
di Emanuele D’Aniello
La trasferta cinese di un maestro europeo come Jean-Jacques Annaud parte sicuramente con un’alta dose di interesse e aspettativa, sia per l’occhio del regista francese, sempre attento alle storie di uomini catapultati in un mondo non loro, sia per il materiale di partenza, ovvero l’adattamento del romanzo “Wolf Totem” di Lu Jiamin che ha spopolato in Cina e definire bestseller è praticamente riduttivo. La storia, ovviamente, è la medesima del romanzo: all’epoca della Rivoluzione Culturale di Mao, quindi nel pieno degli anni ’60, il giovane studente Chen è trasferito in Mongolia per educare una comunità di pastori nomadi, ma in quella terra, solo apparentemente selvaggia, è lo stesso Chen a scoprire qualcosa, ovvero l’amore per i lupi, che il governo centrale ha deciso di sterminare fin da cuccioli, poichè a loro detta alterano l’equilibrio della regione, col benestare delle tribù mongole locali che hanno assimilato tale massacro quasi come una tradizione religiosa. (altro…)