BASTARDI
PER LA GLORIA

  • w7

    Warrior di Gavin O’Connor, con Tom Hardy, Joel Edgerton, Nick Nolte, Jennifer Morrison.  USA 2011

    di Emanuele D’Aniello

    Uno dei generi cinematografici più importanti per la cultura americana è sicuramente il genere sportivo, poiché racconta spesso storie di rivincite sociali o personali, redenzioni e seconde possibilità, elementi e sentimenti su cui l’America è stata costruita. Lo sport che attraverso il cinema è da sempre riuscito bene in questa narrazione è il pugilato, e ci ha regalato capolavori e storie immortali. Ma ora che il pugilato come sport è in enorme crisi, di popolarità e personalità, anche il cinema decide di sostituirlo come mezzo narrativo con un vicino erede, quelle arti marziali miste che sono definitivamente esplose negli Stati Uniti. (altro…)

  • m7

    Melancholia di Lars Von Trier, con Kirsten Dunst, Charlotte Gainsbourg, Kiefer Sutherland, Alexander Skarsgard, Stellan Skarsgard, John Hurt, Charlotte Rampling. Danimarca 2011

    di Emanuele D’Aniello

    Molti film parlando di qualcosa, moltissimi altri film purtroppo non parlano di niente. Pochi film invece hanno la forza e l’abilità di mostrare e far vivere qualcosa, e il nuovo film di Lars Von Trier entra in questa categoria. Senza troppi problemi, Melancholia non parla di depressione, ma mostra la depressione nel senso più vero e radicale del termine. Il film è un viaggio nella depressione umana (in questo caso, in quella del regista) da cui si esce scossi e profondamente turbati, ma sicuramente toccati nel profondo, in positivo o in negativo. I film di Von Trier polarizzano sempre pubblico e critica, così è sempre stato e così sempre sarà. (altro…)

  • ww5

    Mosse Vincenti (Win Win) di Tom McCarthy, con Paul Giamatti, Amy Ryan, Alex Shaffer, Jeffrey Tambor, Bobby Cannavale.  USA 2011

    di Emanuele D’Aniello

    Il cinema contemporaneo è pieno di generi, sottogeneri, storie fantastiche, personaggi sopra le righe, approcci originali e innovativi, effetti speciali e sonori, scomposizioni cronologica e visiva. Si dovrebbe dire per fortuna, così ogni tipo di pubblico rimane soddisfatto. In tutto questo marasma cinematografico, ancora più fortunatamente c’è un genere che non delude mai nella sua semplicità, come una vecchia casa accogliente in cui tornare per stare sereni: il cinema indipendente americano. Storie e personaggi sono al centro della narrazione e della messa in scena visiva, solo questo, senza mezzucci o artifici vari, e funziona ogni volta. L’attore, regista e sceneggiatore Tom McCarthy sta pian piano affermandosi sempre di più come una delle voci più interessanti nel panorama indipendente americano. (altro…)

  • cover1300

    This Must Be the Place di Paolo Sorrentino, con Sean Penn, Frances McDormand, Judd Hirsch, Eve Hewson.  Italia/Usa 2011

    di Emanuele D’Aniello

    Al suo quinto lungometraggio, Paolo Sorrentino può tranquillamente passare dal titolo di miglior regista italiano contemporaneo a quello che lo colloca tra i migliori registi emergenti europei. Dimostra con assoluta sicurezza di poter dirigere una produzione internazionale, un budget maggiore rispetto ai soliti nostrani, un cast con due attori premi Oscar, e tematiche non certo semplici. In un certo senso era la prova del nove per la sua carriera, superata brillantemente. (altro…)

  • dangerousmethod

    A Dangerous Method di David Cronenberg, con Michael Fassbender, Keira Knightley, Viggo Mortensen, Sarah Gadon, Vincent Cassel.   Canada/Gran Bretagna 2011

    di Emanuele D’Aniello

    All’inizio del secolo scorso, a Zurigo, negli studi del giovane psicoanalista Carl Gustav Jung viene portata una altrettanto giovane donna con seri problemi mentali, l’ebrea di origine russa Sabrina Spielrein. Su di lei, per curarla, Jung decide di applicare le teorie di Freud, che considera un suo mentore. Tutto ciò porta all’incontro tra i due grandi pensatori, ma la relazione tra Jung e la Spielrein, sempre più intima e sempre meno professionale, apre un vortice dalle inevitabili conseguenze. (altro…)

