BASTARDI
PER LA GLORIA

  • CLOUD ATLAS

    Cloud Atlas di Andy Wachowski, Lana Wachowski, Tom Tykwer, con Tom Hanks, Halle Berry, Jim Broadbent, Jim Sturgess, Ben Whishaw, Hugh Grant, Hugo Weaving, James D’Arcy, Susan Sarandon, Doona Bae.  USA/Germania 2012

    di Emanuele D’Aniello

    In una recentissima occasione, analizzando Vita di Pi, abbiamo toccato l’argomento dei cosiddetti romanzi infilmabili, opere letterarie di qualsiasi natura che per una serie di motivi sono ritenuti impossibili da trasporre al cinema. Tra questi rientra appunto Cloud Atlas, romanzo dell’inglese David Mitchell pubblicato nel 2004 diventato subito oggetto cult. I motivi per la sua “infilmabilità” sono numerosi: la lunghezza, la quantità di personaggi, la quantità di storie raccontate in luoghi e tempi diversissimi, gli scenari imponenti, la complessità dei temi. Quando fortunatamente, come nel caso di Vita di Pi, il materiale è in mano ad un maestro come Ang Lee, la barca arriva in porto; quando in questo caso il materiale è ancora più ambizioso, ed è mano a tre teste pensanti (ben tre registi) di cui due sono i Wachowski, che non azzeccano un film da un decennio, le difficoltà si moltiplicano. Cloud Atlas in poche parole più che un film è un manuale: come rendere più confuso qualcosa già confuso in partenza. (altro…)

  • master

    The Master di Paul Thomas Anderson, con Joaquin Phoenix, Philip Seymour Hoffman, Amy Adams.
    USA 2012

    di Emanuele D’Aniello

    Who is the Master? Chi è il Maestro? Questa è una delle prime domande che lo spettatore si pone dopo aver visto un film che di domande ne lascia aperte tante. Il vero maestro, come tutti lo chiamano nel film, è Lancaster Dodd interpretato da Philip Seymour Hoffman, colui che si erge come leader della setta nota come La Causa, e guida uno stuolo di adepti e fanatici? Oppure il vero maestro è Freddie Quell interpretato da Joaquin Phoenix, perchè con i suoi comportamenti animaleschi ma profondamente umani riesce a travolgere tutti e tutto cioè che ha attorno? Oppure il vero maestro è Peggy Dodd interpretata da Amy Adams, la moglie del leader che riesce a muoversi nell’ombra ed influenzare chi la conosce? Il dubbio rimane. Ma nell’incertezza, una risposta c’è: il vero maestro con la M maiuscola è Paul Thomas Anderson, film dopo film sempre più consacrato come uno dei maggiori autori americani in attività, ormai al vertice del proprio talento visivo e creativo. (altro…)

  • 1b

    Vita di Pi  (Life of Pi) di Ang Lee, con Suraj Sharma, Irrfan Khan, Rafe Spall.   USA 2012

    di Emanuele D’Aniello

    Esistono numerosissimi romanzi che non a caso vengono definiti “infilmabili” quando si tratta di trasporli al cinema. Gli esempi sono tanti, e in questa categoria per anni è rientrato il romanzo “Life of Pi” del canadese Yann Martel. Ci voleva un grande autore come Ang Lee, un gigante del nostro cinema che in carriera ha spaziato praticamente in ogni genere sempre con risultati notevolissimi, per superare gli ostacoli dell’adattamento, ma non ogni singolo problema. Perchè se qualcosa è ritenuta infilmabile, dopotutto qualche motivo ci sarà. (altro…)

  • hobbit-023529r

    Lo Hobbit: un Viaggio Inaspettato di Peter Jackson, con Martin Freeman, Ian McKellen, Cate Blanchett, Ian Holm, Christopher Lee, Hugo Weaving, Elijah Wood, Andy Serkis.   Nuova Zelanda 2012

    di Valerio Carta

    A otto anni dall’uscita delle sale di tutto il mondo de Il Signore degli Anelli – Il Ritorno del Re, film che completava una trilogia capace di lasciare un segno nella storia del cinema, Peter Jackson prova a cavalcare l’onda del grande successo con Lo Hobbit, trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo di J.R.R Tolkien, antecedente alla trilogia dell’anello. Partiamo da un presupposto: è ingiusto nei confronti di questo film aspettarsi un nuovo Signore degli Anelli. Perché, sì, Jackson è sempre lo stesso, ma le due opere di Tolkien differiscono molto tra di loro. In primis, per lo stile: Lo Hobbit è una fiaba che negli anni ha raggiunto una reputazione tale da essere considerata un classico della letteratura, ma rimane un racconto fantastico e avventuroso – inizialmente considerato un libro rivolto a soli bambini – con toni spensierati ben diversi da quelli presenti nella successiva trilogia. Non si può dire che la travagliata produzione, contraddistinta da una divergenza di opinioni interne che ha portato a continui rinvii, abbia aiutato Lo Hobbit a scrollarsi di dosso il peso del suo (cinematografico) predecessore, dividendo la trasposizione in tre parti. Solo la prima dura poco meno di tre ore, il che non è necessariamente un male se si pensa all’attenzione con cui sono stati inserite le Appendici e altre produzioni di Tolkien, ma stonano contrapponendole alle sole 300 pagine del libro. Nella letteratura una divisione del genere, in pura forma teorica, può funzionare, poiché in un mondo immaginario un lettore si focalizza principalmente su un determinato libro. Nel cinema c’è una sorta di competizione tra due o più film che a volte non si nota, ma che nel corso della storia ha portato a sottovalutare alcune opere per sopravvalutarne altre. (altro…)

