
Oltre ad essere “solo” un film, Logan è prima di tutto una risposta a tutti coloro che ritengono le storie di supereroi, oppure i film tratti da fumetti in generale, inferiori al resto e meno degni di chissà cosa. Perché sia chiaro a tutti come premessa, Logan è un film di supereroi fatto e finito dal primo al’ultimo minuto: diffidate di chi vi dice che è un western, che è un un road movie, che è un violento dramma distopico, perché lo dicono esattamente coloro che non riescono ad ammettere che un autentico comic-book movie su un mutante possa arrivare a tali livelli di profondità e universale emotività.
Logan è il simbolo dell’eccellenza a cui, nel corso dei decenni, i fumetti hanno portato le storie di supereroi utilizzate come paradigma metaforico per esplorare le limitazioni umane, è il ritorno a quelle storie in cui la psicologia dell’eroe di fronte alla sconfitta ha avvicinato il genere alla letteratura, ridonando dignità (ma non che ne avessero bisogno) a giganti come Frank Miller, Alan Moore e Grant Morrison. Ed i fumetti di questi signori qui, non a caso, non sono mai stata roba per bambini.
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