
World War Z di Marc Forster, con Brad Pitt, Mireille Enos, Daniella Kertesz, Fana Mokoena. USA 2013
di Emanuele D’Aniello
Immaginate una riunione importante all’ultimo piano della sede di un grosso studio cinematografico americano: ci sono i capi, i produttori, gli esperti di marketing, e magari qualche giovane sceneggiatore. Tutti riuniti per decidere quale sarà il loro blockbuster estivo, quel film a cui affidare una montagna di soldi per ricavarne poi molti di più, quel film da affidare a qualche attore stra-noto in tutto il mondo. Tutti si spremono le meningi, pensano a cosa realizzare, vagliano romanzi da adattare, storie vecchie da modernizzare, idee fresche e originali, franchise sicuri, ma niente li stuzzica veramente. I produttori non sanno che pesci prendere, i giovani sceneggiatori vedono bocciata ogni loro proposta perchè troppo rivoluzionaria quindi rischiosa. Devono spendere 200 milioni di budget, non si può rischiare! Ore che passano, telefonate agli uffici dello studio oltreoceano, litri di caffè che vanno, poi all’improvviso qualcuno ha la brillante e originalissima idea: “facciamo un bel film sugli zombie!”. Silenzio spaesato, tutti si guardano intorno, poi il boato e 92 minuti di applausi. Un collega, entusiasta dall’idea, aggiunge: “prendiamo il libro di Max Brooks sull’epidemia degli zombie e facciamoci un film”, il capoccia dello studio è d’accordo, l’importante è però che il libro sia cambiato del tutto, uguale deve rimanere solo il titolo. Insomma, non fatico ad immaginare e credere che la decisione di realizzare World War Z sia andata davvero così. Ma sapete quale è la cosa più sorprendente? Il prodotto finale è migliore del processo decisionale. (altro…)