Categoria: Recensioni
-
Mi è venuto un dubbio, anzi, una domanda retorica onestamente. Che gli americani non sappiamo realizzare più spy story degne di questo nome e questo genere? La scorsa estate Atomica Bionda è stato una delusione. Un film completamente vuoto, nel quale l’azione non era solo il centro di tutto, ma l’unica cosa degna di nota. Adesso,…
-
Sapevo sarebbe arrivato questo momento, quello in cui avrei dovuto parlare di Il Filo Nascosto. Mica facile. Come si può descrivere e commentare, dopotutto, la perfezione? Con questo non voglio subito dire che il film sia perfetto, un risultato che spesso non è nemmeno positivo. E poi sarebbe una partenza fin troppo esagerata. Per perfetto…
-
Questa non è una vera recensione di The Disaster Artist, come intuite facilmente dal titolo. Il motivo è che, semplicemente, non penso la meriti.
-
nota: questo è un repost della recensione precedentemente pubblicata durante il Festival di Venezia 2017
-
Wakanda non esiste, questo è chiaro. Come non esiste uno pseudo-paese del terzo mondo che in realtà possiede una tecnologia così avanzata da poter costruire astronavi. Eppure, il mondo che circonda Wakanda esiste eccome.
-
Avete tutti presente cosa è diventato il cinema di Clint Eastwood, vero? Se nello scorso decennio ha osato raccontare storie progressiste sulla diversità, sulla xenofobia, sull’eutanasia, improvvisamente i suoi lavori sono diventati inni della forza americana, anzi, precisamente manifesti del pensiero conservatore americano. Non un male a prescindere, naturalmente, ognuno ha le proprie idee. Ma…
-
I film d’animazione non sono tutti uguali. Questa cosa ogni tanto me la ricorda, fortunatamente, la Aardman Animations, la compagnia britannica specializzata in claymation che sarà meno celebrata di Pixar, Dreamworks e compagnia bella, ma talvolta sa essere ugualmente degna di nota e profonda. Sicuramente, è una delle più creative e votate al puro divertimento.…
-
La grandezza di un film si rivela quando meno te lo aspetti. E, in particolar modo, quando pochi se ne accorgono, senza far rumore. Tra le tanti frasi, assiomi, paradigmi, veri e propri inni civili di The Post, c’è una frase particolare che in pochi hanno colto o sottolineato, che in realtà racchiude l’intera essenza…
-
Partiamo dalla fine. Partiamo dalle lacrime di Elio su quei clamorosi titoli di coda. Decido di partire da qui per un semplice motivo: vorrei provare a decifrare con voi il senso di quelle lacrime. Lacrime che, se vedete bene, pian piano si trasformano anche in un sorriso. Anzi, soprattutto in un sorriso.
-
nota: questo è un repost della recensione precedentemente pubblicata durante il Festival di Venezia 2017
