BASTARDI
PER LA GLORIA

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    Noah di Darren Aronofsky, con Russell Crowe, Jennifer Connelly, Emma Watson, Logan Lerman, Douglas Booth, Ra Winstone, Anthony Hopkins   USA 2014

    di Emanuele D’Aniello

    Chiamatela curiosità, paradosso, maledizione dell’artista, insomma come volete. Ma è davvero incredibile pensare che un regista che indaga costantemente il tema dell’ossessione, forse l’elemento centrale della propria poetica cinematografica e presente in ogni suo film, sia stato personalmente ossessionato in carriera dalla volontà di realizzare due film, The Fountain e l’attuale Noah, e proprio queste due opere si siano rivelate le sue meno riuscite. (altro…)

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    Divergent di Neil Burger, con Shailene Woodley, Kate Winslet, Theo James, Jai Courtney, Zoe Kravitz, Miles Teller, Maggie Q, Ashley Judd, Tony Goldwyn, Ray Stevenson, Ansel Elgort   USA 2014

    di Emanuele D’Aniello

    Ormai possiamo definire a tutti gli effetti gli adattamenti dei romanzi per “giovani adulti” come un vero e proprio genere cinematografico. Ma dopo un paio di anni di assestamento, tanti flop e tanti film mandati al macello, i creatori di questo genere hanno capito che il modello di riferimento da seguire non è quello di Twilight – il cui successo non era legato certo alla qualità infima delle pellicole, quanto allo stordimento delle fans per il triangolo Kristen Stewart/Robert Pattinson/Taylor Lautner – ma ovviamente quello di Hunger Games, che è riuscito a creare con se tutto un universo godibile a prescindere dalla conoscenza dei romanzi. Divergent si inserisce quindi in questo secondo filone, con risultati piuttosto alterni. (altro…)

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    Captain America: the Winter Soldier  di Anthony Russo & Joe Russo, con Chris Evans, Robert Redford, Scarlett Johansson, Samuel L. Jackson, Sebastain Stan, Anthony Mackie, Frank Grillo, Emily Van Camp, Cobie Smulders   USA 2014

    di Emanuele D’Aniello

    Per capire il successo dei film della Marvel e il modo prepotente con cui sono effettivamente entranti nell’immaginario collettivo e nella cultura pop degli ultimi anni, andare a leggere gli impressionati incassi è quasi diventato superfluo. Un altro dato infatti è molto più significativo e simbolico: la scelta di Robert Redford di partecipare, lui santo patrono del cinema indipendente, al suo primo blockbuster a ben 77 anni. E appunto non ha scelto un film qualunque, di blockbuster ormai ce ne sono a bizzeffe, ma un film Marvel. E la scelta è stata a dir poco fortunata, infatti Captain America: The Winter Soldier è mani bassissime il miglior film della Marvel dai tempi del primo Iron Man sei anni fa. (altro…)

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    Non Buttiamoci Giù ( A Long Way Down) di Pascal Chaumeil, con Pierce Brosnan, Toni Collette, Aaron Paul, Imogen Poots   Gan Bretagna 2014

    di Emanuele D’Aniello

    Cosa hanno in comune William Shakespeare e Nick Hornby, oltre la provenienza inglese? Ok, la risposta più facile è il mestiere, scrittori entrambi, ma in ambito cinematografico c’è una cosa che li unisce: sono tra gli autori più saccheggiati dal cinema. Non dobbiamo certo elencarvi la moltitudine di opere del Bardo adattate dal cinema, in tutte le ere e in tutte le versioni, ma a guardar bene non esiste uno scrittore contemporaneo come Hornby che negli ultimi 20/15 abbia ispirato così tanto e così spesso il cinema. E l’ennesimo film tratto da un suo romanzo, Non Buttiamoci Giù, si esalta dal mucchio grazie ad un poco invidiabile traguardo: è indubbiamente il peggior adattamento di un romanzo di Hornby mai realizzato. (altro…)

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    Lei (Her) di Spike Jonze, con Joaquin Phoenix, Scarlett Johansson, Amy ADams, Rooney Mara, Olivia Wilde, Chris Pratt   USA 2013

    di Emanuele D’Aniello

    Ma chi ha detto che oggi al cinema non c’è più nulla di originale, creativo, innovativo? Chiedere a Spike Jonze. L’autore, dopo aver collaborato per anni con la mente geniale di Charlie Kaufman, ha appreso benissimo la lezione e al suo primo film interamente scritto da solo firma una delle migliori sceneggiature degli ultimi tempi e quello che indubbiamente è finora il suo migliore film. E ciò che stupisce ancora di più, è il fatto che possiamo definire in tanti i modi Lei, come film di fantascienza, come realtà distopica, come storia d’amore tra un uomo e una macchina, ma alla fine la storia racchiude una semplicità, umanità e universalità difficilmente riscontrabile in tanti altri film molto più convenzionali. (altro…)

