Categoria: Recensioni

  • La Befana vien di notte e ti porta il carbone se sei stato cattivo, questa frase la sentivo spesso da bambino. Non so voi, ma a me onestamente quel carbone di zucchero non è mai piaciuto. Figuratevi ora, un po’ più grandicello, come è dover digerire pure il cinecarbone.

  • Se alzate gli occhi al cielo, nel mondo del cinema Disney, noterete che Mary Poppins è tornata. E con lei il suo ombrello, la sua borsa, e il suo carico di magie e dolcezza. Un ritorno che avviene 54 anni dopo il primo “atterraggio”. Anni che però non si notano perché rivederla fa sembrare tutto…

  • nota: questo è un repost della recensione precedentemente pubblicata durante la Festa del Cinema di Roma 2018  

  • nota: questo è un repost della recensione precedentemente pubblicata durante il Festival di Venezia 2018  

  • Suona tra il ridicolo e l’assurdo dire che, per Il Testimone Invisibile, un criterio di giudizio di riferimento è “essere un film italiano”. Eppure è verissimo. Perché, nel panorama del cinema di genere che in Italia sta rinascendo negli ultimi anni, quando arriva qualcosa per altri normale, da noi invece è sensazionale. Iperbole poi declinata…

  • Che poi, a dirla tutta, non ho ancora capito se la definizione “guilty pleasure” sia una cosa buona o brutta. Ma in questa categoria Un Piccolo Favore rientra a pieno titolo. Il film di Paul Feig è esattamente quello. Estremamente godibile e divertente quando lo guardi, ma talmente leggero che una volta finito hai già…

  • Credetemi, è davvero difficile fare ancora qualcosa di nuovo, diverso, innovativo con la fantascienza. Forse è il genere più abusato e per mille finalità diverse, grazie alle infinite possibilità metaforiche che offre. Anche quando si riesce a fare qualcosa di originale, influenze e citazioni, seppur solo formali, rimangono sempre evidenti. Eppure, adesso High Life è…

  • In un certo senso, il titolo italiano del film, Copia Originale, è piuttosto singolare. Come può un qualcosa che è copiato essere originale, e viceversa? Eppure, per una volta, il titolo italiano è quasi più sensato di quello vero (per la cronaca, è “Can You Ever Forgive Me?”).

  • C’è una grossa differenza tra il realizzare un’opera prima quando si è ventenni o trentenni, e il realizzare un’opera prima quando si ha 46 anni. Come nel caso di Valerio Mastandrea con Ride. C’è tutta la differenza del mondo. Perché da giovani c’è molta più pressione ma anche più libertà. Le opere prime da giovani…

  • Non posso naturalmente suggerire e tantomeno consigliare il consumo di droga, qualunque essa sia. Nemmeno velatamente. Ma immagino cosa possa essere vedere Mandy sotto l’effetto di determinate sostanze.