oscar-speeches-2013

di Emanuele D’Aniello

Alla fine di una stagione incredibilmente anomala, Argo è uscito vincitore nella notte degli Oscar dopo aver vinto qualsiasi premio possibile nelle settimane precedenti, iniziando con i Critics Choice Awards figo agli Oscar, realizzando quello che oltreoceano chiamerebbero un “clean sweep”. Quello di Argo non è stato un trionfo prevedibile, ma un trionfo costruito, che è ben diverso. Il film di ben Affleck ha riscritto la storia, è solo il quarto film di sempre a vincere senza la nomination per la regia, e alla fine quell’ormai famosa mancata candidatura alla regia che paradossalmente si è rivelata la chiave vincente.

In un certo senso, la sensazione di deja-vu col 2006 è stata fortissima, quandoCrash sconfisse a sorpresissimaBrokeback Mountain. Quella fu ‘ultima volta che due film diversi prendessero Miglior Film e Miglior Regista (ma almenoCrash era nominato per la regia) e la regia andò proprio a Ang Lee, magra consolazione per la sconfitta del suo bellissimo dramma su due cowboys omosessuali. Inoltre Argo ha vinto 3 comeCrash, ed esattamente gli stessi premi: film, montaggio, sceneggiatura adattata. E come allora non abbiamo visto lo schiacciasassi, ma i premi sono stati equamente distribuiti, tanto che Argo non ha ottenuto il maggior numero di premi, primato andato con 4 statuette a Vita di PiArgo è un buonissimo film, un grande lavoro artigianale di regia, recitazione e scrittura, non certo un capolavoro. Spiegare la sua vittoria è comunque possibile, per la qualità, per la storia raccontata, per il grande spazio dedicato nel film a Hollywood, per il grande spazio dedicato quest’anno a storie politiche (coronamento di questo percorso, il fatto che il premio è stato annunciato addirittura dalla first lady Michelle Obama direttamente dalla Casa Bianca). Un po’ meno possibile è spiegare la sconfitta di Lincoln, che aveva praticamente TUTTO per vincere, ed invece partendo da ben 12 candidature si è dovuto accontentare di appena 2 statuette. Che questa fosse un’annata per gli Oscar strana e folle, lo abbiamo detto più volte. Come conferma abbiamo addirittura assistito un pareggio, una cosa rarissima (accaduta solo altre 4 volte), un ex-aequo nel miglior montaggio sonoro tra Skyfall e Zero Dark Thirty. Una grande distribuzione di premi insomma, che ha giovato a tutti i 9 titoli candidati a Miglior Film: dell’elenco, come prevedibile solo Re della Terra Selvaggia è rimasto a secco, gli altri hanno vinto tutti almeno un premio. Ed evidenziamo soprattutto la vittoria di Quentin Tarantino, 18 anni dopo Pulp Fiction, ancora per la sceneggiatura originale.

Veniamo agli attori. Su Anne Hathaway ci sono poche considerazioni da fare, il suo successo era uno dei più scontati. Come attore non protagonista ha trionfato Chrstoph Waltz come molti iniziavano a credere negli ultimi giorni: l’attore austriaco collezione così due Oscar su due nominations, sempre per un film di Tarantino, sempre come non protagonista, sempre quando la sua categoria è la prima premiata in serata. E pensare che fino a tre anni fa nessuno sapeva chi fosse. Come attrice in molti sono stati ingannati dall’effetto “Francia” che influenza molto gli Oscar negli ultimi anni, invece tutto è andato come da copione: Jennifer Lawrence a soli 22 anni, seconda più giovane di sempre a vincere come miglior attrice, ottiene il meritatissimo riconoscimento che consacra definitivamente il suo talento. E poi la storia è stata ancora scritta sul palco: ci voleva Daniel Day-Lewis per interrompere la maledizione, è lui il primo attore a vincere l’Oscar per un film di Spielberg, soprattutto è lui a diventare il primo attore di sempre a vincere 3 Oscar come protagonista maschile. Forse sentiva il peso del record, non a caso l’attore inglese si è insolitamente commosso, per poi iniziare a fare battute come fatto durante questa stagione, un lato ironico dell’attore inglese mai venuto fuori negli anni scorsi.

E la cerimonia in se? E’ stata molto lunga, ben 3 ore e mezza precise, ma fortunatamente non si sono sentite troppo, il ritmo è stato sempre buono. Certo, si potevano evitare parecchi numeri musicali, soprattutto l’omaggio ai musical che poi non si è rilevato tale, avendo ricordato solo film recenti invece dei grandi musical del passato che facevano incetta di Oscar. I vari discorsi di ringraziamento sono stati rapidi e sentiti, nessuno troppo patetico, nessuno col foglietto di nomi in mano (i migliori discorsi indubbiamente quelli di Daniel Day-Lewis, Ben Affleck ed i registi del documentario corto Inocente, la peggiore una ansimante Anne Hathaway che per tutta la stagione dei premi ha fatto discorsi abbastanza mediocri), solo un paio di volte è stata necessaria la musica per mettere fretta a chi parlava. E la prova di Seth MacFarlane come è andata? Diciamolo, c’era già timore anche trai suoi sostenitori, e purtroppo ha deluso. Segmento iniziale troppo lungo e puntato molto sui balletti e sulle canzoni, le battute nel corso della serata erano anche divertenti ma MacFarlane ha cercato forzatamente di essere più irriverente che divertente (dovrebbe ricordarsi che c’è un solo Ricky Gervais). L’ironia è stata una delle grandi assenti nella serata, anche i vari presentatori che si sono succeduti sul palco non hanno regalato chissà quali battute (solo lo scorso anno l’intervento di Emma Stone è ancora ricordato come esilarante).

In definitiva, qualcuno avrà gioito, qualcun altro sarà rimasto deluso, ma la chiave di lettura per non prendere troppo sul serio la situazione è ricordarsi un fatto fondamentale: gli Oscar NON sono i premi più importanti nel mondo del cinema, ma solo i più prestigiosi, per la storia e la tradizione creata attorno a quelle statuette, per la grandissima capacità dell’industria cinematografica americana di pubblicizzarsi, vendersi e autocelebrarsi, e per l’abilità di porsi come ultima data del calendario nella stagione dei premi, trasformando indirettamente tutto quello che c’è prima in un percorso di preparazione. Noi semplicemente da spettatori ci divertiamo e così continueremo a fare, sapendo che ci sono altri modi per valutare davvero i “migliori film”.

Vi ringraziamo per l’attenzione in tutti questi mesi, nella nostra sezione Road to Oscar potete rivivere tutta l’intera stagione, e noi torneremo a settembre ad occuparci della strada per gli Oscar 2014!

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