BASTARDI
PER LA GLORIA

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    Sorprese, sorprese, sorprese. E’ da pochi minuti arrivata online la canonica shortlist di 9 film qualificati a concorrere all’Oscar per il Miglior Film straniero, lista da cui appunto uscirà il 16 gennaio la cinquina di film ufficialmente nominati. Possiamo essere molto felici perchè c’è il nostro rappresentante: Paolo Sorrentino tiene in alto l’onore del cinema italiano con La Grande Bellezza. A sorpresa manca Il Passato di Asghar Farhadi e soprattutto La Bicicletta Verde dall’Arabia Saudita, quelli che per tutti quest’anno erano due grandi favoriti. Non solo, ma mancano anche il romeno Il Caso Kerenes e il cileno Gloria, due film che avevano ottenuto grandi recensioni all’estero. C’è ovviamente il danese Il Sospetto, che a questo punto diventa il favorito per portarsi a casa l’Oscar.

    Di seguito, la shortlist completa (e noi dobbiamo rivedere i nostri pronostici): (altro…)

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    di Emanuele D’Aniello

    Ci risiamo, riparte la corsa all’Oscar. Sembra passato pochissimo tempo dalla celebrazione di Argo, ma l’ingranaggio infaticabile di Hollywood non si ferma mai, e il nostro sito per il 3° anno consecutivo vi fornisce una copertura completa, con orgoglio possiamo dire una tra le migliori nel web italiano, del periodo che ci conduce all’assegnazione il prossimo 2 marzo degli Academy Awards. Ricordiamo sempre doverosamente: Gli Oscar NON sono i premi più importanti nel mondo del cinema, ma indubbiamente sono i più prestigiosi, per la storia e la tradizione creata attorno a quelle statuette e per la grandissima capacità dell’industria cinematografica americana di pubblicizzarsi, vendersi e autocelebrarsi. Ponendosi come ultima data del calendario nella stagione dei premi, gli Oscar hanno indirettamente trasformato tutto quello c’è prima in una lunga attesa e ogni premio precedente in una tappa di avvicinamento. La strada verso gli Oscar è lunga, particolare, bizzarra, controversa, discutibile ma sempre affascinante. (altro…)

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    di Emanuele D’Aniello

    Alla fine di una stagione incredibilmente anomala, Argo è uscito vincitore nella notte degli Oscar dopo aver vinto qualsiasi premio possibile nelle settimane precedenti, iniziando con i Critics Choice Awards figo agli Oscar, realizzando quello che oltreoceano chiamerebbero un “clean sweep”. Quello di Argo non è stato un trionfo prevedibile, ma un trionfo costruito, che è ben diverso. Il film di ben Affleck ha riscritto la storia, è solo il quarto film di sempre a vincere senza la nomination per la regia, e alla fine quell’ormai famosa mancata candidatura alla regia che paradossalmente si è rivelata la chiave vincente.

    In un certo senso, la sensazione di deja-vu col 2006 è stata fortissima, quandoCrash sconfisse a sorpresissimaBrokeback Mountain. Quella fu ‘ultima volta che due film diversi prendessero Miglior Film e Miglior Regista (ma almenoCrash era nominato per la regia) e la regia andò proprio a Ang Lee, magra consolazione per la sconfitta del suo bellissimo dramma su due cowboys omosessuali. Inoltre Argo ha vinto 3 comeCrash, ed esattamente gli stessi premi: film, montaggio, sceneggiatura adattata. E come allora non abbiamo visto lo schiacciasassi, ma i premi sono stati equamente distribuiti, tanto che Argo non ha ottenuto il maggior numero di premi, primato andato con 4 statuette a Vita di PiArgo è un buonissimo film, un grande lavoro artigianale di regia, recitazione e scrittura, non certo un capolavoro. Spiegare la sua vittoria è comunque possibile, per la qualità, per la storia raccontata, per il grande spazio dedicato nel film a Hollywood, per il grande spazio dedicato quest’anno a storie politiche (coronamento di questo percorso, il fatto che il premio è stato annunciato addirittura dalla first lady Michelle Obama direttamente dalla Casa Bianca). Un po’ meno possibile è spiegare la sconfitta di Lincoln, che aveva praticamente TUTTO per vincere, ed invece partendo da ben 12 candidature si è dovuto accontentare di appena 2 statuette. Che questa fosse un’annata per gli Oscar strana e folle, lo abbiamo detto più volte. Come conferma abbiamo addirittura assistito un pareggio, una cosa rarissima (accaduta solo altre 4 volte), un ex-aequo nel miglior montaggio sonoro tra Skyfall e Zero Dark Thirty. Una grande distribuzione di premi insomma, che ha giovato a tutti i 9 titoli candidati a Miglior Film: dell’elenco, come prevedibile solo Re della Terra Selvaggia è rimasto a secco, gli altri hanno vinto tutti almeno un premio. Ed evidenziamo soprattutto la vittoria di Quentin Tarantino, 18 anni dopo Pulp Fiction, ancora per la sceneggiatura originale.

