Categoria: Recensioni
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Quella che state per leggere è senz’altro la frase che resterà dell’esperienza chiamata Tenet. “Non cercare di capire“ Ah sì? Ma davvero?
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Dobbiamo, per forza di cose, partire dalla gigantesca prova di Elio Germano.
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Il cinema italiano non ha una vera tradizione di film spaziali (non oso nemmeno dire di fantascienza, che sarebbe addirittura fuori luogo) perché naturalmente gli interessi e le influenze sono sempre state altre. Il nostro, a parte qualche escursione nel surreale, è sempre stato un cinema con i piedi per terra, anche nei grandi filoni…
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Avete presente quando, tanto tempo fa, c’erano quelle belle commedie che facevano ridere e al tempo stesso riflettere? Quando riuscivano a prendere qualcosa di abusato e tirarne fuori qualcosa di non solo divertente, ma anche nuovamente originale? Quando bastavano due attori per farti pagare il prezzo del biglietto? Ecco, tutte queste sensazioni sono tornate vedendo…
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Quando noti che quasi tutti i personaggi in Greyhound li avrebbe potuti interpretare Tom Hanks, non solo il protagonista come accade, capisci che questo film è letteralmente estensione, se non copia carbone, della sua immagine pubblica e privata che tutti conoscono. E amano, ovviamente.
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Mettere in un film d’azione Charlize Theron è sempre, a prescindere da tutto, una buonissima idea. Partiamo quindi con le cose positive di The Old Guard.
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Prima cosa, diamo subito merito a Spike Lee per aver realizzato un film col Vietnam nella storia senza aver messo una sola canzone dei Creedence Clearwater Revival, cantori ufficiosi di tutti i film sulla “american war”. E allora, prima di partire con la recensione, sigla!
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Film autobiografici, in cui il protagonista interpreta quasi sé stesso. Precisamente su un comico, quasi sconosciuto fuori dagli Stati Uniti, che esperienze al cinema le può contare sulle dita di una mano. Judd Apatow al timone, uno che soffre di megalomania galoppante. Insomma, gli ingredienti per il disastro ci sono tutti. Quello che ne è…
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Non siamo dalle parti di Victor Hugo, state tranquilli. Non ci sono Fantine e Cosette, Javert e Gavroche. Eppure, il loro spirito e soprattutto le loro tribolazioni sono presenti in questo contemporaneo I Miserabili. Perché, pur non essendo un adattamento dell’omonimo romanzo, il regista Ladj Ly dimostra che la Francia attuale non è meno sofferente,…
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Con la visione di Capone avevo in programma di scriverne la recensione, come faccio normalmente per i film in uscita (anche se questo arriva in VOD, ma ci siamo capiti). Ma adesso, dopo averlo visto, so che Capone non può essere definito come un film, e non so nemmeno bene cosa sia in realtà, pertanto…
