BASTARDI
PER LA GLORIA

  • Joseph Gordon-Levitt; Bruce Willis

    Looper di Rian Johnson, con Joseph Gordon-Levitt, Bruce Willis, Emily Blunt, Jeff Daniels, Paul Dano.   USA 2012

    di Emanuele D’Aniello

    Al termine di Looper, una volta che si è assorbito il potente finale, si esce dal cinema felici di aver assistito ad un film innovativo, dinamico, coinvolgente, intelligente. Sono tutti aspetti positivi, ma potrebbero essere anche fattori di rischio sotto altri punti di vista: in un mondo cinematografico popolato da franchise e film fotocopia, vedere un film così originale rischia di sopravvalutare l’opera stessa. Ecco, non bisogna lasciarsi ingannare ne da un verso ne dall’altro: Looper è a tutti gli effetti un bellissimo film, una notevole e completa esperienza cinematografica, una pellicola che merita le lodi ricevute negli ultimi mesi. (altro…)

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    Lincoln di Steven Spielberg, con Daniel Day-Lewis, Sally Field, Tommy Lee Jones, Joseph Gordon-Levitt, David Strathairn, Lee Pace, James Spader, Walton Goggings, John Hawkes, Hal Holbrook, Gloria Reuben, Jared Harris.   USA 2012

    di Emanuele D’Aniello

    Lincoln. Solo pronunciare questo nome in America mette nella gente una certa soggezione e al tempo stesso ammirazione. Abraham Lincoln è tuttora il presidente forse più amato, celebrato, ricordato e citato nella storia americana, specie negli ultimi anni l’attuale presidente Barack Obama lo ha preso come esempio in moltissimi suoi discorsi. Perchè Lincoln più che un presidente, più che un politico, addirittura più che un uomo, è stato una raccolta di ideali, un pensiero, un santo in vita. Con tutte queste premesse, capirete bene che realizzare un film su di lui rischiava altamente l’agiografia, soprattutto nelle mani di un regista come Steven Spielberg che, pur essendo uno dei più grandi di sempre, ha come noto difetto quello di cedere troppo e troppo spesso al sentimentalismo. Lincoln, il film questa volta, è tutto quello che rischiava di essere e fortunatamente non è. (altro…)

  • flight_denzel washington

    Flight di Robert Zemeckis, con Denzel Washington, Kelly Reilly, John Goodman, Don Cheadle, Bruce Greenwood, Melissa Leo.   USA 2012

    di Emanuele D’Aniello

    Fare un film non è una cosa che si dimentica da un giorno all’altro. Qualcuno aveva dei sospetti, dei dubbi, sicuramente paura dopo un decennio di flop e film in motion capture di dubbia qualità. Ma pur essendo passati dieci anni dal suo ultimo film in live action, il regista tra gli altri di Ritorno al Futuro, Forrest Gump,Cast Away, non poteva dimenticare tutto. Flight è la prova che Robert Zemeckis è ancora un grande nome del cinema americano, in grado di realizzare una delle sequenze più spettacolari e drammatiche degli ultimi anni per poi sterzare e raccontare, in modo del tutto anti-spettacolare, una grande storia umana. (altro…)

  • django unchained tarantino

    Django Unchained di Quentin Tarantino, con Jamie Foxx, Christoph Waltz, Leonardo DiCaprio, Kerry Washington, Samuel L. Jackson, Don Johnson, Walton Goggins.   USA 2012

    di Emanuele d’Aniello

    Se c’è un film atteso da milioni di fans in tutto il mondo, questo è indubbiamente Django Unchained. E non lo diciamo solo perchè il nome del nostro sito è un chiaro omaggio al cinema di Tarantino, o solo perchè già da mesi abbiamo letto e recensito la sceneggiatura, ma perchè Tarantino è amato in maniera trasversale da tantissimi appassionati, forse perchè lui stesso, prima di essere un regista e uno sceneggiatore, è un vero appassionato di cinema in maniera viscerale, un filmaker che non realizza film ma autentici sogni di un tipico spettatore che vorrebbe mettersi dietro la macchina da presa. Tarantino gioca da sempre, e al tempo stesso diverta e realizza grandi e particolarissimi film. Cosa chiedere di più? (altro…)