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    Snowpiercer di Bong Joon-ho, con Chris Evans, Song Kang-ho, Tilda Swinton, Octavia Spencer, John Hurt, Jamie Bell, Ed Harris   Sud Corea/USA 2013

    di Emanuele D’Aniello

    Anche se ovviamente il grande pubblico non lo sa, di Snowpiercer si è parlato fin troppo negli ultimi mesi, tanto da creare un’attesa quasi spasmodica. Se e è parlato per l’esordio in lingua inglese del regista sudcoreano Bong Joon-ho, che con i suoi film precedenti si è creato un bel cult following, se ne è parlato per le controversie con i produttori e i tagli fatti alla pellicola senza il consenso del regista, contro cui si sono schierati tutti gli attori del cast (ma tranquilli, la versione nei cinema italiani è quella integra e originale) e per il genere affrontato, quel filone distopico che regala sempre grandi storie e forti raffronti con l’attualità sociale. Forse però al film avrebbero giovato meno chiacchiere e più sostanza. (altro…)

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    Saving Mr. Banks di John Le Hancock, con Emma Thompson, Tom Hanks, Colin Farrell, Paul Giamatti, Bradley Whitford, Ruth Wilson, Rachel Griffiths, BJ Novak, Jason Schwartzman   USA/Gran Bretagna 2013

    di Emanuele D’Aniello

    Pur non essendo il protagonista del film e della storia raccontata, la maggior curiosità dietro Saving Mr Banks è legata al vedere interpretato, per la prima volta al cinema, una figura leggendaria e così amata come quella di Walt Disney. Ma già durante il film, e soprattutto alla fine, a colpire e rimanere nel cuore è la protagonista Pamela Travers. Le sue gioie, i suoi dolori, le sue forzatura di carattere, la sua tenacia, la sua commozione, i suoi ricordi, sono tutti sentimenti che creano in difetti e pregi un grande essere umano. (altro…)

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    12 Anni Schiavo (12 Years a Slave) di Steve McQueen, con Chiwetel Ejiofor, Michael Fassbender, Lupita Nyong’o, Sarah Paulson, Benedict Cumberbatch, Paul Dano, Paul Giamatti, Brad Pitt   USA 2013

    di Emanuele D’Aniello

    Nel cinema moderno una delle cose che più disorienta, rispetto ai canoni del passato, sono i generi. Ormai quasi tutti i film sono inclassificabili, i confini tra dramma e commedia sono addirittura scomparsi con l’avvento del dramedy, e indicare un film con le categorie tradizionali spesso inganna lo spettatore. Magari si consiglia un film che sembra un thriller e poi thriller non è. Ora vi starete giustamente chiedendo il motivo di questa noiosa e apparentemente inutile premessa alla recensione di un film come 12 Anni Schiavo, ma il motivo è presto detto: se si volesse dare un genere a questo film, quello non sarebbe il dramma, ma l’horror. Davvero non si esagera nell’affermare che 12 Anni Schiavo è a tutti gli effetti un film horror. (altro…)

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    A Proposito di Davis (Inside Llewyn Davis) di Joel Coen & Ethan Coen, con Oscar Isaac, Carey Mulligan, Justin Timberlake, John Goodman, F. Murray Abraham, Adam Driver, Garrett Hedlund.  USA 2013

    di Emanuele D’Aniello

    Una settimana nella vita di Llewyn Davis. Una settimana nella New York del 1961, precisamente nel Village popolato da cantanti poeti e da giovani che cercano di costruirsi una vita solo con l’arte. Ma di centinaia, probabilmente migliaia di persone che all’epoca hanno cercato di sbarcare il lunario con la musica, o con l’arte in generale, quanti sono quelli che ce l’hanno fatta davvero? Anche nel mondo d’oggi, con i talent show che popolano le televisioni e la vita quotidiana, quanti sono quelli che riescono davvero a tirare avanti solo col talento in una qualsiasi disciplina? Quante sono le persone che, pur essendo bravissime a fare ciò che fanno, hanno quel che serve per passare al livello successivo? (altro…)

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    Monuments Men di George Clooney, con George Clooney, Matt Damon, Cate Blanchett, Bill Murray, John Goodman, Jean Dujardin, Bob Balaban, Hugh Bonneville   USA 2014

    di Emanuele D’Aniello

    E’ sicuramente nobile l’intenzione di George Clooney di realizzare questo film, oltretutto ancor più nobile considerando la decisione di toglierlo dalla stagione dei premi, periodo che avrebbe sicuramente inserito il film in altri discorsi non inerenti la qualità o la tematica. Raccontare non solo la guerra, non solo gli uomini, ma anche lo stato dell’arte durante la guerra, la debolezza delle opere d’arte che vanno salvaguardate ad ogni costo per ricordare le cose davvero positive che gli uomini lasciano, ponendosi continuamente la domanda: la salvezza di un’opera d’arte vale la vita di un uomo? (altro…)