopotutto gli incassi danno sempre ragione a loro) ma il modello cui attenersi è il primoIron Man, ce l’hanno in casa, non certo i film di Una Pallottola Spuntata che Iron Man 3 quasi replica.

Ma i problemi non finiscono qui, sono nella storia, nei personaggi, nella recitazione, nelle scelte. Le potenzialità erano tutte sul tavolo, ed è questo che fa più rabbia: il terrorismo, un personaggio non più sicuro di se ma pieno di problemi, affetto da un evidente stress post-traumatico, un mondo che subisce le conseguenze di una invasione aliena, una tecnologia che ricorda tanto gli studi attuali sulle riproduzioni biologiche e cellule staminali. Il film butta tutto questo via, lascia i problemi solo in superficie e si occupa di altro, col solito sviluppo di trama (la spiegazione del piano del villain all’eroe! Argh!) scontatissimo. I personaggi sono monodimensionali, e naturalmente ne risente la recitazione: escludiamo solo Robert Downey Jr, che ormai si può permettere di tutto e lo fa sempre bene, ma possibile che non si possa tirare fuori qualcosa da Gwyneth Paltrow, una volta che finalmente la sua Pepper Potts ha un ruolo ampliato e di discreta importanza? Guy Pearce interpreta il classicissimo villain da cinefumetto, con motivazioni folli e senza un contrasto interiore, Rebecca Hall deve fare il compitino, Don Cheadle ha un personaggio vuoto e diventa assolutamente inutile (però può sfoggiare in ogni scena la stessa polo di una nota marca di abbigliamento, e ci sarebbe ad aprire il capitolo della pubblicità nel film, ad esempio delle macchine, come nemmeno il peggior cinepanettone). Tutti recitano svogliatamente in maniera scolastica, e questo ci porta alla scelta più incredibile: il Mandarino. Ora, non entriamo in spoiler, non diciamo nulla di dettagliato, ma un vero fan del fumetto dovrebbe fare causa ai realizzatori del film. La sorpresa legata al Mandarino è folle da ogni prospettiva, per un fan del fumetto (parliamo della nemesi assoluta di Iron Man, il suo nemico per antonomasia, non di un cattivo qualsiasi ridotto a macchietta) ma anche per un qualsiasi spettatore che non conosce il fumetto, perchè vedere relegato un villain a quel ruolo è sconvolgente, considerando pure che hanno chiamato Ben Kingsley per farlo. Non esagero quando mi riferisco a questa scelta come uno dei più grandi scempi e sprechi nella storia del cinema.

Ripeto, non si tratta nemmeno di vederlo sotto l’ottica del puro film d’intrattenimento per passare due ore in allegria, perchè per intrattenere ci deve qualcosa di buono, di divertimento intelligente. Iron Man 3 è semplicemente brutto, un film sbagliatissimo, che abbassa la credibilità di un intero genere e praticamente diventa parodia di se stesso. A questo punto però, conoscendo le caratteristiche di Shane Black, non mi stupirei se questo non fosse fin dall’inizio uno dei suoi intenti, consapevole che gli incassi gli avrebbero dato comunque ragione. Ecco, se Black, appoggiato dalla Marvel, avesse deciso volutamente di girare una commedia sui supereroi con un budget stratosferico, la prospettiva cambia. Semplicemente, ci potevano avvisare prima.

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