di Emanuele D’Aniello
Finalmente non parleremo più di candidature, ma di vittorie. La fase più lunga e fatica della stagione dei premi è alle spalle, con le nominations più prestigiose ormai alle spalle. E come sono andate queste nominations all’Oscar? Dopotutto si sa, ogni anno all’annuncio delle candidature tutti dicono perchè non è stato nominato quello o quell’altro film, ma accontentare tutti è difficile. Abbiamo visto come sempre sorprese, e quest’anno, pur poche, quelle poche sono state davvero clamorose:
I comuni denominatori degli Oscar sono facili da individuare: nostalgia e sentimento. La maggior parte dei film è ambientata nel passato, film come Midnight in Paris o Hugo Cabret guardano con immensa nostalgia al passato, un film come The Artist quel passato addirittura lo ricrea come nessuno aveva mai fatto. Ma soprattutto con gli Oscar trionfano sempre i film sentimentali, buoni, quelli che ti fanno finire la visione col sorriso o cresciuto. Questo il motivo per cui lo scorso anno un film fenomenale ma apparentemente freddo come The Social Network ha perso contro il classico ma positivo Il Discorso del Re, questo il motivo per cui quest’anno si è materializzato dal nulla nelle nominations Molto Forte Incredibilmente Vicino, mentre film devastanti, forti, violenti, negativi, polarizzanti, addirittura cinici come Millenium, Young Adult, Shame, E Ora Parliamo di Kevin sono stati esclusi, immeritatamente. L’Academy è tradizionale e buonista (a meno che non si presentino capolavori imbattibili come The Departed o Non E’ un Paese per Vecchi) e così sempre sarà, almeno per altri venti anni fino ad un completo ricambio generazionale dei giurati.
Uno sguardo più dettagliato porta a diverse considerazioni:
Le Sorprese
– Ben 9 candidati per il Miglior Film non se lo aspettava nessuno. L’Academy da quest’anno ha deciso che le nominations per la categoria Miglior Film potevano essere da un minimo di 5 ad un massimo di 10, e tutti pensavo che il numero finale di nominati sarebbero stato 7 o 8. Invece alla fine rispetto agli ultimi due anni mancano una sola candidatura. Inoltre, anche il sistema di votazione particolare ha portato risultati imprevisti: i giurati dovevano scrivere i film scelti in ordine di preferenza, e chi avesse ricevuto un minimo del 5% di voti come Numero 1 sarebbe stato nominato, a prescindere dalla quantità complessiva di voti ricevuti nelle altre posizioni. Solo così possiamo immaginare le nominations ricevute da The Tree of Life eMolto Forte Incredibilmente Vicino, che magari non saranno apparsi in molte schede ma avranno ottenuto molte citazioni come Numeri 1 per diversi giurati. Fantastico però l’annuncio in ordine casuale, che ha generato una tensione a tratti incredibile così costretta in pochi secondi.
– Demian Bichir fino a stamattina era un attore messicano semi-sconosciuto, star di un film mai uscito in Europa e distribuito malissimo anche negli Stati Uniti, oggi invece è un candidato all’Oscar. Probabilmente è la più grande sorpresa nelle nominations da diversi anni a questa parte.
– Quando il cast, la troupe e i produttori hanno messo in piedi Le Amiche della Sposa come classica commedia dell’estate americana, nessuno poteva immaginare un tale successo. Ora il film si ritrova con ben due nominations, la prima alla sceneggiatura di Kristen Wiig, anche protagonista della pellicola nonchè una delle comiche più brave in attività, e la seconda per Melissa McCarthy, brava e simpatica attrice ma sinceramente….candidatura scandalosa. Perfetta nel ruolo, ma il ruolo è quello che è, a questo punto perchè non nominare anche Zach Galifianakis di Una Notte da Leoni solo perchè perfetto nel ruolo di macchietta?
