BASTARDI
PER LA GLORIA

  • The Counselor di Ridley Scott, con Michael Fassbender, Javier Bardem, Cameron Diaz, Brad Pitt, Penelope Cruz   USA 2013

    di Emanuele D’Aniello

    The Counselor è l’ennesima prova, se qualcuno ancora non lo avesse capito, che al cinema la somma degli addendi non basta a realizzare un buon film, e che praticamente sempre è invece fondamentale una buona sceneggiatura. Qui abbiamo un regista di talento come Ridley Scott, un cast stellare, e la prima sceneggiatura per il cinema di Cormac McCarthy, forse il più grande scrittore americano contemporaneo. Eppure il risultato non è solo un film deludente, non è solo un film sbagliato e non riuscito, ma soprattutto e semplicemente un brutto film. (altro…)

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    Lo Sguardo di Satana – Carrie di Kimberly Peirce, con Chloe Grace Moretz, Julianne Moore, Judy Greer, Gabriella Wilde, Portia Doubleday   USA 2013

    di Emanuele D’Aniello

    Nella dilagante moda recente di remake, sequel, reboot, e spin-off, un posto d’onore lo ha preso il genere horror. Sembra infatti che praticamente tutti i classici del genere, in un modo o nell’altro, debbano avere per forza una rivisitazione cinematografica moderna. Non stupisce quindi che anche un grande classico come Carrie – Lo Sguardo di Satana non eviti questo trattamento. Parlare comunque di remake del grande film di Brian DePalma del 1976 non solo è ingeneroso per la versione attuale, ma anche sbagliato, essendoci un materiale di riferimento originale, vale a dire il romanzo di Stephen King, da cui trarre il reale spunto. Questo nuovo film è quindi più semplicemente un nuovo adattamento del romanzo…di cui comunque non se ne sentiva davvero il bisogno. (altro…)

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    American Hustle di David O. Russell, con Christian Bale, Amy Adams, Bradley Cooper, Jennifer Lawrence, Jeremy Renner, Louis CK   USA 2013

    di Emanuele D’Aniello

    Tutto il cinema di David O. Russell, non lo scopriamo certo ora, si basa sui personaggi e sulle interazioni umane, gruppi di amici o reti familiari, sviscerando i rapporti alla base della grande tragicommedia della vita. Questa poetica cinematografica si è accentuata di più negli ultimi anni grazie ad una maggiore consapevolezza artistica dei propri mezzi, e dopo The Fighter e Il Lato Positivo, American Hustlerappresenta l’ideale chiusura di una vera e propria trilogia tematica. Ma l’amore infinito di Russell per i propri personaggi, ed il grande talento nel disegnarli, se aiutava The Fighter a non rimanere ingabbiato nei clichè dei film sulla boxe, e arricchiva Il Lato Positivo facendolo diventare più di una semplice commedia romantica, ora paradossalmente frena la riuscita di American Hustle perchè relega in secondo piano una trama interessante e intrigante. (altro…)

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    The Butler di Lee Daniels, con Forest Whitaker, Oprah Winfrey, David Oyelowo, Cuba Gooding Jr, Lenny Kravitz, Yaya Alafia, Terence Howard   USA 2013

    di Emanuele D’Aniello

    Esistono certi film che, paradossalmente, mostrano benissimo i limiti stessi del cinema. The Butler, pur non volendo, quei limiti li mostra tutti. Dopotutto è praticamente impensabile raccontare 80 anni di storia americana, e sperare pure di approfondirla, in appena 2 ore di film, quando ci vorrebbe come minimo una mini-serie tv per raggiungere un tale scopo. E con tutti gli eventi da raccontare e i personaggi da mostrare, diventa anche impossibile capire cosa può significare l’incredibile vita di un uomo di colore che ha visto da bambino il padre ucciso nei campi di cotone e poi da anziano ha potuto votare e contribuire all’elezione del primo presidente nero. (altro…)

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    I Sogni Segreti di Walter Mitty (The Secret Life of Walter Mitty) di Ben Stiller, con Ben Stiller, Kristen Wiig, Sean Penn, Adam Scott, Shirley McLaine, Kathryn Hahn, Patton Oswalt   USA 2013

    di Emanuele D’Aniello

    Quando si guarda e valuta un film per scriverne poi una recensione, i criteri di giudizio sono tanti e molto diversi tra loro: spesso soggettivi, quasi sempre e per forza oggettivi, con la maggior parte legata alla classica categoria “varie ed eventuali”. Tra queste, pare strano, in alcuni casi può rientrare addirittura il periodo d’uscita. Dopotutto i produttori non scelgono mai a casaccio le date d’uscita dei film, selezionate per studiare la concorrenza, il periodo di maggiore incasso e anche quello che può creare o meno aspettative sul livello del film. In questo senso, l’uscita di un film stracolmo di buoni sentimenti come I Sogni Segreti di Walter Mitty non solo è perfetta per il periodo natalizio, ma addirittura ne riqualifica e eleva il messaggio. (altro…)