  • Drive di Nicolas Winding Refn, con Ryan Gosling, Carey Mulligan, Albert Brooks, Bryan Cranston, Ron Pearlman, Oscar Isaac, Christina Hendricks.  USA 2011

    di Emanuele D’Aniello

    Drive non è un film semplice, o forse non è nemmeno un film. Drive è pura atmosfera, sensazione, emozione, è un trattato sul cinema del suo regista, il danese Nicolas Winding Refn, uno che finalmente vede distribuire i propri lavori in Italia solo all’ottavo film in carriera, grazie a quel meritatissimo premio per il Miglior Regista ricevuto all’ultimo Festival di Cannes, lasciando un segno e un impatto indelebile nel penultimo giorno di proiezioni. Drive è stato spacciato come action, ma non lo è assolutamente. Drive è stato presentato come film adrenalinico da ingannevoli trailer, ma non lo è assolutamente. Drive è invece la più romantica storia d’amore degli ultimi anni, è una favola moderna, un western metropolitano. Questo film è tante cose. (altro…)

  • 6rgf

    La Pelle che Abito  (La Piel Que Abito) di Pedro Almodovar, con Antonio Banderas, Elena Anaya, Marisa Paredes, Jan Cornet, Blanca Suarez.  Spagna 2011

    di Emanuele D’Aniello

    Nell’ultimo decennio Pedro Almodovar è diventato uno degli autori più amati, rispettati e considerati dell’intero panorama cinematografico, non più solo europeo. Per questo ogni volta che esce un film di Almodovar (si badi bene, anche lui nel film si firma solo col cognome, come se ormai fosse diventato un marchio di garanzia lui stesso) assistiamo ad un evento. Ancora di più se, come in questo caso, il regista torna a lavorare dopo 20 anni con Antonio Banderas, che ha lanciato giovanissimo, e decide di girare il suo primo thriller. Pur presentando tutte le caratteristiche della sua personale poetica, il film è uno dei più audaci esperimenti degli ultimi anni. (altro…)

  • 4cdx

    Carnage di Roman Polanski, con Kate Winslet, Jodie Foster, Christoph Waltz, John C. Reilly.  Francia 2011

    di Emanuele D’Aniello

    Due coppie di genitori si incontrano in un tranquillo appartamento di Brooklyn per discutere dello scontro che i loro rispettivi figli hanno avuto in un parco pubblico, quando uno ha picchiato l’altro. Il confronto va per le lunghe e, ma man mano che la sera si avvicina, i genitori diventano incredibilmente infantili e creano così il caos perdendo ogni decenza comportamentale. Tutto qui: 4 attori di numero per tutta la durata del film rinchiusi dentro uno spazio chiuso a discutere e urlare. L’opera teatrale “God of Carnage” di Yasmina Reza viene trasposta sul grande schermo con grande maestria da Roman Polanski, uno più che abituato a girare in spazi chiusi. (altro…)

  • crazystupidlovemovie

    Crazy Stupid Love di  Glenn Ficarra e John Requa, con Steve Carell, Ryan Gosling, Julianne Moore, Emma Stone, Marisa Tomei, Kevin Bacon.   USA 2011

    di Emanuele D’Aniello

    Film dalla trama già vista e dai risvolti prevedibili, con un intreccio narrativo da soap opera, non aggiunge nulla di nuovo alla commedia romantica tipo, pieno di citazioni e rimandi ad altre opere simili. Detta così, sembra una tragedia, ma non bisogna mai farsi ingannare dalle apparenze. Crazy Stupid Love è infatti un gran bel film, grazie alla scrittura e ad un cast fenomenale. Senza troppi problemi, fino a questo punto della stagione, siamo di fronte alla miglior commedia dell’anno. (altro…)

  • 66

    Contagion di Steven Soderbergh, con Matt Damon, Gwyneth Paltrow, Laurence Fishburne, Kate Winslet, Marion Cotillard, Jude Law.  USA 2011

    di Emanuele D’Aniello

    Steven Soderbergh è senz’altro uno dei registi più anomali nel panorama cinematografico americano e non solo, capace di passare con incredibile facilità dai prodotti più commerciali (la trilogia di Ocean’s Eleven) ai film autoriali impegnati (Traffic, i due epici film sul Che), non dimenticando di attraversare la commedia (The Informant) o i piccoli esperimenti indipendenti (Sesso, bugie e videotapes). Contagion si inserisce nel filone delle opere corali che il regista predilige, e riesce ad abbracciare più o meno tutta la sua opera diventando un incrocio tra blockbuster e film d’autore. È soprattutto un film tremendamente attuale, in grado di trattare il tema dell’epidemia come raramente è stato fatto al cinema, con approccio realistico e per questo ancora più potente, affrontando le paure degli uomini sulla salute esplose negli ultimi anni a causa della diffusione prima del morbo della mucca pazza e poi del virus H1N1. (altro…)