Machete Kills di Robert Rodriguez, con Danny Trejo, Michelle Rodriguez, Jessica Alba, Amber Heard, Mel Gibson, Lady Gaga, Demian Bichir, Charlie Sheen USA/Messico 2013
di Emanuele D’Aniello
Per dirla all’americana con un loro detto azzeccatissimo: “fool me once, shame on you; fool me twice, shame on me“. Per i meno anglofoni, vale a dire che la prima volta si può cadere in un tranello, ma la seconda volta la colpa è di chi paga il biglietto autorizzando la creazione di certi prodotti. Per la verità stavolta non stati troppi i biglietti pagati, infatti questo Machete Kills è stato un flop pur con un budget ridotto. Sinceramente, non ne sono stupito.
Machete è un personaggio nato nella stramba mente di Robert Rodriguez ed esploso grazie ad un divertentissimo fake trailer mostrato prima del doppio film Grindhouse, quello girato a episodi con l’amicone Quentin Tarantino. Il successo è stato tale che due anni fa Rodriguez da Machete ha tratto un lungometraggio, replicando e naturalmente allargando la storia di quel fake trailer, ottenendo un buon successo grazie ad un ironico omaggio ai film d’exploitation degli anni ’70 (ci sarebbe discutere sul perchè un regista di talento debba non solo omaggiare, ma addirittura ricreare simili film invece di ispirarsi a film belli, ma questa discussione si aprirebbe un vaso di Pandora infinito che ci porterebbe fuori strada). Ora arriviamo al sequel, e possiamo affermare che tutto quello che non funzionava nel primo film, ma che si lasciava passare in nome dell’omaggio col sorriso sulle labbra, è qui riproposto e se possibile amplificato.
Con questo sequel Rodriguez vuole trasformare l’esperimento e il giocattolo Machete in un film vero e proprio,pur lasciandolo pienamente aderente ai canoni della parodia del genere. Il risultato è un film pessimo. Storia, personaggi, recitazione (l’overacting di Sofia Vergara è da codice penale), tutto è sopra le righe e di conseguenza ridicolo. Machete funziona a piccole dosi, non a caso quel fake trailer rimane la cosa migliore, non come film esteso a 107 minuti, sinceramente lunghissimo, con troppe sottotrame e troppi attori che fanno praticamente la passerella, e a cui bisogna dare ad ognuno almeno una scena, ottenendo l’effetto di saturazione. Ormai non regge più nemmeno il discorso “è un omaggio, un’operazione nostalgia, è volutamente brutto e replica volontariamente i pessimi effetti di compagnie tristemente famose come la Asylum” perchè questo è se possibile l’elemento peggiore: dove è il talento e il merito nel realizzare qualcosa di pessimo e brutto intenzionalmente? A questo punto è meglio vedere i terribili prodotti originali, che almeno sono innocui e sinceri, piuttosto che un film pensato a tavolino come ridicolo. E per quanto Rodriguez possa divertirsi, pensare che un regista sprechi così il suo talento non è molto entusiasmante. Il regista messicano dovrebbe casomai imparare la lezione del suo amico Tarantino, che anche lui si ispira e omaggia i film di serie B del passato (basta pensare a dove ha tratto i soggetti dei suoi due ultimi lavori Bastardi Senza Gloria e Django Unchained) ma senza copiarli o replicarli, ma anzi rielaborandoli con la sua poetica nel suo cinema dando vita a grandissimi prodotti di intrattenimento.
Per usare uno scherzo ricorrente nel film, cioè ricordare quello che Machete non fa, con le parole di Danny Trejo diciamo che “Machete Non Funziona”.


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