BASTARDI
PER LA GLORIA

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    Frozen: il Regno di Ghiaccio di Jennifer Lee, Chris Buck    USA 2013

    di Emanuele D’Aniello

    Dopo il grandissimo successo degli anni ’90, la Disney si è trovata di fronte ad un bivio importantissimo, incalzata dall’esplosione di altre compagnie d’animazione: proseguire sul proprio percorso o innovarsi. Nel dubbio, la Disney ha finito per perdere la propria anima, e ha spesso tirato fuori film deludenti (Koda Fratello Orso), pallide imitazioni dei grandi classici del passato (La Principessa e il Ranocchio), qualche sparuto successo (Rapunzel) e qualche trionfo (Ralph Spaccatutto). Frozen è però la risposta al quesito iniziale e a quasi dieci anni di ricerca: un film che si innova nella tradizione. (altro…)

  • Philomena di Stephen Frears, con Judi Dench, Steve Coogan   Gran Bretagna 2013

    di Emanuele D’Aniello

    La storia narrata in Philomena, se non fosse realmente accaduta ed estrapolata nei suoi tanti colpi di scena dalla vera cronaca, a molti potrebbe sembrare fin troppo artificiale. Dal primo all’ultimo secondo, fotogramma dopo fotogramma, il film pare preso da una manuale di sceneggiatura davvero basilare, costruito su misura per far commuovere lo spettatore. Fortunatamente colei che dà titolo al film esiste davvero, e l’attrice che ha l’onore di interpretarla è una delle migliori in circolazione. Con un personaggio e una attrice così, tutto diventa migliore. (altro…)

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    Lo Hobbit: la Desolazione di Smaug di Peter Jackson, con Martin Freeman, Ian McKellen, Luke Evans, Cate Blanchett, Evangeline Lilly, Lee Pace, Benedict Cumberbatch, Orlando Bloom, Richard Armitage   Nuova Zelanda 2013

    di Emanuele D’Aniello

    Ricordate l’entusiasmo palpabile che un anno fa aveva investito praticamente ogni appassionato al momento dell’uscita nei cinema del primo Lo Hobbit? Entusiasmo, frenesia, gioia, pura e semplice goduria all’idea di rivedere un film di Peter Jackson ambientato nella Terra di Mezzo, a dieci anni di distanza dall’epico trionfo di Il Signore degli Anelli. Poi però, quasi subito, quell’entusiasmo è un pizzico scemato, se non spento quantomeno freddato, e di molto. Un Viaggio Inaspettato aveva deluso molti con i suoi difetti narrativi e di tono, presentandosi come un film drenato da ogni tematica e trasformato in una purissima avventura per i più piccoli. Per carità, fedele all’opera originale di Tolkien, ma un passo indietro rispetto al fascino di Il Signore degli Anelli. Di conseguenza, con molto aspettative necessariamente, e in un certo senso anche fortunatamente, abbassate, questo secondo film diventa già la prova del nove. (altro…)

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    Blue Jasmine di Woody Allen, con Cate Blanchett, Sally Hawkins, Alec Baldwin, Bobby Cannavale, Andrew Dice Clay, Louis CK, Peter Sarsgaard, Michael Stuhlbarg, Alden Ehrenreich   USA 2013

    di Emanuele D’Aniello

    All’inizio Blue Jasmine sembra il classico film di Woody Allen. Dopo qualche minuto in cui sembra un dramma, inizi a pensare sia una commedia. Quando gli elementi drammatici riaffiorano, inizi a credere sia una tipica black comedy, in cui si ride ma non per motivi divertenti in se. Pian piano, capisci che stai assistendo ad un dramma in piena regola. Ma solo alla fine si concretizza la realtà: davanti agli occhi, sul grande schermo, c’è forse il film più pessimista, spietato e oscuro nella quarantennale carriera di Wody Allen. (altro…)

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    Oldboy di Spike Lee, con Josh Brolin, Elizabeth Olsen, Sharlto Copley, Samuel L. Jackson, Michael Imperioli, Pom Klementieff   USA 2013

    di Emanuele D’Aniello

    II miglior commento che si possa fare a Oldboy, per essere buoni e avere una positiva predisposizione mentale, sarebbe quello di escludere assolutamente dai pensieri il film originale sudcoreano del 2003. Durante la visione e subito dopo, non pensare minimamente al capolavoro di Chan Park-wook aiuterebbe non poco questo film di Spike Lee. Dopotutto il compito di un “critico” è giudicare il film che vede, non giudicarlo in relazioni ad altre opere che non sono direttamente sul grande schermo. Ma è poi possibile farlo quando il film in questione nasce solo e soltanto come remake, quando in ogni intervista regista e attori hanno dovuto rispondere ai paragoni col film originale, e quando il film sudcoreano non necessitava assolutamente di una nuova versione?

