
Non sono mai riuscito a rispondere al quesito sul genere cinematografico perfetto. Probabilmente perché una risposta vera, e che metta d’accordo tutti, non esiste. Ma se dovessi provarci, sono convinto che la commedia è quella che ci va più vicino.
BASTARDI
PER LA GLORIA
dove l’opinione è dogma

Non sono mai riuscito a rispondere al quesito sul genere cinematografico perfetto. Probabilmente perché una risposta vera, e che metta d’accordo tutti, non esiste. Ma se dovessi provarci, sono convinto che la commedia è quella che ci va più vicino.

Non ho il minimo dubbio che Una Questione Privata sia un grande libro, un grande romanzo. Non l’ho mai letto, come avrete capito. Ma tale pensiero mi è venuto vedendo il film omonimo dei fratelli Taviani. Più che pensiero è una convinzione sincera, perché se qualcuno ha deciso di farci una versione cinematografica, non poteva essere brutto quanto quello uscito fuori sotto forma di film.

Ma voi le avete mai viste le pattinatrici al di fuori dei sorrisi delle gare ufficiali?
Nessuna grazia, nonostante ciò che traspare dalle loro movenze sul giacchio. Solo urla, lividi, graffi, gambe gonfie, a volte ferite ancora fresche. E allenamenti durissimi, metodi dittatoriali, una competizione sfrenata psicologicamente faticosa da sopportare per gli adulti, figuriamoci per ragazzine che prendono i primi pattini in mano a meno di dieci anni. E lo stesso si può dire delle ballerine o della ginnastica artistica.

Il bello dei film, perlomeno di quelli pensati e non solo realizzati, è il poter aprirli e trovarci tante cose dentro. Anche, o forse soprattutto, cose che escono pur non avendo il giusto risalto.

Da quasi un decennio il cinema di Kathryn Bigelow è diventato lo specchio della faccia oscura dell’America. Senza filtri, senza distinzioni, la regista sta raccontando negli ultimi anni le più grandi distorsioni ed i più grandi peccati del paese più glorificato. Ancora una volta senza abbandonare la valvola di sfogo imperante per tale sentimento: la guerra. Se prima erano gli scenari dell’Afghanistan, ora semplicemente la guerra è portata dentro i confini americani.

Non sapete per quanti anni, parlando di film western, ho letto a sproposito una presunta influenza di Cormac McCarthy. Quindi, non potete immaginare quanto sia felice ora nel poter scrivere di un film che davvero ricorda Cormac McCarthy e ha imparato la sua lezione. Hostiles è appunto quel film.

“La prima regola di un grande romanziere è copiare”
Lo ammette spudoratamente Donato Carrisi, mettendo la frase in bocca ad un suo personaggio, ed è lodevole. Non solo perché detta in un momento chiave della storia, cambiando tutto ciò che viene dopo ed è stato visto prima. Ma soprattutto perché mette in moto un corto circuito metacinematografico e metaletterario tale da far cambiare completamente prospettiva al giudizio su La Ragazza nella Nebbia.
Se in questi giorni state perdendo il sonno, ed un pizzico di sanità mentale, per seguire la serie tv Mindhunter, il merito è di questo signore qui, che ha diretto quattro episodi e prodotto il tutto. David Fincher è uno dei più grandi registi al mondo, un maestro del thriller che è riuscito ad uscire dal guscio e dalle etichette con risultati incredibili, e tuttora è uno degli autori dal marchio più riconoscibile e profondo. Soprattutto, un attento osservatore della società e delle sue perversioni, riproposte spesso con coraggio inusitato sul grande schermo.
I suoi film, più di molti altri, sono decisivi per capire i decenni in cui ha lasciato il segno.

Ecco finalmente online il trailer di Phantom Thread (non fatemi pensare all’eventuale titolo italiano….) che, come sa chi legge queste pagine, è il mio film più atteso dell’anno.
Come potrebbe non esserlo? Il nuovo film di Paul Thomas Anderson, il film che lo riunisce dopo dieci anni con Daniel Day-Lewis, quindi dopo cinque anni una nuova interpretazione dell’attore più acclamato al mondo in quella che, a sua detta, sarà la sua ultima interpretazione. Vi serve altro davvero?
Nel caso, c’è una vaga sinossi, ovvero la storia del più celebre sarto nella Londra degli anni ’50 , scapolo e playboy incallito, che perde la testa per una giovane donna la quale diventa in breve tempo musa e amante.