Categoria: Recensioni
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Prendiamo subito la primissima scena di The Farewell, una conversazione telefonica tra nonna, in Cina, e nipote, a New York. Una scena breve, semplice, canonica. Eppure, in questo scambio, le frasi dette dalle due sono tutte bugie. Non è certo una bugia il sincero e profondo affetto tra le due, eppure non (si) dicono mai…
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C’è più di un motivo se la vicenda di Antigone è, da secoli e secoli, adattata in tanti film, in ogni forma. Se i temi toccati dalla tragedia di Sofocle riescono ancora a riecheggiare così fortemente oggi.
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Motherless Brooklyn è l’esempio archetipale di un genere, in questo caso specifico il noir. In poche parole, visto questo film è come aver visto tutti gli altri noir messi insieme.
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Un ragazzo incontra una ragazza. Tutto molto semplice. Se non fosse che, nell’universo cinematografico di Makoto Shinkai, l’incontro non può essere semplice: lei, infatti, è una “portatrice di sereno”, una ragazza che, con le sue preghiere e le sue buone intenzioni, può cambiare il meteo da cattivo a bello.
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AAA Cercasi Ang Lee disperatamente. Qualcuno sa dirmi che fine ha fatto il regista taiwanese autore di alcuni tra i più bei film degli ultimi venti anni? Il regista che ha vinto due Oscar, e addirittura ben due volte il Leone d’Oro al Festival di Venezia?
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Come si fa a ridere, a essere felici, a guardare dall’altra parte, quando l’intera società, l’intero mondo va a rotoli? Questo è l’urgente quesito che si pone Joker, film sulle origini del più famoso villain dei fumetti che, essendo completamente slegato e autonomo da ogni collegamento con altri film dell’universo DC, rimane lontano da quel…
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Disclaimer: chi vi scrive è un enorme fan dei The Beatles, che ritiene il suo gruppo musicale preferito, oltre che il migliore di sempre. La visione di Yesterday, pertanto, non avrebbe potuto essere una visione qualunque.
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L’errore più grande di Rambo 5 (oltre ad averlo realizzato, potrebbe affermare qualcuno sarcasticamente) è tutto nei titoli di coda. Nella carrellata di immagini dei film passati.
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nota: questo è un repost della recensione precedentemente pubblicata durante il Festival di Venezia 2018
