
Per essere un film sul tempo che passa, fino a svanire per sempre, all’inizio in The Irishman il tempo sembra non essere passato mai. Sembra, per qualche secondo, che Martin Scorsese sia sempre quello di Quei Bravi Ragazzi, che abbia voluto portare il suo pubblico nuovamente in quel territorio: si inizia con un bellissimo piano sequenza, parte il voice over, e il protagonista rompe la quarta parete parlando direttamente in camera. Tutto come allora, 30 anni fa tornati in un attimo.
E invece, bastano pochi minuti in The Irishman per capire che quei tempi sono passati, andati, e non torneranno mai più.