  • mk1212-610x380

    Moonrise Kingdom di Wes Anderson, con Kara Hayward, Jared Gilman, Bruce Willis, Frances McDormand, Edward Norton, Bill Murray, Tilda Swinton, Jason Schwartzman, Harvey Keitel.   USA 2012

    di Emanuele D’Aniello

    Gustarsi e vedere un film di Wes Anderson non è paragonabile a nessuna altra esperienza, come Wes Anderson stesso non è paragonabile a nessun altro regista. Lui riflette esattamente i suoi film, e divide in egual misura: i detrattori non sopportano il gusto eccentrico, i personaggi stralunati e pieni di idiosincrasie, l’alone retrò ed in alcuni casi snob che dona ai suoi film, mentre chi lo ama, oltre ad amarlo per i suddetti identici motivi, adora i suoi colori, le sue musiche, i suoi costumi, i suoi dialoghi. Di sicuro un film di Wes Anderson rappresenta un mondo a parte, in cui immergersi totalmente accettandone le regole. Quando poi ti trovi di fronte il suo film più sentimentale, ed uno dei migliori se non il migliore, tutto quello detto in precedenza è moltiplicato all’ennesima potenza. (altro…)

  • twilight-breaking-dawn-2-pictures-9-610x429

    The Twilight Saga: Breaking Dawn Part II di Bill Condon, con Kristen Stewart, Robert Pattinson, Taylor Lautner.   USA 2012

    di Emanuele D’Aniello

    Nel giro di un anno e poco più, abbiamo vissuto la conclusione di saghe cinematografiche di una certa importanza, ed ora è il turno di Twilight. Il botteghino ha dimostrato un affetto incommensurabile da parte dei fans, ripagati nel corso dei vari film oltre ogni misura, sacrificando per loro le scelte più audaci e decisive per fare un salto di qualità, che in 5 film non è mai arrivato. Perlomeno, questo capitolo finale non segna nuove vette di bruttezza e non peggiora quanto visto nei capitoli precedenti…ma questo è un pregio della pellicola o un difetto per lo standard bassissimo della serie? (altro…)

  • arg217-610x407

    Argo di Ben Affleck, con Ben Affleck, Bryan Cranston, Alan Arkin, John Goodman.  USA 2012

    di Emanuele D’Aniello

    A volte, pensandoci bene il più volte, la storia è davvero un film. Nel 1979, subito dopo la rivoluzione islamica che portò al potere l’ayatollah Khomeini in Iran, l’ambasciata americana di Teheran fu presa d’assalto dai rivoluzionari, gli impiegati furono presi in ostaggio per oltre 400 giorni e solo 6 cittadini americani riuscirono a farla franca, nascondendosi in casa dell’ambasciatore canadese. La CIA, col fondamentale contributo del governo canadese, organizzò una folle missione per farli tornare in patria, coinvolse Hollywood per ideare un finto film di fantascienza da girare in Iran, così da poter ottenere il permesso di entrare ed uscire dal paese per portare via i sei ospiti dell’ambasciatore canadese spacciandoli, per membri della troupe del film. E si, questo non è un film, ma una storia vera. (altro…)

  • skyfall

    007: Skyfall di Sam Mendes, con Daniel Craig, Javier Bardem, Judi Dench, Ralph Fiennes, Ben Whishaw, Naomie Harris, Berenice Marlohe.  Gran Bretagna 2012

    di Emanuele D’Aniello

    Ormai 48 anni fa Missione Goldfinger, terzo capitolo della serie dopo Licenza di Uccidere e Dalla Russia con Amore, introduceva tutti gli aspetti caratteristici della saga e del personaggio, più i gadget di Q, l’amata Aston Martin, uno schema d’azione classico, e consacrava il mito di Bond. Ora nel 2012 il nuovo film Skyfall, non casualmente proprio il terzo capitolo della nuova serie dopo Casino Royale e Quantum of Solace, introduce finalmente il nuovo Q, riporta l’Aston Martin, riporta la Walther PPK, riporta la storica segretaria di M, e firma il miglior film possibile per il Bond del terzo millennio. Insomma, Skyfall sta a Goldfinger non solo numericamente e come importanza, ma soprattutto qualitativamente. (altro…)

  • amour_a

    Amour di Michael Haneke, con Emmanuelle Riva, Jean-Louis Trintignant, Isabelle Huppert.  Austria/Francia 2012

    di Emanuele D’Aniello

    Cuore e sentimento, due elementi, spesso fondamentali per determinati film, costantemente e volontariamente assenti dalla filmografia di Michael Haneke, il maestro austriaco cantore della violenza e del dolore. Quando questi due elementi si trovano in un suo film, senza cambiare alcunchè dello stile e della poetica dell’autore, ma semmai aggiungendo qualcosa di nuovo e diverso, creare il capolavoro è quasi semplice. Ma paradossalmente, anche con questi due elementi presenti, Haneke è riuscito a realizzare forse il suo film più terrificante, duro, difficile e devastante. (altro…)

  • coganstrade

    Cogan – Killing Them Softly di Andrew Dominik, con Brad Pitt, Richard Jenkins, James Gandolfini, Ray Liotta, Scott McNairy, Ben Mendelsohn.  USA 2012

    di Emanuele D’Aniello

    Il regista neozelandese Andrew Dominik, al terzo film in carriera, ci dà il benvenuto al primo crime movie politico nella storia del cinema. Con la sua opera precedente, il lirico e maestoso L’Assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford, il regista aveva preso il genere americano per antonomasia, il western, per destrutturarlo e raccontare una tematica completamente diversa. Qui compie la stessa identica operazione, prendendo un altro mito del cinema americano, i film di gangster, per parlare di tutt’altro, raccontare dei giorni nostri e lanciare una delle critiche al sistema America più riuscite degli ultimi tempi. (altro…)