BASTARDI
PER LA GLORIA

  • La stagione dei premi è ufficialmente aperta, e come spesso accade ad iniziare le danze è la National Board of Review (lo scorso anno segnò la roboante entrata in scena di Mad Max), la prima associazione critica ad esprimersi quest’anno, la più antica d’America e una delle più prestigiose. La sua particolare composizione – la giuria è formata da giornalisti non solo di cinema, accademici, artisti di vario genere e addirittura studenti – ha sempre portato a risultati originali e spesso significativi.

    Quest’anno non solo a vincere, ma davvero a trionfare è stato Manchester by the Sea: non possiamo definire questo risultato una sorpresa, è uno dei titoli di punta della stagione e tra i favoriti, ma sicuramente non ci si aspettava ben 4 premi. Continua poi l’amore per Moonlight, c’è il primo riconoscimento della stagione per Silence, il grande favorito della stagione La La Land è menzionato nella top ten della giuria, mentre stupisce la totale assenza di Jackie.

    Nel dettaglio, tutti i vincitori della NBR 2016:

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  • Sono state rese note le nominations per gli Annie Awards 2017, il massimo premio cinematografico per il cinema d’azione.

    A guidare il plotone con 11 nominations complessive troviamo Zootropolis, il film della Disney non a caso grande favorito per la corsa all’Oscar nella categoria, ed a seguire Kubo e la Spada Magica con ben 10 nominations. A seguire tutti i titoli più amati della stagione, e le due categorie principali degli Annie sono un buon indicatore per i prossimi Oscar: da questi titoli uscirà la cinquina dell’Aademy.

    I vincitore degli Annie Awards saranno annunciati il prossimo 4 febbraio.

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  • L’elezione di un papa iper-progressita, quasi contro i canoni e dettami dottrinali classici della Chiesa, può ovviamente capitare, ed è sempre più facile da immaginare andando avanti con i decenni.

    L’elezione di un papa ultra-conservatore, al tempo stesso, è ugualmente probabile che capiti, un retrogrado oscurantista quasi in risposta proprio ai tempi che cambiano.

    Ma la genialità di The Young Pope non risiede in questa semplice quanto importante dicotomia: no, la prima serie tv di Paolo Sorrentino esplora un altro tema, ovvero la ben più improbabile elezione di un papa che non crede in Dio. Davvero, può un papa non credere in Dio? Sicuramente no, ma se così fosse?

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    Completiamo il nostro discorso sulle tante categorie degli Oscar ma soprattutto vi introduciamo all’arrivo dei premi della critica.

    Di tutto questo e altro parliamo nel 20° appuntamento (cifra tonda, non sarebbe possibile senza voi che ci ascoltate) del nostro Oscar Talk. Il sottoscritto Emanuele D’Aniello e Simone Fabriziani di AwardsToday, che come sempre ringrazio sentitamente, vi tengono compagnia fino a fine febbraio per parlare solo ed esclusivamente della stagione dei premi, una prima assoluta nel web italiano.

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  • the-oscar

    Dopo l’AFI Festival e soprattutto le proiezioni di tutti gli altri film più attesi, alla vigilia dei primi pesanti premi della critica, è il momento di aggiornare i nostri pronostici per la Road to Oscar 2017.

    L’ultima edizione di ottobre la trovate qui e qui, e adesso ricomincio naturalmente con le tante categorie tecniche, e come promesso andando avanti col tempo continuo a diminuire le opzioni di pronostico.

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  • Silence Martin Scorsese

    27 anni non sono certo pochi. Ma sono stati il tempo necessario per realizzare Silence, il vero sogno cinematografico di Martin Scorsese, che dopo così tanto tempo ha trasformato il suo dream project in un vero film, e ora possiamo goderci il primo trailer.

    Dal romanzo di Shusake Endo, il film racconta la persecuzione dei missionari cristiani nel Giappone feudale, in particolare il viaggio che due preti portoghesi intraprendono per riportare a casa il loro vecchio mentore accusato di apostasia (l’abbandono della fede).

    Come avrete capito c’è tutto il vero Scorsese: peccato, colpa, indagine sulla fede….il 12 gennaio non è mai stato così tanto atteso.

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  • E’ curioso e senz’altro bizzarro il fatto che l’allucinante e tragica storia vera di Christine Chubbuck non sia mai stata portata al cinema. D’altro canto però, è anche normale che il cinema più hollywoodiano abbia lasciato sotto traccia una conclusione così drammatica, delegando tale responsabilità al cinema indipendente.

    In ogni caso, la storia di Christine Chubbuck meritava sicuramente di essere raccontata, soprattutto perché non definita solo dal suo brutto finale: è la storia, dopotutto, di un essere umano che soffre proprio per il silenzio che gli sta attorno.

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  • Ci sono registi che fanno film originali, e fortunatamente sono davvero tanti. Poi ci sono quelli che fanno film politicamente scorretti, a volte sono per il semplice gusto fine a sé stesso, e poi anche i registi abili a creare storie controverse.

    Ma forse c’è un solo regista a cui si può dare veramente la definizione di sovversivo: Paul Verhoeven. La sua filmografia, unica e strampalata quanto vogliamo, lo conferma appieno.

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  • 6876426_orig

    Abbiamo iniziato una nuova lunga cavalcata per scoprire i 40 migliori film degli anni ’40, una delle classifiche più difficile da fare. Ricordando come questo elenco sia il più imparziale possibile, e come la differenze tra i vari titoli sia davvero minima, perché parliamo del meglio tra centinaia di migliaia di pellicole realizzate, continuiamo a scalare le posizioni rivisitando incredibili opere cinematografiche.

    Posizioni 40-31
    Posizioni 30-21

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