BASTARDI
PER LA GLORIA

  • Operation Fortune: Ruse de Guerre

    Gli ultimi anni sono stati assolutamente pieni per Guy Ritchie, un regista che qualche tempo fa sembrava appassito e invece ha piazzato, praticamente uno dopo l’altro, titoli di successo tra ritorni al suo stile (The Gentlemen) o blockbuster miliardari (Aladdin).

    Ora ci riprova con Operation Fortune: Ruse de guerre, action comedy di spionaggio che mette insieme il suo attore feticcio Jason Statham al suo nuovo preferito Hugh Grant, con Josh Hartnett e Aubrey Plaza. Ecco a voi il trailer.

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  • Si è spenta a 93 anni Lina Wertmüller, leggendaria regista italiana e prima donna a ricevere una nomination all’Oscar per la regia.

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  • Uno dei migliori film d’animazione degli ultimi tempi, e in assoluto uno dei migliori titoli della saga dell’Uomo Ragno, è stato senza dubbio l’esordio animato di Miles Morales del 2018 prodotto dai geniacci Lord & Miller. Ora online arriva il primo teaser trailer dell’atteso sequel, con una sorpresa: quel “Part One” nel titolo che lascia capire che ci sarà anche un terzo film.

    Spider-Man Across The Spider-Verse (Part One) uscirà nell’ottobre 2022, ma intanto possiamo goderci le prime iperspettacolari immagini.

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  • Drive My Car, Cannes 2021, Cannes

    La stagione dei premi è davvero iniziata e, come ogni anno, dopo i risultati della National Board of Review subito dopo tocca ai premi della New York Film Critics Circle, una delle più importanti associazioni critiche d’America e la più antica.

    E c’è assolutamente da stimare i critici della Grande Mela perché orgogliosamente valutano solo i propri gusti senza rincorrere mode o pronostici da Oscar: lo scorso anno con la vittoria di First Cow per la prima volta nella storia un film vincitore a New York ha poi preso 0 nominations agli Oscar, e un film qui vincitore non vince l’Oscar più importante addirittura da dieci anni. Ora diventeranno sicuramente undici anni, perché il premio del 2021 è andato al giapponese Drive My Car di Ryusuke Hamaguchi, già premio per la sceneggiatura a Cannes. La vittoria è però un buon segno per la categoria del film straniero: nella storia è il 6° film non americano a vincere a New York, e i precedenti sono stati tutti nominati all’Oscar per il film internazionale.

    Ma, se proprio vogliamo provare a leggere questi giudizi in chiave Academy, certamente pesano i premi vinti da Il Potere del Cane e da Licorice Pizza. Intanto, per avere un’idea più precisa, trovate tutti i vincitori dopo il dettaglio:

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  • Ci siamo, la stagione è dei premi è finalmente iniziata.

    Come spesso accade ad aprire le danze è la National Board of Review, la prima associazione critica ad esprimersi quest’anno, la più antica d’America e una delle più prestigiose. La sua particolare composizione – la giuria è formata da giornalisti non solo di cinema, accademici, artisti di vario genere e addirittura studenti – ha sempre portato a risultati originali e spesso significativi.

    E possiamo dirlo anche quest’anno, non perché non si pensasse che il film vincitore non piacesse, ma perché non si credeva potesse vincere qualcosa subito. E invece la vittoria va a film Licorice Pizza, il nuovo film Paul Thomas Anderson che porta a casa anche il premio per la regia. Da segnalare, tra i vari premiati, la doppia affermazione per King Richard, i due premi ricevuti da Asghar Farhadi, e la vittoria della debuttante Rachel Zegler tra le attrici, che a 20 anni è la più giovane vincitrice di sempre alla NBR.

    Dopo il break tutti i vincitori in tutte le categorie, ricordando sempre come leggere questi risultati in chiave Oscar ora che la stagione è iniziata e la caccia aperta: dal 2000 solamente quattro film qui vincitori hanno poi vinto l’Oscar per il miglior film (l’ultimo è stato Green Book), e altrettante solo quattro volte nella storia un vincitore della National Board poi non è stato almeno nominato all’Oscar (l’ultima proprio la scorsa stagione con Da 5 Bloods).

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  • Nel corso degli anni sono stati tanti i progetti di Martin Scorsese annunciati e poi, col passare del tempo, tristemente annullati oppure finiti nel dimenticatoio senza più una parola. Ma ora le cose sono diverse grazie a due parole iper-contemporanee: streaming e social.

    Ovvero, se ci sono dietro i (tanti) soldi di un servizio streaming, e se i vari nomi coinvolti confermano personalmente e pubblicamente nei loro profili social, allora il progetto pare più solido che in passato. Pertanto, non è solo un rumour affermare che il prossimo film diretto da Martin Scorse sarà un biopic su Jerry Garcia, frontman dei Grateful Dead, interpretato da Jonah Hill.

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  • A dicembre arriverà nei cinema il terzo capitolo della saga di Spider-Man targata Sony e Marvel, e il film intraprende la nuova moda del genere: introdurre il multiuniverso dei fumetti.

    Infatti il trailer di Spider-Man: No Way Home ci propone villain di vecchi film mai affrontati da Tom Holland, ma dagli altri Spider-Man cinematografici (e magari, seppur non visti ora nel trailer, ci saranno anche loro?), e vedremo come tutto ciò si mischierà nel risultato finale.

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  • Don't Look Up

    Jennifer Lawrence, Leonardo DiCaprio, Timothée Chalamet, Meryl Streep, Cate Blanchett, Jonah Hill, Chris Evans, Mark Rylance, Tyler Perry, Ron Perlman, Ariana Grande, Michael Chiklis, Melanie Lynskey.

    Ammettiamolo, il film Don’t Look Up potrebbe essere di qualsiasi genere e parlare di qualsiasi trama – già che ci siamo, racconta di due astrofisici che danno vita a un tour globale per avvisare l’umanità di un meteorite che sta per cadere sulla Terra – ma lo vedremmo comunque per il pazzesco cast assemblato.

    Adam McKay dirige, Netflix mostra al mondo dal 24 dicembre. Ecco intanto il trailer online per farvi un’idea.

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  • The French Dispatch

    Per essere un regista innamorato, anzi direi ossessionato, dalle precisissime linee geometriche, la carriera di Wes Anderson non segue e non è paragonabile a nessuna figura geometrica.

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  • Freaks out, divertente storia circense che ci dice alcune cose del nostro Paese - Il Fatto Quotidiano

    Freaks Out è stato sia osannato sia deriso ancor prima dell’uscita, che a dir la verità è si è fatta attendere più del dovuto per una serie di cause e concause continue. Si è creato quindi attorno all’opera seconda di Gabriele Mainetti, involontariamente, quell’hype che il marketing italiano non dà mai ai suoi “film evento” e che invece sarebbe stato necessario creare volontariamente.

    Questo, dopotutto, è il destino di qualsiasi blockbuster. E sì, Freaks Out è un blockbuster, cosa che fa quasi strano dire per un film italiano. Ma lo è davvero, con tutta la catena di pregi e difetti che ne derivano.

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