– Rooney Mara per la Miglior Attrice: quando è stata selezionata per il delicatissimo ruolo iconico di Lisbeth Salander per il remake di Millenium – Uomini che Odiano le Donne, tutti erano pronti a distruggerla, per dire a priori che nessuno può superare la prova di Noomi Rapace. Una volta uscito il film, tutti zitti a rimangiarsi ogni singola sillaba. Siamo solo all’inizio di una grande carriera.
– Da oggi Gary Oldman non è più uno dei migliori attori al mondo mai nominati per un Oscar. Da oggi Gary Oldman è ufficialmente un candidato. Poco da dire, se non essere felici ed esclamare “era ora..”
– Max Von Sydow nella lista è una lieta notizia per ogni appassionato. Non si capisce però se la sorpresa sia nel vederlo nominato oggi, o nel sapere che una leggenda vivente del cinema è soltanto alla seconda candidatura in carriera.
– Terrence Malick per la regia è una sorpresa fantastica, e ha sfidato anche la preferenza dell’Academy per avere tutti i nominati presenti: Malick non si fa mai vedere in giro in assoluto, Woody Allen non partecipa mai alle premiazioni per scelta, quindi solo 3 su 5 saranno i registi presenti al Kodak Theater. Poco male, casualmente sono proprio quelli che si giocano la vittoria.
– La categoria per la Miglior Canzone è diventata una barzelletta: a cosa serve presentare nelle scorse settimane un listone preliminare con 39 canzoni eleggibili, e poi candidarne solo 2? Una categoria agli Oscar con solo 2 nominations?
Le Omissioni
– The Help doveva essere una sorta di schiacciasassi, ma alla fine ha ottenuto candidature solo per la recitazione, oltre ovviamente che per il film. Se era scontata l’assenza di Tate Taylor tra i registi, l’assenza nella cinquina per la sceneggiatura è a dir poco clamorosa.
– Leonardo DiCaprio, pur autore di una performance notevolissima, è affondato insieme a J. Edgar, uno dei film meno riusciti dell’anno completamente snobbato (giustamente) che però ha finito per trascinare a fondo anche gli attori. Non era certo l’anno della vittoria di DiCaprio, ma quanto altro tempo dovrà aspettare uno dei migliori attori al mondo per ricevere quella statuetta?
– Michael Fassbender e soprattutto Tilda Swinton, autori delle prove più intense e struggenti dell’anno, fuori dalle rispettive cinquine, dopo aver ricevuto nominations ovunque (leggasi Critics, Globes e SAG). Il primo è stato indubbiamente penalizzato dal rating NC17 per il suo film Shame (vale a dire vietato ai minori) che gli ha precluso in partenza il voto dei membri anziani dell’Academy, la seconda ha sofferto una concorrenza mai come quest’anno così forte tra le attrici.
– Questo è il primo anno da quando è nata la categoria per l’animazione in cui la Pixar non è nominata, un record negativo da non sottovalutare, dopotutto Cars 2 non è davvero piaciuto. Anche nella stessa categoria da sottolineare l’assenza di Tintin, nonostante le vittorie ai Globes e ai PGA: evidentemente ancora nessuno digerisce la tecnica della motion capture, un ibrido per alcuni del tutto insipido.
– Molti in America davano da tempo per scontata la candidatura di Albert Brooks come attore non protagonista, ma io personalmente non ho mai creduto in lui e in Drive, un film talmente particolare e fuori canone per l’Academy. Così è stato. Il regista Nicolas Refn si può consolare sapendo di aver realizzato uno dei film cult dei prossimi decenni.
– La colonna sonora martellante e all’avanguardia di Millenium, uno dei migliori lavori in assoluto in carriera per Trent Reznor e Atticus Ross, non è stata nominata. Senza mezzi termini, un vero sacrilegio.
– Tra i documentari, molti addetti ai lavori davano per favorito alla vittoria Project Nim, che sta facendo discutere da molto tempo e dovrebbe anche arrivare nelle nostre sale. Non è stato nemmeno nominato: bizzarrie dell’Academy.