    Veniamo agli attori. Su Anne Hathaway ci sono poche considerazioni da fare, il suo successo era uno dei più scontati. Come attore non protagonista ha trionfato Chrstoph Waltz come molti iniziavano a credere negli ultimi giorni: l’attore austriaco collezione così due Oscar su due nominations, sempre per un film di Tarantino, sempre come non protagonista, sempre quando la sua categoria è la prima premiata in serata. E pensare che fino a tre anni fa nessuno sapeva chi fosse. Come attrice in molti sono stati ingannati dall’effetto “Francia” che influenza molto gli Oscar negli ultimi anni, invece tutto è andato come da copione: Jennifer Lawrence a soli 22 anni, seconda più giovane di sempre a vincere come miglior attrice, ottiene il meritatissimo riconoscimento che consacra definitivamente il suo talento. E poi la storia è stata ancora scritta sul palco: ci voleva Daniel Day-Lewis per interrompere la maledizione, è lui il primo attore a vincere l’Oscar per un film di Spielberg, soprattutto è lui a diventare il primo attore di sempre a vincere 3 Oscar come protagonista maschile. Forse sentiva il peso del record, non a caso l’attore inglese si è insolitamente commosso, per poi iniziare a fare battute come fatto durante questa stagione, un lato ironico dell’attore inglese mai venuto fuori negli anni scorsi.

    E la cerimonia in se? E’ stata molto lunga, ben 3 ore e mezza precise, ma fortunatamente non si sono sentite troppo, il ritmo è stato sempre buono. Certo, si potevano evitare parecchi numeri musicali, soprattutto l’omaggio ai musical che poi non si è rilevato tale, avendo ricordato solo film recenti invece dei grandi musical del passato che facevano incetta di Oscar. I vari discorsi di ringraziamento sono stati rapidi e sentiti, nessuno troppo patetico, nessuno col foglietto di nomi in mano (i migliori discorsi indubbiamente quelli di Daniel Day-Lewis, Ben Affleck ed i registi del documentario corto Inocente, la peggiore una ansimante Anne Hathaway che per tutta la stagione dei premi ha fatto discorsi abbastanza mediocri), solo un paio di volte è stata necessaria la musica per mettere fretta a chi parlava. E la prova di Seth MacFarlane come è andata? Diciamolo, c’era già timore anche trai suoi sostenitori, e purtroppo ha deluso. Segmento iniziale troppo lungo e puntato molto sui balletti e sulle canzoni, le battute nel corso della serata erano anche divertenti ma MacFarlane ha cercato forzatamente di essere più irriverente che divertente (dovrebbe ricordarsi che c’è un solo Ricky Gervais). L’ironia è stata una delle grandi assenti nella serata, anche i vari presentatori che si sono succeduti sul palco non hanno regalato chissà quali battute (solo lo scorso anno l’intervento di Emma Stone è ancora ricordato come esilarante).

    In definitiva, qualcuno avrà gioito, qualcun altro sarà rimasto deluso, ma la chiave di lettura per non prendere troppo sul serio la situazione è ricordarsi un fatto fondamentale: gli Oscar NON sono i premi più importanti nel mondo del cinema, ma solo i più prestigiosi, per la storia e la tradizione creata attorno a quelle statuette, per la grandissima capacità dell’industria cinematografica americana di pubblicizzarsi, vendersi e autocelebrarsi, e per l’abilità di porsi come ultima data del calendario nella stagione dei premi, trasformando indirettamente tutto quello che c’è prima in un percorso di preparazione. Noi semplicemente da spettatori ci divertiamo e così continueremo a fare, sapendo che ci sono altri modi per valutare davvero i “migliori film”.

    Vi ringraziamo per l’attenzione in tutti questi mesi, nella nostra sezione Road to Oscar potete rivivere tutta l’intera stagione, e noi torneremo a settembre ad occuparci della strada per gli Oscar 2014!

  • Anche la 85esima edizione degli Academy Awards è storia, da pochi minuti sono stati consegnati i premi Oscar e come previsto le sorprese sono state moltissime. Il vincitore è Argo, c’è una grossa distribuzione di premi e chi ne ha ottenuti di più è stato Vita di Pi con 4. Domani tutti i commenti dettagliati. (altro…)

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    Emanuele D’Aniello & Valerio Carta

    Argo, è arrivato il momento di decidere cosa vuoi essere da grande: vuoi diventare A Spasso con Daisy o ambisci ad essere Apollo 13?

    Questa domanda fondamentale troverà risposta nella notte italiana di domenica in quel di Los Angeles, quando saranno assegnati per la 85esima volta i premi Oscar, sicuramente i più prestigiosi riconoscimenti nel mondo del cinema. E lo diciamo senza voler esagerare, ma questi sono probabilmente gli Oscar più incerti degli ultimi decenni.

