judge movie

The Judge di David Dobkin, con Robert Downey Jr, Robert Duvall, Vera Farmiga, Vincent D’Onofrio, Leighton Meester, Billy Bob Thornton, Dax Shepard   USA 2014

di Emanuele D’Aniello

The Judge, per esprimere un sintetico riassunto ed essere anche un po’ cattivi in partenza, rappresenta il tentativo di Robert Downey Jr di affrancarsi quando può dai film di supereroi e interpretare personaggi normali, ricordando a se stesso e al pubblico il suo status da attore completo. Dopotutto questo film lo ha anche prodotto e coltivato nel corso degli anni. Il suo tentativo è impeccabile, rafforzato anche dalla scelta di affiancarsi ad un veterano serio e bravo come Robert Duvall, che da navigato esperto non sbaglia una sola virgola nella sua interpretazione. Dopotutto sono le prove di questi due attore a salvare un film altrimenti classificabile come passaggio pomeridiano su una rete televisiva.

David Dobkin conoscerà anche il mestiere, ma non è certo il regista in grado di tenere in piedi una storia simile, tantomeno governare e capire quando frenare o accelerare. Scorrete la filmografia del regista e capirete perchè questa non è una pellicola nelle sue corde. The Judge è infatti un film totalmente al servizio delle due star principali, e ovviamente per metterli e mettersi in mostra il rischio di strafare diventa prestissimo una realtà. Manca al film qualcuno con l’abilità di imbrigliare la storia, e soprattutto con l’autorevolezza giusta per dire a chi di dovere di strappare una buona trentina di pagine dalla sceneggiatura. Siamo infatti in presenza di una storia alquanto generica e poco originale: il classico uomo di successo che torna, solitamente costretto dopo un evento tragico, nel paesello d’origine da cui era scappato da giovane e incontra fantasmi del passato e una famiglia disfunzionale con cui i rapporti sono a dir poco freddi. Anche tutti gli aspetti thriller e da dramma giudiziario del film, per quanto a tratti interessanti, sono un mero pretesto per far riavvicinare la figura del figlio e del padre.

Ovviamente i limiti del film non vanno trovati nella sua banalità. Quante volte una trama piuttosto generica in partenza non ha poi impedito ad un film di essere efficace? Se raccontata bene, una storia può riuscire a colpire sempre e comunque. The Judge invece si zavorra da solo in molte scene inutili, spesso ripetitive, lungaggini eccessive, sottotrame assolutamente deleterie che infatti poi non portano a nulla, e un finale che prima sbaglia il timing, poi sembra addirittura di troppo. Insomma, sono 140 minuti per un film che poteva durare mezz’ora di meno. Non poco. Oltretutto, anche il disegno dei protagonisti non è certo dei migliori: se il personaggio di Duvall è altamente prevedibile in ogni mossa, quello di Downey Jr sembra trovarsi nel film sbagliato. Il film infatti ripetutamente, attraverso molti dialoghi e discorsi, vuole farci credere che il suo personaggio sia un egoista, uno st****o,  con lo scopo di farlo redimere durante la vicenda. Ma in realtà, vedendo lo sviluppo narrativo, il protagonista è padre affettuoso, un marito ferito, un fratello amorevole e un figlio disponibile. Insomma, la rappresentazione del personaggio non corrisponde minimamente a quanto si dice nel film, e ovviamente ciò finisce per far perdere efficacia alla narrazione.

Però, come detto in apertura, ci sono Duvall e Downey Jr, talmente bravi e in parte da salvare numerose scene che in altre mani sarebbero cadute nel melodrammatico in un attimo. Pensiamo alla scena del bagno, in cui si passa dalla lacrima alla risata con una naturalezza e un’onestà impareggiabile. Downey Jr è ormai rodato e abilissimo nel comunicare le sue emozioni con gli occhi, in più ha instaurato quella credibilità e fiducia col pubblico – vedete che i film di supereroi a qualcosa servono – per cui gli basta davvero poco per toccare la corda emotiva giusta. Duvall, che dalla sua ha l’esperienza e soprattutto una felice scelta di casting, abita un personaggio davvero cucito su misura, si permette di recitare con misura dando quindi maggiore potenza emotiva, quando arrivano, alle sue esplosioni e alle sue mancanze.

Come detto, The Judge non è certo il film più originale possibile, e sceglie di battere anche strade piuttosto scontate allontanandosi così dalla delicatezza di un Nebraska, per fare un esempio con un recente film dalla simile premessa. Salvato dalle solide interpretazioni centrali, diventa un godibile film per famiglie che fatica a lasciare il segno.

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