Le Statistiche
– E’ ovviamente la prima volta in cui i film candidati per il premio massimo sono 9.
– E’ la prima volta in cui ben 4 candidati a Miglior Film (Moneyball, Midnight in Paris, The Tree of Life e The Help) sono già disponibili in dvd negli Stati Uniti.
– Tra le pellicole candidate a Miglior Film, sorprendentemente il film che con l’incasso maggiore è The Help, con 170 milioni ottenuti negli Stati Uniti.
– Secondo il sito rottentomatoes.com, che raccoglie le recensioni di tutti i maggiori critici americani, Molto Forte Incredibilmente Vicino del regista inglese Stephen Daldry ha il record di essere il film peggio recensito nella storia tra i i candidati a Miglior Film, con appena il 48% di recensioni positive. Nella storia tutti i candidati a Miglior Film non sono mai scesi sotto il 70% di recensioni positive. Il precedente record negativo apparteneva a The Reader, curiosamente sempre diretto da Daldry.
– Salendo a quota 7 candidature, Steven Spielberg diventa il produttore più nominato nella categoria Miglior Film.
– Woody Allen supera in due classifiche il leggendario Billy Wilder: salendo a quota 23 nominations diventa il regista/sceneggiatore più nominato nella storia, inoltre per la settima volta ottiene la doppietta regia/sceneggiatura, superando le sei doppiette di Wilder. Allen ottiene anche la 15esima nomination per la sceneggiatura, tutte ottenute per sceneggiature originali.
– Meryl Streep è alla sua 17esima nomination, confermando come suo il record assoluto nella storia tra attori e attrici. Pur avendo già due statuette, l’ultima risale a quasi trenta anni fa con La Scelta di Sophienel 1983, e viene quindi da 12 nominations consecutive tramutate in sconfitta.
– Martin Scorsese raggiunge la cifra tonda, 10 nominations: sette per la regia, due per la sceneggiatura, e una come produttore, ottenuta proprio con Hugo Cabret per la prima volta.
– Cifra tonda anche per il nostro Dante Ferretti, che proprio con la scenografia di Hugo Cabret raggiunge la sua decima nomination in carriera.
– Dei 20 attori nominati, solo 9 hanno recitato in candidati a Miglior Film. Lo scorso anno furono addirittura 15 su 20.
– Dei 20 attori nominati, 2 hanno già vinto in passato (George Clooney e Meryl Streep), 9 sono stati già nominati almeno una volta, e altri 9 sono alla prima candidatura in carriera.
– Glenn Close è alla sesta nominations, ma è la prima dopo 23 anni di digiuno.
– George Clooney per la seconda volta in carriera è nominato come attore e per la sceneggiatura, e ancora una volta le nominations arrivano con due film diversi.
– Kenneth Branagh alla quinta candidatura ha un record unico e particolare, infatti tutte le cinque nominations sono arrivate in categorie diverse: regista, sceneggiatura, cortometraggio, attore e ora attore non protagonista.
– Max Von Sydow e Christopher Plummer sono i più vecchi nominati, entrambi ad 82 anni. Inoltre, entrambi sono solo alla seconda nomination in carriera.
– Viola Davis è appena la seconda attrice afro-americana ad ottenere più di una nomination in carriera agli Oscar: la prima è stata Whoopi Goldberg.
– Greg Russell con Transformers 3 ottiene la 15 nomination in carriera per il sonoro. Deve ancora vincere un Oscar.
– John Williams, nominato ben due volte per la colonna sonora con Tintin e War Horse, raggiunge così la sua 47esima nomination in carriera, record assoluto per un’artista vivente. Nella classifica totale dei più nominati è dietro solo a Walt Disney, inarrivabile con 61 nominations (e ben 22 vittorie, altro record individuale).
Per concludere, ricordiamo che la cerimonia degli Oscar si terrà la notte del 26 febbraio condotta da Billy Crystal. IN questo mese d’attese vedremo consegnati svariati premi di categorie che daranno indicazioni precise sul destino delle varie statuette.



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