    Arriviamo alla sera decisiva con tanti pronostici aperti in tante categorie importanti (Miglior Attrice, Miglior Attore non protagonista, Miglior Sceneggiatura, addirittura Miglior Regista) e soprattutto Miglior Film, cosa che davvero non accadeva da anni. Per la precisione un favorito c’è ed è Argo, ma il film di Ben Affleck ha la tradizione contro per l’ormai stranota mancata nomination per la regia. Come detto in apertura potrebbe diventare solo il quarto film di sempre a vincere l’Oscar senza la nomination fondamentale per la regia (appunto come A Spasso con Daisy nel 1990, l’ultimo a farlo in 80 anni) oppure solo il secondo film di sempre a vincere PGA+SAG+DGA e non vincere poi l’Oscar (come appunto toccato a Apollo 13 nel 1995 che si vide soffiare le statuette da Braveheart) ma c’è da dire che Argo ha poi vinto pure i Critics Choice, i Globes, i Bafta e tutto l’umanamente possibile.

    Nel dettaglio, dopo questo lungo ma doveroso preambolo, i nostri pronostici categoria per categoria.

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  • Sono stati consegnati ieri sera a Londra i BAFTA Film Awards 2013, vale a dire l’equivalente degli Oscar per il cinema inglese. E la domanda è ancora la stessa: riuscirà qualcuno o qualcosa a fermare Argo? Il film di Ben Affleck, dopo aver incredibilmente dominato la stagione dei premi oltreoceano, anche in Inghilterra con una storia pienamente americana riusce a portarsi a casa Miglior Film, Miglior Regia, Miglior Montaggio. La strada per gli Oscar, in quello che in tutto e per tutto è un annata storica, pare sempre più spianata. Per le altre categorie, è da evidenziare assolutamente la vittoria dell’85enne francese Emmanuelle Riva come miglior attrice per Amour, una vittoria che come dicono in molti potrebbe ripetersi agli Oscar, infilandosi come terzo incomodo nel lungo duello tra Jessica Chastain e Jennifer Lawrence. (altro…)

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    Nella storia finora, solo 6 volte chi ha vinto il DGA Award non ha poi vinto l’Oscar per la miglior regia. Beh, dobbiamo necessariamente aggiornare le statistiche: ora sono 7 volte. A vincere il Director’s Guild Award 2013 è stato Ben Affleck per Argo, che come ormai sanno anche i sassi non è stato scandalosamente nominato per l’equivalente Oscar. Prima d’ora era accaduto soltanto due volte nella storia che il vincitore del DGA non fosse nominato per l’Oscar: Steven Spileberg nel 1985 per Il Colore Viola, e dieci anni dopo Ron Howard per Apollo 13 (statistica che potrebbe portare sfortuna a Argo, nessuno di questi due film infatti ha poi vinto l’Oscar per il miglior film).

    Argo continua quindi a mettere sempre più fiele in cascina, ha vinto finora anche tutti i premi che contano, cioè i vari Guild Awards, i premi del sindacato composti in larga parte anche da giurati dell’Oscar. A questo punto le strade possibile sono solo due: Argo sarà il nuovo A Spasso con Daisy o il nuovo Apollo 13: nel primo caso, solo il quarto film di sempre a vincere l’Oscar senza la nomination fondamentale per la regia; nel secondo caso, solo il secondo film di sempre a vincere PGA+SAG+DGA e non vincere poi l’Oscar. (altro…)

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    Poche ore fa sono stati consegnati gli Screen Actor Guild Awards 2013, i premi degli attori che premiamo gli attori, e rappresentano un grosso indicatore in vista degli Oscar: non c’è da stupirsi se i 4 vincitori di stanotte si ripeteranno con le statuette più prestigiose, esattamente come accaduto spesso negli ultimi anni.

    Nel dettaglio, in rosso, tutti i vincitori: (altro…)

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    Lo avevamo scritto più volte, qualcosa era nell’aria. A sorpresa, nella notte americana Argo ha vinto il Producers Guild Award 2013, il premio dei produttori che è il più grande indicatore per gli Oscar. Ricordiamo che i giurati del PGA fanno tutti parte dell’Academy e votano anche per gli Oscar, inoltre sono l’unico premio ad usare lo stesso identico metodo di votazioni (il cosiddetto preferential system) degli Oscar, nella loro storia hanno predetto 16 vincitore degli Oscar su 22, ed in particolare tutti gli ultimi cinque. (altro…)

  • Nella notte americana sono stati annunciati i Golden Globes 2013, i premi consegnati dalla stampa estera di stanza a Hollywood, diventati nel corso degli anni sempre più famosi e importanti. In realtà la giuria dei Globes (poco meno di 100 giornalisti) fa spesso scelte singolari, in cui il criterio base è nominare o premiare più star possibile semplicemente per averli tra gli ospiti o sul palco. Eppure quest’anno le sorprese sono state poche e le scelte fatte piuttosto sensate.

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