
Non fatevi ingannare dalla trappola degli omaggi. Va bene il bianco e nero, vanno bene le figure storiche e l’ambientazione negli studios cinematografici degli anni ’30, va bene quel fantastico sonoro come se fosse davvero un film del periodo, vanno bene tutte le citazioni strutturali e visive a Quarto Potere.
Ma si badi bene, Mank non è un vero omaggio. Un omaggio, un tributo era lo scorso anno C’era una volta a Hollywood, non a caso chiunque ha abusato la frase “lettere d’amore al cinema” per descriverlo. Questo invece, adesso, non è una lettera d’amore, non è un omaggio, non è un tributo, non è un ricordo.
Mank è un grande “vaffanculo” a tutto il mondo del cinema, non solo del passato, ma anche del presente. Una lettera di ribellione così acida e profonda che poteva provenire solo da un autore sprezzante, egomaniaco, sicuro di sé e, perché no, anche un po’ cinico come David Fincher.
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