    Possiamo provare ad analizzare il film seguendo entrami gli approcci proposti, il punto che è l’Oldboy di Spike Lee esce sempre e comunque sconfitto. (altro…)

  • behindthecandelabra

    Dietro i Candelabri (Behind the Candelabra) di Steven Soderbergh, con Michael Douglas, Matt Damon, Rob Lowe, Dan Akroyd    USA 2013

    di Emanuele D’Aniello

    Curiosa, coraggiosa, rischiosa. Questi sono gli aggettivi adatti per cercare di decifrare la scelta di far uscire nei cinema italiani questo film. E sia chiaro, non per i motivi che si possono facilmente e pretestuosamente immaginare. Ma perchè questo non è un prodotto cinematografico, ma un film televisivo che in America è andato in onda sul noto canale HBO lo scorso maggio. Farlo arrivare non solo nei cinema, ma addirittura con sette mesi di ritardo, quando chi voleva vederlo lo ha sicuramente già reperito in altri modi, ovvero quelli classici per vedere i prodotti tv americani, è una scelta singolare ma significativa. Premesso ciò, è comunque un bene che un pubblico sicuramente più vasto possa aver l’occasione di vedere questo film. (altro…)

  • donjonsaddiction

    Don Jon di Joseph Gordon-Levitt, con Joseph Gordon-Levitt, Scarlett Johansson, Julianne Moore, Tony Danza, Brie Larson, Glenne Headly   USA 2013

    di Emanuele D’Aniello

    Difficilmente si può criticare la scelta di Joseph Gordon-Levitt di esordire come regista e sceneggiatore con un film simile, leggero, tranquillo, non troppo impegnativo, in modo da poter in un certo senso “studiare” il mestiere del regista ed evitare al tempo stesso troppa attenzione su di se, sfuggendo soprattutto a una pressione immane quando sarà il momento di mettersi a lavorare all’inevitabile opera seconda. Detto ciò, Don Jon è comunque un film ricco di spunti interessanti specialmente nel proprio genere, quello della commedia romantica. (altro…)

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    Thor: The Dark World di Alan Taylor, con Chris Hemsworth, Natalie Portman, Tom Hiddleston, Anthony Hopkins, Stellan Skarsgaard, Christopher Eccleston, Renè Russo, Idris Elba, Zachary Levy, Ray Stevenson, Jamie Alexander, Kat Dennings, Chris O’Dowd   USA 2013

    di Emanuele D’Aniello

    Sia chiaro, hanno ragione loro. A vedere gli incassi mostruosi di ogni singolo film (e non solo, pensiamo un attimo al merchandising) vincono sempre loro, sono autorizzati a continuare così, fanno bene a non cambiare e nemmeno a rischiare. Il problema, ovviamente, è tutto nostro: in base alla premessa iniziale, dobbiamo continuare a criticare simili film oppure ci dobbiamo rassegnare all’idea che questi sono gli standard abituali della Marvel, e quindi cambiare la nostra prospettiva di giudizio? (altro…)

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    Il Passato (Le Passé) di Ashgar Farhadi, con Berenice Bejo, Alì Mossafa, Tahar Rahim   Iran/Francia 2013

    di Emanuele D’Aniello

    Due anni fa Una Separazione si abbatté come un ciclone nel mondo del cinema, iniziando a vincere premi su premi da gennaio al festival di Berlino fino al gennaio successivo con gli Oscar. Da quel momento, nessuno ha più dimenticato il nome di Ashfar Farhadi, autore iraniano che pur essendo al suo terzo film, con Una Separazione è come se avesse firmato un nuovo debutto, stavolta molto più importante. Ora il suo nuovo film Il Passato è la conferma di un talento infinito, di una grandissima abilità nel costruire storie intrecciate e dare vita a personaggi profondamente tormentati, utilizzando temi che più universali non si può. (altro…)

  • jobs

    Jobs di Joshua Michael Stern, con Ashton Kutcher, Dermot Mulroney, James Woods, Matthew Modine, Josh Gad, JK Simmons.   USA 2013

    di Emanuele D’Aniello

    Negli ultimi anni, fortunatamente, anche il genere biografico si è evoluto per rimanere al passo con i tempi. Ormai sono pochissimi, e indubbiamente fuori moda, i biopic che narrano l’intero arco della vita del personaggio che si vuole celebrare, mentre sono molti quelli che scelgono di narrare un singolo episodio di vita, spesso il più significativo, e da lì partire per cogliere al meglio le caratteristiche del suo protagonista e costruire una metafora della sua intera esistenza. E’ per questo, per fare due banali esempi, che un film come Lincoln funziona e uno come J. Edgar no. Purtroppo, Jobs rientra nella seconda categoria di biopic. (altro…)