  • fr3456

    Frankenweenie di Tim Burton.   USA 2012

    di Emanuele Daniello

    La scorsa primavera Tim Burton ci aveva già provato, ma il suo Dark Shadows si rivelò non solo un flop commerciale, ma soprattutto un film piuttosto deludente. Eppure il film sprizzava burtonismo da tutti i pori. Forse è ormai questo il difetto dell’autore? Rimanere troppo imprigionato nella propria poetica, nel proprio stile, diventando uno schiavo della sua stessa visione e replicando fino all’esaurimento le proprie caratteristiche, lasciando la vitalità da un’altra parte? Il dubbio era ed è ancora legittimo, ma una parziale risposta è arrivata. Ed è un bel no. Perchè allo stesso modo Frankenweenie è un film stracolmo di burtonismo, più di alcuni suoi film recenti, eppure è in assoluto uno dei miglior film del regista. (altro…)

  • CLOUD ATLAS

    Cloud Atlas di Andy Wachowski, Lana Wachowski, Tom Tykwer, con Tom Hanks, Halle Berry, Jim Broadbent, Jim Sturgess, Ben Whishaw, Hugh Grant, Hugo Weaving, James D’Arcy, Susan Sarandon, Doona Bae.  USA/Germania 2012

    di Emanuele D’Aniello

    In una recentissima occasione, analizzando Vita di Pi, abbiamo toccato l’argomento dei cosiddetti romanzi infilmabili, opere letterarie di qualsiasi natura che per una serie di motivi sono ritenuti impossibili da trasporre al cinema. Tra questi rientra appunto Cloud Atlas, romanzo dell’inglese David Mitchell pubblicato nel 2004 diventato subito oggetto cult. I motivi per la sua “infilmabilità” sono numerosi: la lunghezza, la quantità di personaggi, la quantità di storie raccontate in luoghi e tempi diversissimi, gli scenari imponenti, la complessità dei temi. Quando fortunatamente, come nel caso di Vita di Pi, il materiale è in mano ad un maestro come Ang Lee, la barca arriva in porto; quando in questo caso il materiale è ancora più ambizioso, ed è mano a tre teste pensanti (ben tre registi) di cui due sono i Wachowski, che non azzeccano un film da un decennio, le difficoltà si moltiplicano. Cloud Atlas in poche parole più che un film è un manuale: come rendere più confuso qualcosa già confuso in partenza. (altro…)

  • master

    The Master di Paul Thomas Anderson, con Joaquin Phoenix, Philip Seymour Hoffman, Amy Adams.
    USA 2012

    di Emanuele D’Aniello

    Who is the Master? Chi è il Maestro? Questa è una delle prime domande che lo spettatore si pone dopo aver visto un film che di domande ne lascia aperte tante. Il vero maestro, come tutti lo chiamano nel film, è Lancaster Dodd interpretato da Philip Seymour Hoffman, colui che si erge come leader della setta nota come La Causa, e guida uno stuolo di adepti e fanatici? Oppure il vero maestro è Freddie Quell interpretato da Joaquin Phoenix, perchè con i suoi comportamenti animaleschi ma profondamente umani riesce a travolgere tutti e tutto cioè che ha attorno? Oppure il vero maestro è Peggy Dodd interpretata da Amy Adams, la moglie del leader che riesce a muoversi nell’ombra ed influenzare chi la conosce? Il dubbio rimane. Ma nell’incertezza, una risposta c’è: il vero maestro con la M maiuscola è Paul Thomas Anderson, film dopo film sempre più consacrato come uno dei maggiori autori americani in attività, ormai al vertice del proprio talento visivo e creativo. (altro…)