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    Frozen: il Regno di Ghiaccio di Jennifer Lee, Chris Buck    USA 2013

    di Emanuele D’Aniello

    Dopo il grandissimo successo degli anni ’90, la Disney si è trovata di fronte ad un bivio importantissimo, incalzata dall’esplosione di altre compagnie d’animazione: proseguire sul proprio percorso o innovarsi. Nel dubbio, la Disney ha finito per perdere la propria anima, e ha spesso tirato fuori film deludenti (Koda Fratello Orso), pallide imitazioni dei grandi classici del passato (La Principessa e il Ranocchio), qualche sparuto successo (Rapunzel) e qualche trionfo (Ralph Spaccatutto). Frozen è però la risposta al quesito iniziale e a quasi dieci anni di ricerca: un film che si innova nella tradizione. (altro…)

  • Philomena di Stephen Frears, con Judi Dench, Steve Coogan   Gran Bretagna 2013

    di Emanuele D’Aniello

    La storia narrata in Philomena, se non fosse realmente accaduta ed estrapolata nei suoi tanti colpi di scena dalla vera cronaca, a molti potrebbe sembrare fin troppo artificiale. Dal primo all’ultimo secondo, fotogramma dopo fotogramma, il film pare preso da una manuale di sceneggiatura davvero basilare, costruito su misura per far commuovere lo spettatore. Fortunatamente colei che dà titolo al film esiste davvero, e l’attrice che ha l’onore di interpretarla è una delle migliori in circolazione. Con un personaggio e una attrice così, tutto diventa migliore. (altro…)

  • hobbit

    Lo Hobbit: la Desolazione di Smaug di Peter Jackson, con Martin Freeman, Ian McKellen, Luke Evans, Cate Blanchett, Evangeline Lilly, Lee Pace, Benedict Cumberbatch, Orlando Bloom, Richard Armitage   Nuova Zelanda 2013

    di Emanuele D’Aniello

    Ricordate l’entusiasmo palpabile che un anno fa aveva investito praticamente ogni appassionato al momento dell’uscita nei cinema del primo Lo Hobbit? Entusiasmo, frenesia, gioia, pura e semplice goduria all’idea di rivedere un film di Peter Jackson ambientato nella Terra di Mezzo, a dieci anni di distanza dall’epico trionfo di Il Signore degli Anelli. Poi però, quasi subito, quell’entusiasmo è un pizzico scemato, se non spento quantomeno freddato, e di molto. Un Viaggio Inaspettato aveva deluso molti con i suoi difetti narrativi e di tono, presentandosi come un film drenato da ogni tematica e trasformato in una purissima avventura per i più piccoli. Per carità, fedele all’opera originale di Tolkien, ma un passo indietro rispetto al fascino di Il Signore degli Anelli. Di conseguenza, con molto aspettative necessariamente, e in un certo senso anche fortunatamente, abbassate, questo secondo film diventa già la prova del nove. (altro…)

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    Blue Jasmine di Woody Allen, con Cate Blanchett, Sally Hawkins, Alec Baldwin, Bobby Cannavale, Andrew Dice Clay, Louis CK, Peter Sarsgaard, Michael Stuhlbarg, Alden Ehrenreich   USA 2013

    di Emanuele D’Aniello

    All’inizio Blue Jasmine sembra il classico film di Woody Allen. Dopo qualche minuto in cui sembra un dramma, inizi a pensare sia una commedia. Quando gli elementi drammatici riaffiorano, inizi a credere sia una tipica black comedy, in cui si ride ma non per motivi divertenti in se. Pian piano, capisci che stai assistendo ad un dramma in piena regola. Ma solo alla fine si concretizza la realtà: davanti agli occhi, sul grande schermo, c’è forse il film più pessimista, spietato e oscuro nella quarantennale carriera di Wody Allen. (altro…)

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    Oldboy di Spike Lee, con Josh Brolin, Elizabeth Olsen, Sharlto Copley, Samuel L. Jackson, Michael Imperioli, Pom Klementieff   USA 2013

    di Emanuele D’Aniello

    II miglior commento che si possa fare a Oldboy, per essere buoni e avere una positiva predisposizione mentale, sarebbe quello di escludere assolutamente dai pensieri il film originale sudcoreano del 2003. Durante la visione e subito dopo, non pensare minimamente al capolavoro di Chan Park-wook aiuterebbe non poco questo film di Spike Lee. Dopotutto il compito di un “critico” è giudicare il film che vede, non giudicarlo in relazioni ad altre opere che non sono direttamente sul grande schermo. Ma è poi possibile farlo quando il film in questione nasce solo e soltanto come remake, quando in ogni intervista regista e attori hanno dovuto rispondere ai paragoni col film originale, e quando il film sudcoreano non necessitava assolutamente di una nuova versione?

    Possiamo provare ad analizzare il film seguendo entrami gli approcci proposti, il punto che è l’Oldboy di Spike Lee esce sempre e comunque sconfitto. (altro…)