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    Vita di Pi  (Life of Pi) di Ang Lee, con Suraj Sharma, Irrfan Khan, Rafe Spall.   USA 2012

    di Emanuele D’Aniello

    Esistono numerosissimi romanzi che non a caso vengono definiti “infilmabili” quando si tratta di trasporli al cinema. Gli esempi sono tanti, e in questa categoria per anni è rientrato il romanzo “Life of Pi” del canadese Yann Martel. Ci voleva un grande autore come Ang Lee, un gigante del nostro cinema che in carriera ha spaziato praticamente in ogni genere sempre con risultati notevolissimi, per superare gli ostacoli dell’adattamento, ma non ogni singolo problema. Perchè se qualcosa è ritenuta infilmabile, dopotutto qualche motivo ci sarà. (altro…)

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    Lo Hobbit: un Viaggio Inaspettato di Peter Jackson, con Martin Freeman, Ian McKellen, Cate Blanchett, Ian Holm, Christopher Lee, Hugo Weaving, Elijah Wood, Andy Serkis.   Nuova Zelanda 2012

    di Valerio Carta

    A otto anni dall’uscita delle sale di tutto il mondo de Il Signore degli Anelli – Il Ritorno del Re, film che completava una trilogia capace di lasciare un segno nella storia del cinema, Peter Jackson prova a cavalcare l’onda del grande successo con Lo Hobbit, trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo di J.R.R Tolkien, antecedente alla trilogia dell’anello. Partiamo da un presupposto: è ingiusto nei confronti di questo film aspettarsi un nuovo Signore degli Anelli. Perché, sì, Jackson è sempre lo stesso, ma le due opere di Tolkien differiscono molto tra di loro. In primis, per lo stile: Lo Hobbit è una fiaba che negli anni ha raggiunto una reputazione tale da essere considerata un classico della letteratura, ma rimane un racconto fantastico e avventuroso – inizialmente considerato un libro rivolto a soli bambini – con toni spensierati ben diversi da quelli presenti nella successiva trilogia. Non si può dire che la travagliata produzione, contraddistinta da una divergenza di opinioni interne che ha portato a continui rinvii, abbia aiutato Lo Hobbit a scrollarsi di dosso il peso del suo (cinematografico) predecessore, dividendo la trasposizione in tre parti. Solo la prima dura poco meno di tre ore, il che non è necessariamente un male se si pensa all’attenzione con cui sono stati inserite le Appendici e altre produzioni di Tolkien, ma stonano contrapponendole alle sole 300 pagine del libro. Nella letteratura una divisione del genere, in pura forma teorica, può funzionare, poiché in un mondo immaginario un lettore si focalizza principalmente su un determinato libro. Nel cinema c’è una sorta di competizione tra due o più film che a volte non si nota, ma che nel corso della storia ha portato a sottovalutare alcune opere per sopravvalutarne altre. (altro…)

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    Moonrise Kingdom di Wes Anderson, con Kara Hayward, Jared Gilman, Bruce Willis, Frances McDormand, Edward Norton, Bill Murray, Tilda Swinton, Jason Schwartzman, Harvey Keitel.   USA 2012

    di Emanuele D’Aniello

    Gustarsi e vedere un film di Wes Anderson non è paragonabile a nessuna altra esperienza, come Wes Anderson stesso non è paragonabile a nessun altro regista. Lui riflette esattamente i suoi film, e divide in egual misura: i detrattori non sopportano il gusto eccentrico, i personaggi stralunati e pieni di idiosincrasie, l’alone retrò ed in alcuni casi snob che dona ai suoi film, mentre chi lo ama, oltre ad amarlo per i suddetti identici motivi, adora i suoi colori, le sue musiche, i suoi costumi, i suoi dialoghi. Di sicuro un film di Wes Anderson rappresenta un mondo a parte, in cui immergersi totalmente accettandone le regole. Quando poi ti trovi di fronte il suo film più sentimentale, ed uno dei migliori se non il migliore, tutto quello detto in precedenza è moltiplicato all’ennesima potenza. (altro…)